Gli attuali scenari internazionali e il contesto lavorativo professionale impongono la formazione di Leader Militari maturi, in grado di affrontare sfide esterne mutevoli e complesse, spesso in contesti estremi, e, parallelamente, capaci di guidare personale altamente esperto e specializzato. In questo contesto, l’autorità non può essere solo “di ruolo” e solo un percorso formativo credibile e pragmatico basato su azioni, competenze e carattere – può forgiare la vera autorevolezza necessaria al Comando. Per questo motivo, la preparazione dei Junior Leader Militari trascende la mera acquisizione di tecniche scientifiche o l’adesione a un percorso formativo rigido e universale.
La filosofia è essenziale non solo per l’apertura mentale, ma soprattutto come base laica dei valori di vita che un leader militare deve incarnare e saper trasmettere. In un contesto dove il potere decisionale incide su persone, risorse e diritti, i valori non possono essere un capitolo “di passaggio”: devono diventare cultura quotidiana.
Tra i pilastri formativi vanno messi al centro:
Questa base “laica” è ciò che rende credibile l’autorità: non l’uniforme, ma la qualità delle scelte.
Un Ufficiale d’Accademia, nella prospettiva di carriera, non è soltanto un “tecnico” della operazioni militari: è, progressivamente, un Dirigente Militare dello Stato with responsabilità giuridico-amministrative. Gestisce personale, risorse pubbliche, procedure, atti, responsabilità disciplinari e – in alcuni casi – effetti diretti su diritti e libertà.
Per questo motivo, una Laurea in Giurisprudenza risulta spesso preferibile, in particolare in vista di incarichi di comando (ad esempio come Comandanti di Corpo) dove la gestione del personale e la cornice normativa diventano centrali. Conoscere il diritto non significa “fare i burocrati”: significa saper comandare entro regole chiare, prevenire errori, proteggere l’istituzione e i propri uomini.
Diverso è il caso dell’attuale percorso in Scienze Strategiche: interessante, ma con utilità secondaria rispetto alle esigenze operative e amministrative diffuse. È particolarmente adatto a un numero più limitato di impieghi: in alcune funzioni di Stato Maggiore o ruoli con proiezione esterna/internazionale. Percorsi di questo tipo restano importanti, ma più come specializzazione selettiva (o step successivo) che come base generalista per tutti: molte capacità avanzate possono essere assegnate e consolidate in seguito tramite master mirati e impieghi graduali.
Accanto al diritto, esistono ambiti in cui l’università può dare un vantaggio immediatamente operativo e spendibile.
Scienze dell’Informazione / Trasmissioni-Cyber
Oggi non si parla più soltanto di “trasmissioni” in senso tradizionale: reti, dati, sensori, sistemi di comando e controllo, interoperabilità, resilienza delle comunicazioni sono fattori decisivi. In questo quadro, la dimensione cyber è sempre più attuale: difesa delle infrastrutture digitali, gestione delle vulnerabilità, sicurezza delle reti, consapevolezza informativa, contrasto alle minacce ibride. Formare Ufficiali con basi solide in questo settore significa costruire credibilità non solo interna, ma anche nel confronto con agenzie esterne, fornitori, standard e regolamenti.
Ingegneria / Genio (e nuovo dominio spaziale)
Per i Genieri l’ingegneria non è un “plus”: è linguaggio di lavoro. Pianificazione tecnica, sicurezza, opere campali e permanenti, logistica infrastrutturale, valutazioni di rischio, interazione con enti civili: senza un impianto scientifico robusto si perde efficacia e autorevolezza. Inoltre, il nuovo dominio spaziale richiede competenze di livello elevato: sistemi complessi, comunicazioni satellitari, geolocalizzazione, osservazione, integrazione con reti e assetti terrestri. Anche senza trasformare tutti in specialisti “space”, serve una quota di leadership tecnicamente preparata per comprendere, gestire e integrare queste capacità.
Se vogliamo creare professionisti veri e credibili, capaci di confrontarsi con agenzie esterne e con regolamenti e leggi nazionali, questi percorsi diventano strategici.
Qui la questione è più ampia e complessa, perché la leadership militare non è solo sapere: è comportamento, metodo, controllo emotivo, capacità di decidere e di farsi seguire.
Fase 0 – un anno di sola istruzione militare (modello “corso avanzato di combattimento”)
Invece del primo anno “da soldato” in reparto, si può prevedere un primo anno esclusivamente addestrativo, su modello di corso avanzato di combattimento, con standard elevati e finalità precisa: temprare spirito, convinzioni, disciplina e capacità di leadership. Un anno duro e selettivo, dove la valutazione non è solo fisica e tecnica, ma soprattutto di carattere: affidabilità, autocontrollo, capacità di comandare e di stare nel gruppo.
Fase 1 – Triennio accademico (valori + base universitaria mirata)
Al termine dell’anno addestrativo, si entra nel triennio con un’impostazione più matura: filosofia e valori come asse, e una scelta di laurea coerente con l’impiego (Giurisprudenza come opzione preferibile “generalista”; informatica/cyber e ingegneria/spazio come filoni tecnici). La selezione qui deve restare presente: non basta “passare gli esami”, bisogna mantenere standard di leadership.
Fase 2 – un anno post-triennio: solo materie militari specialistiche
Concluso il triennio, si introduce un secondo anno interamente militare, di livello specialistico, molto impegnativo e sfidante. La logica è semplice: consolidare e “certificare” la capacità di comando in contesti complessi, con valutazioni continue e responsabilità crescenti.
In questo anno, ognuno seguirà il proprio percorso legato all’Arma/Corpo di appartenenza, con programmi distinti e standard elevati: Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni, AVES (Aviazione dell’Esercito), Trasporti e Materiali, e gli altri corpi/arti secondo necessità organizzative.
Un punto chiave: alcune competenze scientifiche di alto livello hanno senso quando l’Ufficiale termina l’incarico di Vice Comandante di Compagnia / Comandante di Plotone e si prepara per diventare Comandate di Compagnia con tutte le responsabilità annesse, 120 persone – una media impresa.
Fase Operativa – 3 anni di Vice Comandante di Compagnia / Comandante di Plotone
Dopo la fase specialistica, l’Ufficiale per tre anni riceve incarico di Vice Comandante di Compagnia / Comandante di Plotone primo banco di prova reale, dove si consolida l’identità di leader e la capacità di gestire persone, addestramento, disciplina, operazioni e quotidianità.
Fase Accademica Avanzata – ultimi 2 anni (laurea magistrale/master) dopo l’esperienza sul campo
Solo dopo questi tre anni, gli ultimi due anni diventano davvero efficaci: l’Ufficiale studia con esperienza, seleziona contenuti utili, collega teoria e realtà. In parallelo, si inserisce uno specifico modulo per Comandanti di Compagnia di Pianificazione e Condotta delle Operazioni in scenari differenziati.
Il modello proposto crea una progressione coerente in fasi, dove ogni passaggio prepara il successivo e consolida l’autorevolezza sul campo:
Risultato: Ufficiali più Credibili, più Competenti e più Affidabili, perché costruiti con lo stesso principio che poi chiederanno ai propri uomini: standard alti, responsabilità vera, e crescita basata su prove concrete.
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