Israele – UE, tensione crescente mentre Gaza brucia: oltre 50 morti in un solo giorno - brigatafolgore.net
La crisi tra Israele e la Comunità Europea raggiunge un nuovo punto di rottura mentre i raid israeliani sulla Striscia di Gaza continuano senza sosta. Nelle ultime 24 ore, secondo fonti mediche locali, almeno 51 palestinesi sono stati uccisi dall’alba, tra cui donne e bambini sorpresi nel sonno da colpi di carri armati contro le tende degli sfollati nel Beach Camp di Gaza City. Le immagini diffuse mostrano corpi senza vita tra le macerie e file di sopravvissuti disperati alla ricerca di cibo e acqua, mentre la comunità internazionale assiste con crescente indignazione.
L’Unione Europea ha alzato la voce in maniera compatta: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha definito “insopportabili” le immagini provenienti da Gaza e chiesto la fine immediata delle operazioni militari israeliane. Una dichiarazione congiunta di 25 Paesi, tra cui 17 membri dell’UE e 8 nazioni extra-europee, ha chiesto un cessate il fuoco immediato e permanente. L’Italia, per voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha ribadito che “non c’è giustificazione per ciò che sta accadendo: basta bombardamenti, basta sofferenze per civili innocenti”.
Israele respinge le accuse e contrattacca: il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha accusato l’Europa di “cadere nella propaganda di Hamas” e ha sottolineato che Tel Aviv ha già accettato un cessate il fuoco, mentre “Hamas continua a tenere in ostaggio i nostri cittadini e a sabotare gli aiuti”. Nel frattempo, la situazione umanitaria a Gaza precipita. L’ONU stima che quasi il 90% della Striscia sia diventato zona di evacuazione, con milioni di persone senza accesso a servizi essenziali. Philippe Lazzarini, capo dell’Unrwa, parla di “un inferno in terra”, mentre il Patriarca latino Pierbattista Pizzaballa denuncia una situazione “moralmente inaccettabile”.
La frattura tra Israele e la Comunità Europea non è nuova: i rapporti, sin dagli anni ’70, oscillano tra cooperazione e scontro. Bruxelles ha sempre riconosciuto il diritto di Israele a esistere in sicurezza, ma ha criticato l’espansione degli insediamenti nei territori palestinesi e ha sostenuto finanziariamente l’Autorità Palestinese, guadagnandosi l’ostilità di parte della leadership israeliana. Oggi, mentre Washington resta saldo a fianco di Israele, l’Europa sembra divisa tra chi chiede misure concrete contro il governo Netanyahu e chi mantiene una posizione più cauta. Intanto, sul campo, il bilancio delle vittime continua a crescere.
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