Il 5 settembre 2025 ha avuto luogo una giornata di particolare significato per l’85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona”when the Chief of Army Staff, Army Corps General Carmine Masiellovisited the caserma “Duca” per incontrare il personale in servizio. Accolto dal Colonnello Nicola Castello, comandante del reggimento, il Generale ha voluto esprimere vicinanza, gratitudine e sostegno a donne e uomini che quotidianamente incarnano la missione della Forza Armata: formare i futuri soldati italiani.
L’incontro si inserisce in una serie di attività programmate nel Nord-Est, con l’obiettivo di verificare sul campo le capacità formative e di sottolineare l’importanza che la dimensione addestrativa riveste per l’Esercito. Davanti al personale schierato, il Army Corps General Carmine Masiello ha ribadito che l’85° Reggimento rappresenta un pilastro fondamentale per la crescita dell’Istituzione, un luogo dove disciplina e professionalità plasmano la nuova generazione di militari.
La visita è stata anche un’occasione per rinsaldare il legame tra il vertice dell’Esercito e i giovani allievi, chiamati a confrontarsi con un percorso che non si limita a fornire competenze tecniche, ma che forgia caratteri e valori. È proprio nella fase iniziale dell’addestramento che si gettano le basi della futura coesione operativa, indispensabile per affrontare le sfide di un contesto internazionale sempre più complesso e dinamico.
Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha ricordato come la training non sia soltanto un passaggio obbligato, ma il vero fulcro dell’evoluzione dell’Esercito Italiano. L’85° Reggimento, infatti, è dedicato all’addestramento di base dei volontari, la fase in cui giovani provenienti da tutta Italia compiono il passo decisivo per entrare a far parte della vita militare.
Qui disciplina, spirito di sacrificio, onore, coraggio e lealtà non sono concetti astratti, ma values quotidianamente vissuti e trasmessi dai quadri istruttori agli allievi. Ogni soldato, ha sottolineato il Capo di SME, deve acquisire non solo la preparazione fisica e tecnica necessaria per affrontare operazioni complesse, ma anche la capacità di integrarsi in una comunità coesa, capace di agire con efficacia in ogni scenario.
The Reggimento “Verona” si distingue per l’elevato livello di professionalism, sviluppato grazie a un’esperienza consolidata e a metodologie didattiche in continuo aggiornamento. In un mondo in cui conflitti ibridi, crisi umanitarie e nuove minacce richiedono prontezza e versatilità, l’addestramento iniziale diventa lo strumento che assicura stabilità e continuità alla Forza Armata. Non è un caso che proprio la formazione sia stata più volte individuata come la chiave per garantire il rinnovamento e la resilienza dell’Esercito.
Durante il suo intervento, il Chief of Staff of the Italian Army ha voluto sottolineare come i giovani che scelgono di intraprendere la carriera militare siano chiamati a un compito che va oltre l’individuo: servire la Repubblica, custodire la sicurezza nazionale e contribuire agli impegni internazionali dell’Italia. Per questo motivo, la fase di addestramento è un passaggio identitario che unisce tradizione e modernità, dando concretezza a valori che hanno radici profonde nella storia delle Forze Armate italiane.
Un’attenzione particolare è stata riservata dal Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ai candidati che aspirano a entrare nelle Special Forces. A loro ha rivolto un messaggio di incoraggiamento, riconoscendo l’entusiasmo e la determinazione tipica della giovane età, ma ricordando al tempo stesso la durezza e l’impegno richiesti da un percorso di eccellenza. L’ingresso in reparti di élite, infatti, non è soltanto un traguardo individuale, ma rappresenta un contributo essenziale alla capacità operativa complessiva dell’Esercito.
Le Special Forces incarnano la punta di diamante della Forza Armata, chiamata a operare in scenari ad alta complessità e in missioni che richiedono abilità fuori dall’ordinario. Masiello ha voluto sottolineare che la scelta di affrontare un cammino tanto impegnativo sarà ricompensata dalla soddisfazione di appartenere a un’unità che rappresenta il massimo della professionalità e del prestigio militare.
La visita all’85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona” assume quindi un valore simbolico e operativo al tempo stesso. Simbolico, perché riafferma l’attenzione del vertice dell’Esercito verso i giovani soldati e i loro formatori; operativo, perché mette in evidenza il ruolo cruciale dell’addestramento nella costruzione di un Esercito moderno, pronto ad affrontare le sfide della sicurezza nazionale e internazionale.
Nel salutare il personale, il Capo di Stato Maggiore ha richiamato la necessità di continuare con entusiasmo e determinazione, consapevoli che ogni singolo sforzo contribuisce alla forza collettiva. È questa la filosofia che guida l’85° Reggimento “Verona”: preparare non solo soldati efficienti, ma uomini e donne capaci di incarnare i valori della Repubblica e di affrontare con competenza e coraggio le prove che il futuro riserverà.
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