Roma, 15 settembre 2025 – Presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX” si è tenuto questa mattina un incontro di particolare rilievo tra il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e una rappresentanza dei Cappellani Militari provenienti da ogni parte del Paese. All’iniziativa ha preso parte anche l’Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Gian Franco Saba, insieme al Vicario Episcopale per l’Esercito, don Gianfranco Pilotto, che ha introdotto i lavori.
L’incontro ha rappresentato un importante momento di riflessione sul ruolo dei Cappellani Militari, figure da sempre fondamentali per la vita delle unità. Non solo guide spirituali, ma anche punti di riferimento morali e umani per i soldati e le loro famiglie, capaci di offrire sostegno nei momenti di difficoltà, accompagnare la vita quotidiana e trasmettere quei valori che restano il collante della comunità militare.
Monsignor Saba ha sottolineato la centralità della loro presenza nei reparti: una vicinanza discreta ma costante, capace di dare senso e profondità al servizio, rendendo più saldo il legame fra i militari e le radici etiche del loro impegno.
Nel suo intervento, il Generale Masiello ha espresso sincera gratitudine per l’opera svolta dai Cappellani, riconoscendone l’impegno e la dedizione. Ha ribadito che l’Esercito trae la sua forza non solo dall’addestramento o dalla tecnologia, ma soprattutto dai valori interiori che animano ogni soldato.
“Il compito dei Cappellani – ha dichiarato – è quello di mantenere viva la fiammella interiore che spinge a servire con onore. Non basta insegnare, occorre essere coerenti: parole e azioni devono sempre andare insieme”. Un riconoscimento chiaro al ruolo insostituibile dei sacerdoti militari, capaci di sostenere e ispirare chi veste l’uniforme.
La giornata si è conclusa con un simbolico scambio di doni, a testimonianza del legame di collaborazione e di reciproca considerazione tra l’Esercito Italiano e l’Ordinariato Militare. Un gesto semplice, ma dal profondo valore simbolico, che suggella il comune impegno al servizio delle donne e degli uomini della Forza Armata.
L’incontro di Roma ha ricordato come, accanto alla dimensione operativa e tecnologica, la dimensione umana e spirituale resti essenziale nella vita militare: i Cappellani continuano a rappresentare un presidio di ascolto, di fede e di speranza per i soldati, nelle caserme come nei teatri operativi.
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