“Ho scelto di essere un soldato”: il giuramento dei nuovi Volontari dell’Esercito Italiano - brigatafolgore.net
Nel silenzio carico di emozione della piazza d’armi, si alza la voce ferma dei giovani Volontari in Ferma Iniziale dell’Esercito Italiano. Una voce che non è soltanto parola, ma promessa. Promessa di fedeltà, di sacrificio, di amore verso la Patria.
Davanti al Tricolore che sventola alto nel cielo, ogni soldato pronuncia il proprio giuramento:
“Ho scelto di essere un soldato.”
Una scelta consapevole, profonda, che apre a una vita fatta di impegno, rinunce, disciplina e dedizione. Una vita che non promette ricchezze, ma dona ciò che conta davvero: la gratitudine di chi è stato aiutato, il rispetto dei commilitoni, l’onore di servire l’Italia.
Essere un soldato significa accettare la fatica, affrontare la distanza dagli affetti, superare le difficoltà con coraggio e determinazione. Significa anteporre il dovere al diritto, il bene comune all’interesse personale. Ogni giorno, chi indossa questa uniforme rinnova la propria scelta: servire la Nazione con onore.
Nel giuramento si concretizza un patto sacro — tra il soldato e la Patria, tra l’individuo e l’Istituzione, tra l’oggi e la Storia.
I valori che guidano l’Esercito — onore, coraggio, disciplina, lealtà — sono la bussola morale che orienta ogni passo. Non sono solo parole: sono la forza invisibile che unisce i soldati, il battito comune che fa vibrare i cuori davanti al Tricolore.
Perché il soldato non si misura dai gradi che porta sulle spalle, ma dai valori che custodisce nel cuore.
E in questo cuore risiede la certezza di non abbandonare mai i propri concittadini, la forza di restare uniti nelle prove più dure, la volontà di servire con sacrificio e umiltà.
"Ho scelto di essere un soldato, non perché amo la guerra, ma perché amo la Patria."
È questa la frase che riassume lo spirito dei nostri ragazzi. Difendere l’Italia, ovunque e sempre, significa onorare la memoria di chi, per gli stessi ideali, ha donato la propria vita. Il loro esempio illumina il cammino delle nuove generazioni di soldati, che oggi raccolgono il testimone con fierezza e responsabilità.
Il soldato è “noi”, non “io”. È la forza dell’unione, la potenza della fraternità. In ogni gesto, in ogni passo, si avverte il peso — e la dignità — di una responsabilità condivisa.
Indossare l’uniforme significa appartenere a una famiglia: la famiglia dell’Esercito Italiano, simbolo di coraggio, servizio e dedizione.
Oggi, davanti alla Nazione, questi giovani pronunciano le parole che segneranno per sempre le loro vite:
“Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana.”
Un giuramento che non è solo un atto formale, ma un patto d’anima.
Un impegno che li accompagnerà ovunque, nel silenzio delle missioni, nel cuore delle emergenze, nelle sfide del domani.
Con il loro giuramento, i nuovi Volontari dell’Esercito rafforzano le fondamenta della difesa della nostra Nazione: una difesa che nasce dai valori, dall’onore, dall’amore per la Patria.
Perché chi sceglie di essere soldato sceglie di servire.
E servire l’Italia è il più alto onore che si possa avere.
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