Esercitazione “Cingoli ardenti”: carri, genio, artiglieria e logistica in azione integrata - brigatafolgore.net
Nel Comprensorio Militare di Persano (Salerno) si è recentemente svolta l’esercitazione “Cingoli ardenti”, un’attività addestrativa di livello Complesso Minore Pluriarma che ha coinvolto molteplici reparti dell’Esercito Italiano in uno scenario operativo dinamico e realistico. L’obiettivo principale è stato quello di testare e sviluppare le capacità combinate di manovra, reazione e supporto in contesti ad alta complessità.
L’esercitazione ha visto la partecipazione coordinata di unità provenienti da diversi reparti: il 1st Regiment Bersaglieri ha guidato le attività operative, affiancato dal 4th Tank Regiment, from 21st Engineer Guastatori Regiment, from 52nd Artillery Regiment 'Torino', from the8° Reggimento Artiglieria “Pasubio” and from the Reggimento Logistico “Garibaldi”. Ciascun reparto ha apportato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’addestramento, esprimendo capacità specifiche nel quadro di una cooperazione interfunzionale.
La configurazione pluriarma ha consentito l’esecuzione di manovre offensive, difensive e abilitanti, condotte attraverso esercitazioni Live Exercise (LIVEX) e Field Training Exercise (FTX), orientate a migliorare la prontezza operativa e l’interoperabilità tra diverse specialità.
“Cingoli ardenti” ha rappresentato un banco di prova per la sperimentazione di nuove procedure tecnico-tattiche (TTP), in particolare contro minacce emergenti come l’uso ostile di droni o la necessità di operare in ambienti ad alta densità di ostacoli fisici e tecnologici.
The 21st Engineer Guastatori Regiment ha avuto un ruolo centrale nella gestione e superamento degli ostacoli, nella bonifica del campo e nella protezione delle forze amiche. Il 4th Tank Regiment ha condotto manovre con mezzi corazzati pesanti, integrandosi con l’artiglieria per il fuoco di profondità.
Sul fronte del supporto al fuoco, il contributo del 52nd Artillery Regiment 'Torino' and the8° Reggimento Artiglieria “Pasubio” ha garantito la copertura e la capacità di neutralizzare obiettivi a distanza, con modalità compatibili con uno scenario ad alta intensità. I sistemi impiegati hanno permesso l’adattamento immediato alle esigenze tattiche, offrendo precisione e continuità.
Fondamentale il ruolo del Reggimento Logistico “Garibaldi”, incaricato di garantire la funzionalità del sistema attraverso rifornimenti, recupero mezzi e assistenza tecnica. Questo supporto ha permesso la conduzione continuativa delle operazioni sul campo, simulando le reali condizioni logistiche di un ambiente operativo prolungato.
L’integrazione tra fanteria, genio, carri armati, artiglieria e logistica ha dato vita a un sistema flessibile e coeso, capace di operare in contesti sempre più mutevoli e ad alta tecnologia.
L’esercitazione “Cingoli ardenti” ha dimostrato come la cooperazione tra reparti differenti sia oggi una delle chiavi per l’efficacia militare. L’addestramento interforze ha messo in evidenza non solo le capacità tecniche dei singoli reparti, ma anche la capacità collettiva di operare come sistema integrato, pronto ad affrontare scenari complessi in tempi rapidi.
Sebbene l’organizzazione delle attività sia stata affidata al 1° Reggimento Bersaglieri, l’elemento distintivo è stato l’equilibrata valorizzazione delle funzioni specialistiche di tutti i reparti. Nessuna singola unità può oggi operare efficacemente senza il sostegno e il coordinamento delle altre: carri armati, genio, artiglieria e logistica sono tasselli complementari di un mosaico operativo moderno.
In un contesto geopolitico in evoluzione, in cui le minacce convenzionali si intrecciano a minacce asimmetriche, ibride e tecnologiche, esercitazioni come questa rappresentano strumenti irrinunciabili per preparare le Forze Armate italiane al futuro. La capacità di risposta rapida, la versatilità sul terreno e l’interoperabilità tra componenti diverse sono ormai elementi strutturali della difesa moderna.
“Cingoli ardenti” ha dimostrato che l’Esercito Italiano è in grado non solo di addestrarsi, ma anche di evolvere, adattando le proprie strutture a nuove sfide. La sinergia tra i reparti coinvolti, il realismo dello scenario e l’approccio sperimentale alle minacce emergenti rappresentano un modello replicabile, da sviluppare anche in contesti internazionali e congiunti.
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