Il momento in cui la Senatrice Rauti viene nominata paracadutista ad honorem per mano del Generale Carmine Masiello
Nel mondo militare i simboli hanno peso solo se sorretti dai valori. Per questo il conferimento del brevetto di paracadutista “ad honorem” è rarissimo: non è un gadget cerimoniale, ma un riconoscimento a figure che incarnano courage, dovere, integrità, spirito di servizio — i cardini dell’etica Folgore.
L’ultimo, in ordine cronologico, a ricevere tale conferimento, era stato Pope Francis in theaprile 2024.
Un gesto simbolico che l’allora comandante della Folgore, Gen. Massimiliano Mongillo, indicò come testimonianza, da parte di Pope Francis, dei valori universali del courageof the dovere, of theintegrità and the spirito di servizio — fondamenti dell’agire dei Paracadutisti della Thunderbolt Brigade.
Venerdì, durante la cerimonia per l’83º anniversario della battaglia di El Alamein, Isabella Rauti non se lo aspettava. È stato un fuori programma carico di emozione: quando il Chief of Army Staff, Army Corps General Carmine Masiello — decano dei Paracadutisti e primo Paracadutista nella storia a ricoprire tale incarico — le ha posato sul capo il glorioso Amaranth beret e le ha consegnato il diploma incorniciato, la Senatrice Rauti ha faticato a trattenere l’emozione.
Isabella Rauti è ormai una presenza costante alla festa della Specialità dei Paracadutisti.
Anche se, per fortuna, sono lontani i tempi in cui un Minister of Defence evitava di applaudire i nostri militari alla parata del 2 giugno, qui non è una questione di schieramento politico: quando la Senatrice parla ai Paracadutisti, lo fa con il cuore. Ne siamo certi: chi scrive l’ha ascoltata più volte, dal vivo e in più occasioni.
"I valori e i principi di fedeltà alla Patria degli Eroi di El Alamein sono memoria vitale e appartengono agli uomini e alle donne della Folgore e a tutti coloro che mettono l’Italia prima di tutto”, ha dichiarato la Rauti sul leggendario piazzale della caserma “Gamerra” di Pisa, di fronte a centinaia di Paracadutisti schierati, alle Bandiere di Guerra dei reparti e a migliaia di persone arrivate da tutta Italia.
“L’Italia prima di tutto”. Appunto.
Oggi lo strumento militare italiano è affidato a una classe politica che lo valorizza e vi crede con convinzione: dal Minister of Defence, Hon. Guido Crosetto, ai Sottosegretari Matteo Perego di Cremnago e Isabella Rauti. Persone competenti e preparate, dalle scelte coraggiose — come la nomina del Gen. Carmine Masiello a Chief of Army Staff, che ha saputo rivoluzionare la Forza Armata con fare deciso, dalla testa ai piedi.
Senza dimenticare la nomina del Gen. Luciano Portolano a Chief of Defence Staff: un vero soldato tra i soldati, stimato anche a livello internazionale. Una scelta, anche questa, fuori dalla consuetudine che vorrebbe alla guida della Difesa chi abbia già comandato una Forza Armata: decisione non in linea con il passato – non accadeva da 15 anni con la nomina del Gen. Abrate – ma assunta nell’esclusivo interesse dell’Italia.
Per il domani chiediamo continuità: al di là del colore politico, sarà imprescindibile che i futuri vertici del Dicastero della Difesa mantengano lo stesso livello di capacità e determinazione degli attuali: courage, sense of duty, integrità e spirito di servizio, nell’interesse dell’Italia.
Quei values che la Folgore incarna nel suo DNA da oltre otto decenni.
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