La terza edizione del World Defense Show 2026 a Riad si è chiusa con un bilancio positivo per l’industria italiana della difesa, consolidando il “Made in Italy” nel mercato globale e rafforzando i legami con il Regno dell’Arabia Saudita.
Al centro dell’attenzione è stata ancora una volta Leonardo, che ha formalizzato la vendita di quattro C-27J in configurazione Maritime Patrol Aircraft (MPA) alla Marina militare saudita, con consegne previste a partire dal 2029.
Si tratta della prima volta che questa versione del C-27J viene acquistata con integrazione di sistemi d’arma navali, capaci di supportare missioni di sorveglianza marittima, anti-sottomarino e anti-superficie, oltre alle tradizionali attività di SAR, trasporto e airdrop.
L’accordo rappresenta un passo in avanti rispetto all’ordine del 2025, quando l’Arabia Saudita aveva già acquisito due C-27J per attività di antincendio, evacuazione medica e trasporto logistico. Secondo fonti specializzate, questa nuova versione della piattaforma include una suite di sensori avanzati per la rilevazione, l’identificazione e il tracciamento di minacce di superficie e subacquee, oltre alla possibilità di armamento modulare in funzione delle missioni.
L’assegnazione del contratto rafforza la posizione dell’Italia nel settore della sorveglianza marittima nel Golfo, un’area caratterizzata da minacce dinamiche per la sicurezza delle rotte commerciali attraverso il Mar Rosso e il Golfo Persico.
A livello industriale, l’intesa si inserisce in una fase di crescita per Leonardo, che ha visto una performance positiva anche sui mercati finanziari internazionali, con potenziali ricadute occupazionali e tecnologiche per lo stabilimento nazionale.
Parallelamente agli ordini aeronautici, un altro grande protagonista del World Defense Show è stata Wass Submarine Systems, controllata da Fincantieri. L’azienda ha firmato con il Ministero della Difesa saudita un contratto da oltre 200 milioni di euro per la fornitura di siluri leggeri MU90, impiegabili su elicotteri, aerei e unità navali.
Si tratta del più grande contratto nella storia di Wass, attiva da oltre un secolo nella produzione di sistemi subacquei ad alta tecnologia e oggi al centro dell’export italiano nel settore navale.
Il programma di fornitura, gestito dagli impianti di Livorno, prevede consegne tra il 2029 e il 2030 e si affianca alla crescente domanda saudita di sistemi anti-sottomarini per fronteggiare l’espansione delle capacità navali nella regione.
Secondo analisti di settore, la commessa non solo assicura un flusso importante di ordini per la filiera italiana, ma segnala anche un interesse concreto da parte di Riad per soluzioni di difesa subacquea avanzate.
A sottolineare l’importanza di questi risultati è stato anche il commento del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che ha definito “eccellenti” le relazioni politiche e di cooperazione tra Roma e Riad.
I recenti accordi italiani siglati al World Defense Show 2026 non sono semplici operazioni commerciali, ma si inseriscono in un quadro più ampio di cooperazione strategica e modernizzazione delle forze saudite.
Tra il 2023 e il 2024 le esportazioni militari italiane verso il Regno hanno superato i 458 milioni di euro, con numeri in crescita grazie a commesse come quelle del C-27J e degli MU90.
In chiave geopolitica, la scelta saudita di puntare su piattaforme italiane per sorveglianza marittima e difesa antisommergibile riflette la volontà di diversificare le fonti di approvvigionamento e di potenziare autonomamente le capacità militari, con un occhio alla stabilità delle rotte energetiche e alla protezione delle infrastrutture critiche.
Le prospettive future vedono, oltre alla piena attuazione dei contratti in corso, potenziali ulteriori collaborazioni in ambiti come il contrasto ai droni, la cyber-difesa e il settore spaziale.
In conclusione, l’esito del World Defense Show 2026 rappresenta non solo un successo economico per l’industria italiana della difesa, ma anche un punto di svolta nella cooperazione strategica con un partner chiave del Medio Oriente.
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