L’Unione Europea deve assumersi pienamente la responsabilità della propria sicurezza. «Non è più una scelta politica né un’opzione strategica: è un imperativo», ha dichiarato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ribadendo come il contesto internazionale imponga decisioni rapide e strutturali sul fronte della sicurezza e della difesa.
Secondo la Presidente, il punto di partenza è ormai evidente: «L’Europa deve essere responsabile della propria sicurezza». Un principio che segna un cambio di paradigma profondo rispetto al passato, nel quale la protezione del continente veniva spesso delegata ad alleati esterni. Oggi, ha sottolineato von der Leyen, «conosciamo le minacce che ci troviamo ad affrontare e le affronteremo», poiché si tratta di rischi concreti, in continua evoluzione, che richiedono risposte coordinate e durature.
Nel suo intervento, la Presidente della Commissione ha evidenziato come l’Unione Europea sia chiamata a confrontarsi con una nuova forma di conflittualità. «Dobbiamo sviluppare e schierare nuove capacità per contrastare questa nuova forma di guerra ibrida e moderna», ha affermato, riferendosi a uno scenario caratterizzato da elementi tecnologici, non convenzionali e ad alta complessità.
Von der Leyen ha ricordato che, dopo decenni di sottoinvestimenti, l’Europa sta finalmente cambiando rotta. «Stiamo trasformando la nostra base industriale e tecnologica della difesa in un sistema capace di sviluppare ed erogare tecnologie di punta», un passaggio ritenuto essenziale per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione e la sua capacità di deterrenza di fronte alle nuove minacce.
Il 2025 rappresenta un vero punto di svolta per la difesa europea. «Quest’anno abbiamo fatto più per la difesa che nei precedenti dieci anni», ha dichiarato von der Leyen. Nel corso dell’ultimo decennio, l’Unione Europea ha investito circa 8 miliardi di euro nel Fondo europeo per la difesa, mentre solo quest’anno sono stati impegnati fino a 800 milioni di euro in investimenti con una prospettiva che arriva al 2030.
Particolarmente significativo, secondo la Presidente, è stato il successo del programma SAFE Europe. «Abbiamo visto quanto sia stato richiesto il nostro programma SAFE», ha spiegato, ricordando che le domande presentate da 18 Stati membri hanno superato di gran lunga i 150 milioni di euro inizialmente disponibili. «Tutti chiedono nuove ondate del programma SAFE», un segnale che, a suo giudizio, dimostra in modo chiaro l’impegno concreto dell’Europa per rafforzare la propria sicurezza.
Von der Leyen ha voluto infine chiarire che il rafforzamento della difesa europea non riguarda esclusivamente la dimensione militare. «Questa crescita della difesa non è solo militare», ha affermato rivolgendosi ai deputati europei. «È in gioco la nostra libertà, la nostra prosperità e, soprattutto, la nostra indipendenza».
La sicurezza diventa così un pilastro fondamentale non solo per la protezione dei cittadini europei, ma anche per la stabilità economica, la tenuta democratica e la credibilità internazionale dell’Unione. «Dobbiamo fare di più, dobbiamo agire con sollecitudine», ha concluso la Presidente, ribadendo che un’Europa più forte sul piano della difesa è un’Europa più autonoma, consapevole e pronta ad affrontare le sfide globali del presente e del futuro.
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