L’US Army inizierà a dicembre la distribuzione del nuovo fucile d’assalto M8 di SIG Sauer ad alcune unità di Fort Bragg, in North Carolina. A confermarlo a Military Times sono stati alcuni dirigenti dell’azienda.
Negli stabilimenti di SIG Sauer, grandi pallet contenenti gli M8 del programma Next Generation Squad Weapon sono già imballati e pronti per essere spediti ai reparti.
Il nuovo fucile appare destinato a sostituire l’M7 come arma standard dell’Esercito statunitense, meno di tre anni dopo l’inizio della distribuzione del modello precedente.
Anche l’M250 arriverà ai reparti
Il programma Next Generation Squad Weapon comprende anche la mitragliatrice M250, destinata a sostituire la M249 Squad Automatic Weapon. Secondo Dave Buehler, vicepresidente della produzione di SIG Sauer, le prime M250 dovrebbero raggiungere i militari nella prima metà del 2027.
M8 e M250 utilizzano la stessa munizione, la 6,8×51 mm Common Cartridge, sviluppata da SIG Sauer con una struttura ibrida progettata per resistere alle elevate pressioni generate in camera di scoppio.
L’M7 aveva suscitato alcune critiche tra i militari soprattutto per il peso e le dimensioni, considerati penalizzanti in termini di maneggevolezza. Erano inoltre emerse segnalazioni relative all’usura provocata dalle munizioni ad alta pressione su componenti come canne e soppressori.
SIG Sauer aveva contestato alcune delle critiche più severe. L’azienda presenta ora l’evoluzione dall’M7 all’M8, precedentemente indicato come XM8, come il risultato delle indicazioni raccolte direttamente dagli utilizzatori.
«Dal nostro punto di vista, l’M8 è un fucile nettamente superiore all’M7», ha dichiarato Dave Buehler. «Con l’M7 avevamo in parte le mani legate dai criteri progettuali e dalle caratteristiche richieste dal contratto: anche quando non ci convincevano, dovevamo rispettarli».
«L’M8 tiene invece conto delle nostre osservazioni e di quelle dei militari. Non vediamo l’ora di distribuirlo», ha aggiunto.
Meno peso e canna più corta
Uno degli interventi principali riguarda il peso. L’M8 pesa oltre 450 grammi in meno rispetto all’M7 e dispone di una canna più corta di circa 8,9 centimetri. Il precedente calcio pieghevole, poco apprezzato dagli utilizzatori, è stato inoltre sostituito da una soluzione fissa.
Tra le modifiche introdotte sulla base dei riscontri dei militari figura anche una maggiore rigidità dell’astina. Secondo Josh Shoemaker, responsabile di prodotto per il settore difesa di SIG Sauer, il passaggio dovrebbe comunque risultare semplice per i soldati già addestrati sull’M7.
«Gli elementi fondamentali sono sostanzialmente gli stessi», ha spiegato Shoemaker. «Chi conosce già bene l’M7 dovrebbe accogliere favorevolmente il passaggio all’M8».
La sfida principale nello sviluppo del nuovo modello è stata proprio la riduzione della massa complessiva. L’M7 scarico superava i 3,6 chilogrammi e arrivava a quasi 4,5 chilogrammi con il soppressore installato.
Il confronto con la precedente M4A1 era significativo: la carabina pesa circa 2,88 chilogrammi senza munizioni. Secondo Shoemaker, con l’M8 SIG Sauer è riuscita a ridurre a meno di 450 grammi la differenza rispetto all’M4, senza considerare il soppressore del nuovo fucile.
«Abbiamo lavorato molto per ridurre il peso dove era possibile e dove aveva maggiore importanza», ha spiegato. Parte del materiale è stata eliminata dal castello e anche la massa della canna è stata ridotta.
Quest’ultimo intervento richiede tuttavia particolare attenzione. Una canna più leggera può infatti incidere sulla durata, sulle prestazioni termiche e sulla capacità dell’arma di sostenere un elevato volume di fuoco, aumentando anche il rischio di surriscaldamento.
«È un processo lungo, necessario per individuare i limiti e capire quanto peso possa essere eliminato prima di andare troppo oltre», ha aggiunto Shoemaker.
Anche la riduzione della lunghezza della canna e il conseguente spostamento del baricentro hanno contribuito a migliorare la maneggevolezza. Secondo Shoemaker, con il soppressore installato l’M8 risulta più equilibrato rispetto al modello precedente.
Resta incerto il destino degli M7
Resta da chiarire quale sarà il futuro degli M7 già consegnati. I documenti di bilancio pubblicati quest’anno indicano una riduzione degli acquisti e, per l’anno fiscale 2027, l’Esercito non avrebbe richiesto ulteriori esemplari. Circa 50.000 M7 sarebbero già stati consegnati.
L’US Army non ha ancora comunicato pubblicamente che cosa intenda fare delle armi presenti in inventario, soprattutto nel caso in cui l’M8 venga progressivamente assegnato anche ai reparti che hanno già ricevuto il modello precedente.
Secondo Shoemaker, l’Esercito dispone di diverse possibilità. Gli M7 potrebbero essere destinati alle unità di addestramento oppure trasferiti a reparti della Army National Guard o della Army Reserve.
Un’altra opzione sarebbe la conversione degli M7 già disponibili attraverso appositi kit. Shoemaker ha spiegato che canna e astina possono essere sostituite rapidamente, mentre la parte inferiore serializzata dell’arma rimane invariata.
«Complessivamente, si potrebbe probabilmente convertire un M7 in M8 in meno di cinque minuti», ha affermato.
Al momento, tuttavia, i vertici dell’US Army non hanno indicato quale soluzione intendano adottare.
«L’Esercito conosce bene le numerose opzioni disponibili e sta decidendo quale strada seguire», ha concluso Shoemaker.
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