MODENA – Esiste un momento, nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale, in cui mille voci diventano una sola. Non è solo disciplina, è il battesimo della Una Acies: l’unica, indivisibile schiera. Questa mattina, gli Allievi Ufficiali del 207° Corso “Fermezza” hanno varcato quella soglia spirituale, giurando fedeltà alla Repubblica Italiana davanti al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto.
L’eco della cerimonia non si è spenta con il “Lo Giuro”, ma è vibrata nelle parole dell’inno che definisce l’essenza stessa dell’Accademia Militare. Entrare nella Una Acies significa fare proprie le parole che ogni Cadetto porta scritte nell’anima:
“Siamo figli di un’unica schiera,
una schiera di mille soldati,
per l’Italia offriamo la vita,
se l’Italia la vita ci chiede!
Per la Patria sono morti gli eroi
che ci precedon sul nostro cammin…”
Con questo spirito, il 207° Corso ha accolto l’eredità di chi li ha preceduti, legandosi indissolubilmente alla storia dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri.
Alla presenza del Padrino del Corso, il Generale di Corpo d’Armata Rosario Aiosa (Medaglia d’Oro al Valor Militare), e dei vertici della Difesa — tra cui il Gen. Luciano Portolano, il Gen. C.A. Carmine Masiello e il Gen. C.A. Salvatore Luongo — il Ministro Crosetto ha sottolineato la nobiltà di questa scelta:
“L’Italia ha bisogno di grandi Ufficiali, ma ancora di più di Donne e Uomini veri. Mi inchino davanti alla vostra scelta,” ha dichiarato il Ministro, aggiungendo un pensiero profondo sulla solitudine del comando: “Chi serve l’Italia non deve sentirsi mai solo, perché entra a far parte di una famiglia che sostiene nei momenti difficili.”
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello, ha richiamato i giovani alla concretezza del loro impegno: “Il vostro ‘Lo giuro’ è un patto sacro. La disciplina vi insegnerà a pensare con chiarezza e a comandare con saggezza. Ricordate: il comportamento di un Comandante vale più di qualsiasi grado.”
Per gli Allievi destinati all’Arma, il Comandante Generale Salvatore Luongo ha evidenziato come il giuramento sia una scelta di vita per il cittadino, sottolineando l’orgoglio di custodire l’onore di una “nuova casa” che da oggi li accoglie.
L’atto solenne, sancito dalla formula pronunciata dal Comandante dell’Accademia, Generale di Divisione Stefano Messina, proietta ora gli Allievi verso un percorso accademico d’eccellenza. Tra le mura del “vecchio maniero” di Modena, istituito nel 1678, i giovani del “Fermezza” studieranno Scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina, Giurisprudenza e altre discipline, ma sempre sotto l’egida di quell’unico ideale.
Da oggi, il 207° Corso non marcia più da solo. Fa parte della Schiera!
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