La decisione del Ministro della Difesa di confermare anche per il 2026 il numero di militari dell’Esercito impiegati nell’operazione Strade Sicure si colloca nel solco di una continuità istituzionale ormai consolidata. Nonostante in passato siano state espresse valutazioni sull’opportunità di una rimodulazione del dispositivo, il governo ha ritenuto opportuno mantenere invariata l’attuale configurazione. La Legge di Bilancio 2025-2027 prevede infatti il finanziamento dell’operazione fino al 2027, con un contingente medio di circa 6.000 unità e uno stanziamento annuo nell’ordine dei 200 milioni di euro, confermandone il ruolo nel quadro complessivo della sicurezza nazionale.
Avviata nel 2008, Strade Sicure è stata confermata nel tempo da governi di diverso orientamento politico, infatti i tentativi di revisione dell’operazione si sono spesso confrontati con mutamenti del contesto di sicurezza, sia a livello interno sia internazionale. In tale quadro, la presenza dei militari sul territorio ha continuato a essere percepita come un elemento di rassicurazione per una parte significativa della popolazione.
La valutazione sull’opportunità di ridurre il contingente impiegato è quindi strettamente connessa alla necessità di garantire continuità nella tutela degli obiettivi sensibili e alla disponibilità di risorse alternative. In questo senso, il dibattito istituzionale si concentra prevalentemente sull’equilibrio tra impiego delle Forze armate e rafforzamento delle forze di polizia, più che su una discontinuità immediata dell’operazione.
Accanto alla dimensione politica, l’analisi individua fattori operativi e finanziari che contribuiscono a spiegare la persistenza di Strade Sicure. In particolare, nel corso degli anni l’impiego dell’Esercito in compiti di vigilanza ha rappresentato una modalità di supporto alle forze dell’ordine in una fase caratterizzata da vincoli di bilancio e da esigenze di sicurezza crescenti.
Nel tempo, è emersa una riflessione più ampia sull’impatto di questo impiego sulle attività ordinarie delle Forze armate. In tempo di pace, infatti, una parte rilevante della funzione militare è dedicata all’addestramento, finalizzato al mantenimento e allo sviluppo delle capacità operative. L’impiego prolungato in attività di presidio comporta una diversa distribuzione delle risorse umane e del tempo disponibile, elemento che viene attentamente considerato nella pianificazione dello strumento militare.
Negli ultimi anni, anche i vertici delle Forze armate hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire un equilibrio sostenibile tra i diversi compiti assegnati all’Esercito. In parallelo, le associazioni professionali dei militari hanno contribuito al dibattito segnalando l’importanza di assicurare adeguate condizioni di impiego, tutele e riconoscimento professionale al personale coinvolto.
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la cultura della difesa, intesa come conoscenza diffusa delle funzioni, delle responsabilità e delle esigenze operative delle Forze armate.
Nel dibattito pubblico, il tema della sicurezza viene spesso affrontato in termini di risultati immediatamente percepibili, mentre la dimensione dell’efficienza operativa e della preparazione nel lungo periodo richiede strumenti di analisi più specialistici. In questo contesto, l’investimento in mezzi, infrastrutture e personale si accompagna alla necessità di garantire che tali risorse possano essere valorizzate attraverso adeguati percorsi formativi e addestrativi.
In questa prospettiva, il rafforzamento della dimensione educativa assume un ruolo centrale. Iniziative di formazione, programmi universitari, attività di ricerca e momenti di confronto pubblico sui temi della difesa e della sicurezza possono contribuire a una maggiore consapevolezza collettiva. Un dibattito informato e strutturato rappresenta infatti una condizione essenziale per valutare, nel tempo, l’evoluzione di strumenti come Strade Sicure e per orientare le scelte future in modo coerente con le esigenze complessive del sistema di difesa nazionale.
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Giusto rinnovare strade sicure noi cittadini con l’esercito nelle strade ci sentiamo più sicuri