La Multinational Division South (Multinational Division South (MND-S)), comando NATO con sede a Rovezzano (FI), entra nella fase operativa dell’esercitazione “Steadfast Dart 2026” con un obiettivo chiaro: dimostrare, sotto la guida del Generale di Divisione paracadutista Giuseppe Scuderi, la capacità di schierare e comandare rapidamente un dispositivo multinazionale, in uno scenario quanto più vicino possibile a un impiego reale della nuova forza di reazione dell’Alleanza.
La MND-S partecipa alla manovra schierando in Bergen-Hohne Training Area (circa 284 km², una delle maggiori aree addestrative della Germania) il posto comando avanzato, nodo centrale del comando e controllo sul terreno.
Alle dipendenze del comando di Scuderi opererà la Brigata Alpina Julia, impiegata come unità di manovra nella Allied Reaction Force (ARF), con il proprio comando e con assetti logistici e delle trasmissioni. Tra i reparti di punta in campo anche l’8° Reggimento Alpini di Venzone.
Sotto la stessa cornice di comando e controllo, sono attese anche unità alleate di Turchia, Spagna e Repubblica Ceca, mentre ulteriori contributi specialistici includono – secondo quanto riportato da fonti istituzionali – un’unità Grecia dedicata alla cooperazione civile-militare e assetti nazionali, tra cui uno squadrone elicotteri.
“Steadfast Dart 2026” è stata presentata dai comandi Nato come la più grande esercitazione dell’Alleanza nel 2026 e come prima grande prova di dispiegamento della Allied Reaction Force su scala ampia, con focus su rapidità di movimento, procedure di accoglienza e integrazione tra Paesi diversi.
In questo quadro, il ruolo della MND-S è particolarmente osservato: la Divisione – inserita nella struttura di forze dell’Alleanza e alle dipendenze del NRDC-ITA – deve dimostrare sul campo la capacità di “mettere insieme” comandi, comunicazioni, logistica e unità multinazionali, passando dalla pianificazione alla condotta con tempi da scenario reale.
La componente movimentazione è uno degli elementi più concreti dell’esercitazione: truppe e mezzi convergono infatti sul porto di Emden, snodo di ingresso per i carichi diretti in Germania e verso l’area addestrativa. Secondo la comunicazione del Ministero della Difesa, una prima nave italiana con oltre 1.500 veicoli e mezzi di supporto affronta le fasi di Reception, Staging and Onward Movement (RSOM) attraverso il territorio tedesco; sono previsti inoltre ulteriori arrivi con una seconda nave da circa 1.600 mezzi e una terza da circa 750 mezzi all’inizio di febbraio.
A sostenere lo schieramento del posto comando avanzato della MND-S intervengono anche i reparti di supporto: il 78° Reparto Comando e Supporti Tattici “Lupi di Toscana” per le esigenze logistiche e il 7° Reggimento Trasmissioni di Sacile per la componente comunicazioni.
Le fonti Nato e italiane indicano un coinvolgimento di circa 10.000 militari da 11 Paesi, tra cui – oltre all’Italia – Lituania, Bulgaria e altri alleati europei, con supporto anche di Francia, Belgio e Regno Unito.
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