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Stati Uniti, l’Air Force valuta l’apertura dei poligoni militari alle aziende della Difesa per accelerare lo sviluppo tecnologico

Il servizio studia il modello adottato dall’Esercito, che ha aperto cinque poligoni alle aziende approvate per accelerare le prove.

Uno sciame di droni rientra da una missione a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, il 15 settembre 2026.
Uno sciame di droni rientra da una missione a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, il 15 settembre 2026. - © Pfc. Iliana Lopez/U.S. Army
Uno sciame di droni rientra da una missione a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, il 15 settembre 2026.
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Stati Uniti, l’Air Force valuta l’apertura dei poligoni militari alle aziende della Difesa per accelerare lo sviluppo tecnologico
Uno sciame di droni rientra da una missione a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, il 15 settembre 2026. - © Pfc. Iliana Lopez/U.S. Army
Redazione Redazione 6 min di lettura 0 Scarica PDF

La US Air Force valuta di aprire i propri poligoni sperimentali alle aziende della Difesa, seguendo il modello dell’US Army, che nel 2026 ha reso accessibili cinque aree. Il Generale Mark Massaro riferisce confronti sulle procedure: l’accesso ai test potrebbe scendere da 18 mesi a 30 giorni, con verifiche sulla sicurezza delle informazioni sensibili.

La US Air Force sta valutando la possibilità di consentire alle aziende del settore Difesa di utilizzare i propri poligoni sperimentali per testare nuove tecnologie e sistemi d’arma. L’iniziativa segue quella già avviata dall’US Army, che nel 2026 ha aperto cinque aree militari di prova alle imprese autorizzate, con l’obiettivo di ridurre i tempi di sperimentazione e accelerare l’introduzione di nuove capacità operative.

Il progetto è stato illustrato dal generale di brigata Mark Massaro, comandante dell’Air Force Test Center, durante un incontro organizzato il 6 ottobre dal Mitchell Institute for Aerospace Studies.

Secondo Massaro, l’Aeronautica statunitense sta collaborando con l’Esercito per valutare come applicare un modello analogo alle proprie infrastrutture sperimentali.

L’Air Force studia il modello dell’Esercito

L’US Army ha già introdotto un sistema che permette alle aziende autorizzate di accedere a specifici poligoni militari per sperimentare equipaggiamenti e tecnologie in condizioni difficilmente riproducibili nelle strutture private.

L’obiettivo è ridurre gli ostacoli burocratici e consentire alle imprese di verificare le proprie soluzioni tecnologiche prima ancora che queste siano inserite in un programma ufficiale di acquisizione militare.

Massaro ha spiegato che l’Air Force Test Center ha avviato confronti con l’Army Test and Evaluation Command per comprendere le procedure adottate dall’Esercito e valutare le possibilità di estendere l’accesso ai propri poligoni.

Un’esperienza di questo tipo è già stata condotta, seppure su scala limitata, presso la Eglin Air Force Base, in Florida. Quando comandava il 96th Test Wing, Massaro aveva collaborato con funzionari militari e aziende private per organizzare specifiche attività sperimentali nelle infrastrutture della base.

I risultati di quelle esperienze potrebbero contribuire alla definizione di un modello più ampio.

Dai 18 mesi a 30 giorni per accedere ai test

Uno degli aspetti principali dell’iniziativa riguarda la riduzione dei tempi necessari per ottenere l’accesso alle infrastrutture di sperimentazione.

Secondo quanto dichiarato dall’ex segretario dell’Esercito Dan Driscoll, il nuovo sistema potrebbe ridurre un procedimento che tradizionalmente richiedeva fino a 18 mesi ad appena 30 giorni.

La semplificazione riguarda soprattutto l’autorizzazione e l’organizzazione delle attività sperimentali, non necessariamente l’intero processo di sviluppo e qualificazione dei sistemi d’arma.

Le aziende possono presentare le richieste attraverso un portale online, evitando parte delle procedure amministrative che in passato rendevano complesso l’utilizzo dei poligoni militari.

L’intenzione è permettere anche alle imprese che sviluppano tecnologie con fondi propri di dimostrarne le capacità senza dover necessariamente disporre di un contratto militare già assegnato.

Cinque poligoni militari aperti alle aziende

L’Esercito statunitense ha individuato cinque infrastrutture, quattro negli Stati Uniti e una all’estero, da mettere a disposizione delle aziende autorizzate:

  • Dugway Proving Ground, nello Utah.

  • West Cibola Range, parte dello Yuma Proving Ground, in Arizona.

  • Camp Shelby Joint Forces Training Center, nel Mississippi.

  • Camp Grayling Joint Maneuver Training Center, nel Michigan.

  • Multidomain Training Area, presso l’Africa Multidomain Training and Experimentation Center, in Marocco.

Le infrastrutture permettono di effettuare sperimentazioni in ambienti caratterizzati da condizioni operative complesse, comprese quelle che simulano scenari di combattimento moderni.

Tra le possibilità indicate figurano la riproduzione di condizioni simili a quelle del campo di battaglia ucraino, la sperimentazione di tecnologie resistenti al disturbo elettronico e le prove di sistemi ipersonici.

Si tratta di attività che richiedono grandi spazi, specifiche misure di sicurezza e infrastrutture difficilmente accessibili alle aziende private.

Droni, guerra elettronica e nuovi sistemi d’arma

L’apertura dei poligoni potrebbe favorire soprattutto lo sviluppo di tecnologie che necessitano di verifiche in ambienti operativi realistici.

La guerra in Ucraina ha evidenziato quanto rapidamente possano evolvere i sistemi senza pilota, le tecnologie di contrasto ai droni e le capacità di guerra elettronica.

La possibilità di sperimentare equipaggiamenti in spazi aerei contesi, con segnali di navigazione degradati e condizioni di interferenza elettronica, consentirebbe alle aziende di individuare più rapidamente eventuali problemi tecnici e migliorare i propri prodotti.

L’accesso alle infrastrutture militari potrebbe inoltre agevolare le imprese emergenti, che spesso non dispongono delle risorse economiche necessarie per costruire autonomamente ambienti di prova complessi.

Secondo Massaro, una parte importante dell’innovazione tecnologica nasce oggi dalle attività di ricerca e sviluppo finanziate direttamente dall’industria. Mettere a disposizione infrastrutture militari potrebbe accelerare il percorso che porta una tecnologia sperimentale a diventare una capacità di potenziale interesse per le Forze Armate.

Il problema della sicurezza e dello spionaggio

L’apertura dei poligoni alle aziende comporta anche questioni legate alla protezione delle informazioni sensibili.

Massaro ha riconosciuto che le attività sperimentali possono essere osservate da potenziali avversari attraverso sistemi di raccolta delle immagini dall’alto, una minaccia resa più complessa dalla crescente diffusione dei droni.

Il rischio riguarda soprattutto la possibilità che vengano individuate caratteristiche, prestazioni o modalità d’impiego di sistemi militari ancora in fase di sviluppo.

Per questo motivo, l’Air Force dovrà valutare attentamente le procedure di accesso e le modalità di esecuzione dei test, assicurando la protezione delle capacità più sensibili.

La collaborazione con le aziende private dovrà quindi trovare un equilibrio tra la necessità di accelerare l’innovazione e quella di preservare la sicurezza delle attività militari.

Accelerare il passaggio dalla sperimentazione all’impiego operativo

L’iniziativa riflette la volontà delle Forze Armate statunitensi di avvicinare maggiormente l’industria alle strutture militari dedicate alla sperimentazione.

Ridurre i tempi amministrativi, rendere disponibili ambienti di prova realistici e consentire alle imprese di verificare rapidamente le proprie tecnologie potrebbe contribuire ad abbreviare il percorso tra lo sviluppo di un prototipo e la sua valutazione per un possibile impiego operativo.

Per l’US Air Force, tuttavia, il progetto è ancora in fase di valutazione. Non sono stati annunciati né un calendario di attuazione né un elenco di poligoni destinati all’eventuale apertura alle aziende.

L’esperienza dell’US Army rappresenterà quindi il principale riferimento per definire un sistema capace di favorire l’innovazione tecnologica senza compromettere la sicurezza delle infrastrutture e dei programmi militari.

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