Regno Unito, veterani SAS e SBS accusano i colleghi di esecuzioni sommarie in Iraq e Afghanistan - brigatafolgore.net
Accuse gravissime emergono dalle testimonianze di ex membri delle forze speciali britanniche che hanno servito in Iraq e Afghanistan: si parla di crimini di guerra, esecuzioni extragiudiziali e abusi sistematici. Secondo un’inchiesta della BBC condotta attraverso il programma TV Panorama, oltre trenta veterani hanno riferito episodi scioccanti, tra cui l’uccisione di civili e persino di un bambino ammanettato.
Le nuove rivelazioni estendono la portata temporale degli abusi ben oltre i tre anni attualmente esaminati da un’inchiesta pubblica britannica in corso. Per la prima volta, le accuse non riguardano soltanto il celebre Special Air Service (SAS), ma anche il Special Boat Service (SBS), il reggimento d’élite della Royal Navy.
Gli ex militari intervistati hanno descritto un ambiente segnato da una “mentalità da branco”, dove alcuni colleghi agivano in modo “illegale” e manifestavano “tratti psicopatici evidenti”. Uno dei testimoni ha raccontato:
“Hanno ammanettato un ragazzino e gli hanno sparato. Era chiaramente un bambino, nemmeno lontanamente in età da combattimento.”
Alcuni episodi riguardano l’uccisione di persone mentre dormivano e la successiva messa in scena di coperture, con armi piantate accanto ai corpi per giustificare le esecuzioni.
L’ex Primo Ministro David Cameron, secondo l’inchiesta, sarebbe stato informato ripetutamente durante il suo mandato circa le azioni delle forze speciali britanniche in Afghanistan. Un suo portavoce ha tuttavia definito “assolutamente infondate” le insinuazioni di una sua complicità nella copertura di reati.
Mike Martin, deputato dei Liberal Democratici e membro della commissione difesa del Parlamento, ha commentato:
“Quando ci siamo arruolati, lo abbiamo fatto per servire legalmente e con onore. Sapere ora che alcuni soldati d’élite hanno ignorato deliberatamente queste regole è un tradimento.”
Richard Bennett, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Afghanistan, ha sottolineato la necessità di una “responsabilità piena e trasparente”, ribadendo l’importanza della giustizia per le vittime e le loro famiglie.
Il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che sta collaborando pienamente con l’inchiesta indipendente in corso, ma si è rifiutato di commentare ulteriormente, sottolineando che chiunque disponga di informazioni rilevanti – ovunque si trovi – è invitato a fornire prove al team investigativo e alle autorità competenti.
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