Non solo profili tecnici: spazio anche a laureati in ambito internazionale e umanistico. Candidature aperte fino al 20 marzo.
È partita la nuova campagna di reclutamento dell’intelligence italiana per rafforzare gli organici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) e delle due agenzie AISI e AISE. Le candidature sono aperte fino al 20 marzo e puntano ad attrarre figure professionali altamente qualificate, soprattutto in ambito tecnico e analitico, per rispondere a un contesto internazionale in rapida evoluzione.
L’obiettivo è chiaro: presidiare con competenze aggiornate le aree più sensibili della sicurezza nazionale, con un’attenzione particolare alle minacce informatiche, agli attacchi hacker e alla protezione delle infrastrutture strategiche. Niente “agenti da film”, dunque, ma profili capaci di lavorare su dati, scenari, sistemi complessi e tecnologie critiche.
Per partecipare alla selezione sono richiesti tre requisiti fondamentali:
A questi si affiancano condizioni considerate essenziali per l’accesso al comparto: affidabilità assoluta, solidità morale e la capacità di mantenere la riservatezza anche dopo la cessazione dal servizio.
La campagna si concentra su quattro aree principali. La prima riguarda gli esperti di High performance computing (HPC): si cercano laureati in discipline informatiche, ingegneristiche, fisiche o matematiche, con competenze nella progettazione e ottimizzazione di sistemi ad alte prestazioni, architetture HPC e gestione di cluster per simulazioni scientifiche e progetti di intelligenza artificiale.
Ampio spazio è riservato anche agli specialisti in crittografia, con un focus sulle tecnologie quantistiche: dal quantum computing alla progettazione di algoritmi quantistici, fino alle comunicazioni cifrate, allo sviluppo di applicativi dedicati e alla crittoanalisi.
Terza area chiave: il cyber. Qui l’intelligence guarda sia a diplomati tecnico-scientifici sia a laureati in sicurezza informatica, informatica o ingegneria, con conoscenze approfondite delle tecniche di minaccia cibernetica. L’idea è mettere competenze “da hacker” — intese come capacità di comprendere e anticipare gli attacchi — al servizio della difesa dello Stato.
Accanto ai profili STEM, la selezione include anche laureati in discipline internazionali o umanistiche. In questo caso, le competenze richieste ruotano attorno all’analisi di fenomeni complessi: terrorismo interno e internazionale, radicalismo religioso, criminalità organizzata transnazionale, immigrazione, traffico di esseri umani e fenomeni eversivi.
È inoltre prevista una ricerca mirata per diplomati e laureati in comunicazione, sociologia, relazioni internazionali o ambito informatico, con competenze avanzate nell’analisi di fonti aperte (OSINT), un settore sempre più centrale per leggere segnali deboli, ricostruire reti informative e interpretare dinamiche sociali e geopolitiche.
Oltre ai profili indicati nel bando, il Dis ricorda che resta sempre possibile, soprattutto per giovani altamente motivati, presentare una candidatura spontanea attraverso la procedura online nella sezione “Lavora con noi”.
Fonte: https://www.sicurezzanazionale.gov.it/lavorare-nell-intelligence
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