Non bastano i militari: Masiello chiama all’appello industria e accademia

Dalla guerra di trincea ai droni ipersonici. Il campo di battaglia del futuro non è più soltanto una previsione, ma una realtà in rapido mutamento che impone risposte immediate e coordinate. È questo il messaggio emerso dal convegno “Uno sguardo verso l’alto nel campo di battaglia del futuro”, organizzato dal CeSI – Centro Studi Internazionali presieduto da Andrea Margelletti, in collaborazione con Rheinmetall Italia.

Una riflessione a più voci tra rappresentanti delle Forze armate, industria e mondo accademico, tenutasi il 26 marzo, che ha delineato un quadro chiaro: la guerra tecnologica è già cominciata e l’Italia deve attrezzarsi per tempo, se vuole reggere il confronto.

Masiello: “Lo sguardo è verso l’alto”

Ad aprire i lavori è stato il generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che ha evidenziato come sia cambiata la postura del soldato moderno: “Fino a qualche anno fa, in Afghanistan, eravamo terrorizzati da ciò che si nascondeva sotto i nostri piedi. Oggi, in Ucraina, lo sguardo è rivolto verso l’alto”. I droni hanno reso lo spazio aereo un ambiente ostile, cambiando radicalmente la percezione del pericolo.

Per Masiello, il ritorno alla guerra di trincea convive con una corsa tecnologica: “Stiamo riaddestrando i soldati a combattere nelle trincee, ma allo stesso tempo lavoriamo per colmare il gap tecnologico con le altre forze armate. Non possiamo più essere solo scarponi e zaino”.

Il generale ha lanciato un appello all’industria e al mondo accademico per una piena sinergia: “Oggi più che mai serve un sistema Paese. L’Esercito ha avviato un programma di riarmo consistente, ma non possiamo fare tutto da soli. In guerra non ci vanno solo i militari: ci va tutto il Paese”.

Ercolani (Rheinmetall): “La minaccia viene dal cielo”

Anche il settore industriale ha fatto il punto sulle nuove sfide. Alessandro Ercolani, CEO di Rheinmetall Italia, ha sottolineato la nascita di nuovi player nel panorama internazionale, capaci di innovare a velocità impensabili per l’industria tradizionale. “Non sono solo Palantir e Leonardo. Stiamo mappando startup come White Stork, fondata dall’ex CEO di Google Eric Schmidt, e Helsing, che vale già 5 miliardi”.

Ercolani ha ribadito l’urgenza di adeguare la produzione: “Producevamo 500 mila proiettili da 155 mm l’anno. Ora ne servono 5 milioni, ma la domanda è ancora superiore. La Russia può lanciare 10.000 droni al giorno. Nessuna industria occidentale è pronta per questi numeri”.

Particolare attenzione è stata posta proprio sul tema droni, con nuove minacce inedite: “Oggi esistono droni filo-comandati, mai visti prima. La Cina sviluppa droni che imitano il volo degli uccelli, in grado di ingannare i nostri sensori”.

Cossiga (MBDA): “L’Europa non può permettersi lentezze”

Anche Giuseppe Cossiga, direttore delle relazioni istituzionali di MBDA Italia e presidente di AIAD, ha puntato il dito contro la lentezza del sistema europeo. “Stiamo muovendoci troppo piano. In Francia si parla apertamente di economia di guerra. In Italia no, ma la situazione è la stessa. Servono ingegneri, servono investimenti, serve una nuova cultura della difesa”.

Cossiga ha anche ricordato i rischi dell’attuale scenario: “Una batteria progettata per contrastare minacce ipersoniche può essere messa fuori uso da uno sciame di piccoli droni. Dobbiamo cambiare il paradigma”.

Tomassetti: “Serve una visione a lungo termine”

L’ammiraglio Marco Tomassetti, Capo del III Reparto Politica Industriale del Segretariato Generale della Difesa, ha insistito sulla necessità di anticipare le minacce. “È facile dire oggi che i droni sono una minaccia. Ma la difesa si costruisce in tempo di pace. Occorre una pianificazione industriale fondata su requisiti chiari”.

Tomassetti ha anche difeso il principio della sovranità tecnologica, basata su tre pilastri: libertà d’uso, libertà di modifica e libertà di esportazione. E ha criticato la frammentazione del sistema industriale europeo: “La cooperazione è fondamentale, ma deve partire da basi comuni. Altrimenti resta solo sulla carta”.

Pisciotta: “Serve una pianificazione integrata”

Dal lato della pianificazione militare, il generale Bruno Pisciotta, Capo del Reparto Pianificazione Generale dello Stato Maggiore della Difesa, ha annunciato l’imminente pubblicazione della nuova pianificazione strategica: “Daremo all’industria requisiti quantitativi e qualitativi. Serve sapere cosa ci serve, e con quale tempistica. Solo così potremo avere un vero ramp up industriale”.

Secondo Pisciotta, il campo di battaglia futuro richiederà capacità di operare non solo in superficie, ma anche sottoterra. “È ora di fornire all’industria le linee guida per costruire i sistemi di domani”.

Margelletti: “Non c’è più tempo”

A chiudere i lavori, Andrea Margelletti, presidente del CeSI e consigliere del ministro della Difesa, ha lanciato un monito chiaro: “Non abbiamo più tempo. L’industria non deve aspettare che piova per iniziare a costruire ombrelli. I soldi ci sono, le minacce pure. Ora serve visione e coraggio”.

Margelletti ha ricordato che i conflitti del passato recente avevano una logica, ma oggi lo scenario è mutato: “La guerra pesante è tornata. Non possiamo più tergiversare”.

Fonte: https://formiche.net/2025/03/droni-ipersonici-guerra-elettronica-il-nuovo-volto-del-campo-di-battaglia/#content

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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