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Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati

Elbit Systems fornirà a BAE Systems Hägglunds un nuovo lotto del sistema Iron Fist (circa 150 milioni di dollari) destinato ai CV90 in servizio presso Paesi europei NATO. L’annuncio arriva dopo una dimostrazione “live-fire” in Europa (settembre 2025) in cui il sistema ha mostrato capacità anche contro minacce a energia cinetica (KE).
L’iron Fist è un sistema APS (Active Protection System) avanzato, cioè un insieme di sensori e contromisure che rileva in tempo reale una minaccia anticarro e la neutralizza prima dell’impatto, creando una “bolla” di protezione attorno al veicolo. Può essere soft-kill (inganno/disturbo) o hard-kill (intercettazione fisica), ed è pensato per aumentare la sopravvivenza contro missili, razzi, droni e munizionamenti circuitanti.

Perché Iron Fist su CV90 è un segnale strategico (non solo commerciale)

La notizia conferma che, in Europa, l’APS sta diventando sempre più un requisito “di base” per l’impiego ad alta intensità. Nello specifico, Iron Fist viene descritto come un sistema capace di protezione a 360° contro un ventaglio di minacce anti-carro: razzi, missili guidati, droni, loitering munitions e perfino colpi KE.

Il punto chiave, per gli eserciti europei, è che oggi le minacce non arrivano solo “frontali”: arrivano dall’alto, in sciami, con profili complessi e tempi d’ingaggio ridotti. L’APS diventa quindi la differenza tra subire l’iniziativa dell’avversario e conservare libertà di manovra.

Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati

Impatto “oggi” sull’Italia: Ariete e Dardo

Per l’Italia il messaggio è diretto: se l’Europa integra APS sugli IFV moderni, i mezzi più anziani rischiano di soffrire un divario crescente proprio sul fronte più importante, cioè la sopravvivenza.

Ariete C2 (ponte operativo, ma con un limite noto)
Nel percorso di ammodernamento, l’Ariete C2 migliora in modo significativo motorizzazione e componenti di bordo, arrivando (secondo analisi di settore) a 1.500 hp. Tuttavia, viene anche evidenziato che né la configurazione AMV né la C2 hanno previsto un aumento del livello di protezione: la massa varia poco e l’incremento di protezione resta affidato a kit/add-on. In questo quadro, un APS è una delle poche leve in grado di far crescere rapidamente la sopravvivenza senza ridisegnare l’intero mezzo; inoltre, la stessa fonte sottolinea che la nuova architettura vettronica “open” faciliterebbe l’integrazione di ulteriori soluzioni di protezione.

Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati

Dardo (riduzione del rischio in attesa del ricambio)
Per un IFV di generazione precedente, l’APS può funzionare da “assicurazione operativa”: non rende il mezzo nuovo, ma può ridurre drasticamente la vulnerabilità contro ATGM e minacce dall’alto, proteggendo equipaggi e fanteria mentre si attraversa la fase di transizione verso la nuova famiglia di veicoli.

Impatto “domani”: A2CS e nuovo MBT con Rheinmetall (e Leonardo)

La dimensione più importante è però prospettica: l’Italia sta costruendo la propria prossima generazione di pesanti con la joint venture Leonardo-Rheinmetall.

È già stato annunciato un primo contratto per 21 veicoli del programma A2CS (5 Lynx KF-41 con torre Lance seguiti da 16 mezzi in configurazione con torre Hitfist 30 mm), all’interno di un programma complessivo che punta a 1.050 veicoli. Parallelamente, la joint venture viene indicata come il soggetto industriale per lo sviluppo e la successiva commercializzazione del nuovo MBT e dell’intera famiglia A2CS.

Le Protezioni Attive del Iron Fist sul Carro Svedese CV90: perché riguarda anche Ariete, Dardo e i futuri Mezzi Corazzati

Qui l’APS non dovrebbe essere un “optional” valutato dopo, ma un requisito da progettare in baseline: predisposizioni elettriche e di raffreddamento, cablaggi, posizionamento sensori/effettori, integrazione con suite di autoprotezione e sensoristica del veicolo. Farlo ex-post costa di più e obbliga a compromessi.

Conclusione

Il contratto Iron Fist su CV90 è un promemoria molto concreto: la protezione attiva sta diventando parte integrante del concetto di corazzato moderno. Per l’Italia significa ragionare in due tempi: subito (mitigare il rischio su Ariete e Dardo, se devono restare operativi ancora a lungo) e strutturalmente (rendere APS “nativo” su A2CS e sul futuro MBT italo-Rheinmetall-Leonardo).

Fonte: https://www.defensenews.com/global/mideast-africa/2026/01/06/elbit-sells-new-batch-of-iron-fist-protective-kit-for-cv90-vehicles/

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

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