I numeri e gli assetti dell'operazione
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17 Nazioni Alleate coinvolte: Albania, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
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Oltre 20 unità navali di superficie e sottomarine.
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40 velivoli impegnati in missioni tattiche e di supporto.
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Circa 52 attività coperte e integrate tra domini marittimo, aereo, terrestre e anfibio.

Reattività, interoperabilità e catena di comando
A coordinare la complessa architettura strategica dall'hub operativo partenopeo è il Joint Force Command di Napoli, dove il ruolo di Capo di Stato Maggiore è affidato al Generale Rodolfo Sganga, Ufficiale dei Paracadutisti ed ex comandante della Brigata "Folgore" ("Aquila 1").
L'obiettivo primario di Neptune Strike è integrare le capacità di attacco marittimo nazionali in un'unica forza NATO coesa e altamente interoperabile, capace di offrire al Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) opzioni flessibili su tutta la sua area di responsabilità.
Contrammiraglio Eduardo Guitian Crespo (vice Chief of Staff per le Operazioni di STRIKFORNATO):
«Il nostro compito è garantire che, quando l'Alleanza chiama, le nostre forze siano pronte ad agire insieme, con rapidità, precisione e determinazione. Questa fiducia si costruisce attraverso una pianificazione rigorosa, uno stretto coordinamento con le nazioni alleate e il lavoro quotidiano per trasformare le capacità nazionali in una forza NATO integrata.»
L'attività addestrativa è concepita per rispondere in modo concreto alle minacce allo spazio aereo alleato e alla sicurezza marittima, con particolare attenzione alle criticità lungo il fianco orientale della NATO e alla tutela della libertà di navigazione.
Ammiraglio George Wikoff (Comandante del Joint Force Command di Napoli):
«Neptune Strike è particolarmente rilevante nell'attuale contesto di sicurezza. Per i nostri alleati offre rassicurazione sostenuta da una credibile capacità militare. Dimostra che la NATO è pronta a difendere il territorio alleato e a negare a un potenziale avversario il raggiungimento dei suoi obiettivi. Il nostro scopo è preservare la pace, e abbiamo la capacità, la coesione e la determinazione per difenderla.»
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