Si chiude il ciclo principale di attività di STEADFAST DART 2026 (STDT26), la più grande esercitazione NATO del 2026, pensata per testare la rapidità di dispiegamento e l’impiego multidominio della nuova Allied Reaction Force (ARF) in condizioni realistiche, dal deployment all’esecuzione sul terreno e al successivo riposizionamento.
L’esercitazione – condotta tra gennaio e febbraio in Germania con attività “clou” nel Nord del Paese – ha visto coinvolti oltre 10.000 militari di 13 Paesi Alleati e un imponente apparato di mobilità strategica e tattica.
L’elemento distintivo di STDT26 è stato il ruolo di leadership italiana: al NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), con base a Solbiate Olona, è stato affidato il comando della ARF (ARF HQ), cioè la capacità NATO ad alta prontezza chiamata a reagire rapidamente a crisi e minacce alla sicurezza collettiva.
Uno dei obiettivi della Dart è stato quello di validare procedure e interoperabilità (nazioni contributrici e host nation), oltre a stressare le fasi di Reception, Staging and Onward Movement (RSOM) su larga scala.
Sul versante terrestre, la guida della Land Component Command (LCC) dell’ARF è stata affidata alla Multinational Division South (MND-S) con sede a Firenze. La MND-S costruita sulla Divisione “Vittorio Veneto” è un comando in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo interoperabilità e flessibilità.
A dirigere lo schieramento e l’impiego della MND-S durante Steadfast Dart 2026 è stato il Generale di Divisione Giuseppe Scuderi, ufficiale proveniente dalla specialità paracadutisti, che ha operato come perno del comando terrestre multinazionale nell’architettura ARF.
Uno dei messaggi più concreti emersi dall’esercitazione riguarda la mobilità militare: il dispiegamento in Germania ha richiesto una combinazione di trasporto marittimo, aereo e ferroviario, oltre alle grandi colonne su gomma.
Secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa, la proiezione in area tedesca ha previsto 3 unità navali e 24 aeromobili, più 3 convogli ferroviari, 6 elicotteri e 11 autocolonne stradali, con la movimentazione di circa 6.000 metri lineari di materiali e mezzi, anche in condizioni meteo difficili (nevicate sulle direttrici e mare molto impegnativo sull’Atlantico).
Già nella fase iniziale, viene citato il ruolo del porto di Emden come snodo RSOM e l’arrivo progressivo di navi italiane con migliaia di veicoli e mezzi di supporto (numeri riportati nelle comunicazioni sull’avvio dell’esercitazione).
Nel quadro ARF, sotto il comando terrestre della MND-S, la Brigata Alpina “Julia” è stata la princiapale unità di manovra, insieme a contributi multinazionali.
La STDT26 è stata presentata come dimostrazione della capacità NATO di schierarsi “con rapidità e flessibilità” per rafforzare il territorio dell’Alleanza, con un chiaro valore di deterrenza. In particolare, nelle dichiarazioni attribuite al Comandante del Joint Force Command Brunssum, Gen. Ingo Gerhartz, l’esercitazione viene descritta come segno importante di unità e forza e come prova della prontezza dell’ARF.
Se Steadfast Dart 2026 voleva verificare la catena “decidere–dispiegare–integrare–combattere” in chiave multinazionale, l’Italia ne esce con un risultato politico-militare evidente:
La pubblicazione del piano di acquisizione della difesa tedesca per il 2026 ha dominato le…
Negli Stati Uniti, il dibattito è monopolizzato dalla nuova Strategia di Difesa Nazionale (NDS 2026)…
Secondo gli ultimi rapporti diffusi dal Ministero della Difesa ucraino e ampiamente ripresi dalla stampa…
Sabato 28 marzo 2026, il porto di Boston ha ospitato il battesimo operativo della USS…
Il panorama delle carriere per gli ufficiali superiori dell’Esercito Italiano si appresta a vivere una…
Si è svolta il 1° aprile 2026 la prima edizione del Workshop Operativo sugli Aeromobili…