ROMA – Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si è ufficialmente conclusa la presenza delle Forze Armate italiane in Iraq. A darne l'annuncio è il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolineando che le attività legate all'Operazione Inherent Resolve (OIR) della Coalizione internazionale e alla NATO Mission Iraq proseguiranno le proprie operazioni operando da altri Paesi.
La riorganizzazione delle missioni e la scadenza del 30 settembre
In particolare, la NATO Mission Iraq continuerà a essere operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della NATO. L'uscita delle forze italiane dal territorio iracheno è avvenuta nel rispetto della scadenza concordata del 30 settembre con le autorità di Baghdad, in linea con gli altri Paesi della Coalizione e della NATO presenti nell'area.
Come evidenziato dal ministro, la fine della presenza militare sul campo non deriva da una decisione unilaterale dell'Italia, ma dall'avvio di una fase differente concordata con le autorità irachene e i partner internazionali, caratterizzata dalla piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza locali.
Dodici anni di impegno contro Daesh
Si chiude così una missione durata complessivamente dodici anni. In questo arco temporale, migliaia di militari italiani hanno operato in territorio iracheno offrendo un contributo determinante alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alle attività di addestramento rivolte sia alle Forze Armate irachene sia alle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno.
Il rientro del contingente italiano risultava già in larga parte completato nel marzo 2026, mentre nelle ultime settimane la presenza sul posto è stata ridotta ai soli team tecnici indispensabili per il recupero e la gestione dei materiali logistici.
Verso una cooperazione bilaterale rinnovata
La fine della presenza militare non interrompe tuttavia i rapporti diplomatici e di partenariato. Come confermato dai recenti colloqui tra il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e l'omologo iracheno, Generale Abdul Amir Yarallah, l'obiettivo comune di Italia e Iraq è preservare e sviluppare il legame bilaterale.
Il nuovo modello di cooperazione punterà su minore presenza sul terreno e su un incremento di attività mirate, quali formazione, scambio di competenze ed esperienze, e programmi di sviluppo delle capacità per le Forze Armate irachene.
A testimonianza della continuità del dialogo e della collaborazione, restano inoltre operativi in Iraq due Carabinieri italiani inseriti nella missione dell'Unione Europea EUAM Iraq, regolarmente autorizzata dal Governo iracheno.
Nel concludere la nota, il ministro Crosetto ha voluto rivolgere un ringraziamento agli uomini e alle donne delle Forze Armate italiane che hanno prestato servizio in Iraq nel corso di questi dodici anni, lodandone la professionalità, lo spirito di sacrificio e il senso del dovere.
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