A Cartagena, in Spagna, si è svolta la terza edizione di Harbour Protection 26, esercitazione internazionale dedicata alla protezione delle infrastrutture portuali dalle minacce asimmetriche.
Le attività hanno riguardato anche la neutralizzazione di ordigni esplosivi improvvisati, indicata con l’acronimo IEDD, in ambiente subacqueo.
Oltre all’Italia, hanno partecipato dieci Paesi: Spagna, Norvegia, Francia, Romania, Portogallo, Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, Cile e Paesi Bassi. L’obiettivo era confrontare le rispettive esperienze, addestrarsi e rafforzare l’interoperabilità.
I Palombari negli scenari subacquei
Per l’Italia sono intervenuti i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei, il GOS di COMSUBIN. Il personale ha operato in scenari addestrativi dedicati alla sicurezza delle aree portuali.
Le attività hanno consentito ai partecipanti di condividere tattiche, tecniche e procedure. L’esercitazione ha inoltre favorito la conoscenza reciproca e l’ulteriore sviluppo delle capacità impiegate nella protezione portuale.
ROV e AUV affiancano gli operatori
A supporto dei Palombari sono stati utilizzati Remotely Operated Vehicle (ROV) e Autonomous Underwater Vehicle (AUV), rispettivamente sistemi subacquei comandati a distanza e autonomi.
Il loro impiego ha permesso di mettere alla prova l’integrazione tra operatori specializzati e sistemi senza equipaggio. Harbour Protection 26 ha quindi concentrato l’addestramento sulla combinazione di competenze, esperienze e tecnologie nel dominio marittimo e subacqueo.
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