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Harbour Protection 26: COMSUBIN si addestra a Cartagena contro le minacce subacquee nei porti

Alla terza edizione hanno preso parte Italia e altri dieci Paesi, con attività IEDD e sistemi ROV e AUV.

Harbour Protection 26: COMSUBIN si addestra a Cartagena contro le minacce subacquee nei porti
Harbour Protection 26: COMSUBIN si addestra a Cartagena contro le minacce subacquee nei porti - © Marina Militare
Harbour Protection 26: COMSUBIN si addestra a Cartagena contro le minacce subacquee nei porti
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Harbour Protection 26: COMSUBIN si addestra a Cartagena contro le minacce subacquee nei porti
Harbour Protection 26: COMSUBIN si addestra a Cartagena contro le minacce subacquee nei porti - © Marina Militare
Redazione Redazione 2 min di lettura 0 Scarica PDF

A Cartagena, in Spagna, i Palombari del GOS di COMSUBIN hanno partecipato alla terza edizione di Harbour Protection 26, dedicata alla difesa delle infrastrutture portuali e alle attività IEDD subacquee. Italia e altri dieci Paesi hanno condiviso tattiche, tecniche e procedure, mettendo alla prova anche l’integrazione fra operatori specializzati e sistemi ROV e AUV.

A Cartagena, in Spagna, si è svolta la terza edizione di Harbour Protection 26, esercitazione internazionale dedicata alla protezione delle infrastrutture portuali dalle minacce asimmetriche.

Le attività hanno riguardato anche la neutralizzazione di ordigni esplosivi improvvisati, indicata con l’acronimo IEDD, in ambiente subacqueo.

Oltre all’Italia, hanno partecipato dieci Paesi: Spagna, Norvegia, Francia, Romania, Portogallo, Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, Cile e Paesi Bassi. L’obiettivo era confrontare le rispettive esperienze, addestrarsi e rafforzare l’interoperabilità.

I Palombari negli scenari subacquei

Per l’Italia sono intervenuti i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei, il GOS di COMSUBIN. Il personale ha operato in scenari addestrativi dedicati alla sicurezza delle aree portuali.

Le attività hanno consentito ai partecipanti di condividere tattiche, tecniche e procedure. L’esercitazione ha inoltre favorito la conoscenza reciproca e l’ulteriore sviluppo delle capacità impiegate nella protezione portuale.

ROV e AUV affiancano gli operatori

A supporto dei Palombari sono stati utilizzati Remotely Operated Vehicle (ROV) e Autonomous Underwater Vehicle (AUV), rispettivamente sistemi subacquei comandati a distanza e autonomi.

Il loro impiego ha permesso di mettere alla prova l’integrazione tra operatori specializzati e sistemi senza equipaggio. Harbour Protection 26 ha quindi concentrato l’addestramento sulla combinazione di competenze, esperienze e tecnologie nel dominio marittimo e subacqueo.

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