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Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni

Da oltre ottant’anni l’Armée de l’Air et de l’Espace vigila sul cielo di Francia, garantendo la sovranità dello spazio aereo nazionale. Ma oggi, con l’emergere di minacce sempre più diversificate e insidiose, la difesa aerea sta vivendo una profonda trasformazione: la lotta anti-droni è ormai uno dei suoi pilastri strategici.

Una catena di sorveglianza permanente

La difesa aerea francese, strutturata dopo la Seconda guerra mondiale, rappresenta una delle due missioni permanenti dell’Armée de l’Air et de l’Espace, accanto alla dissuasione nucleare. Oggi essa si fonda sulla Posture Permanente de Sûreté Aérienne (PPS-A), che mobilita circa 450 militari giorno e notte, 365 giorni all’anno.

Il sistema si appoggia su oltre 70 radar, una rete di centri di controllo e sul Centre de Préparation et de Conduite des Opérations de Défense Aérienne (CAPCODA), situato a Lione-Mont Verdun, cuore operativo del dispositivo. In caso di minaccia grave, la Haute Autorité de Défense Aérienne (HADA) — organo direttamente collegato al Primo Ministro — può autorizzare in ultima istanza l’uso di misure coercitive, compresa l’intercettazione di velivoli sospetti.

Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni

Come ha spiegato il generale di brigata aerea Olivier Poncet, capo di stato maggiore del Commandement de la Défense Aérienne et des Opérations Aériennes (CDAOA), “le minacce arrivano da tutte le quote dell’atmosfera: dai mini-droni ai velivoli ad alta quota, con natura militare, civile o terroristica. La PPS-A è una catena d’allerta e di reazione capace di intervenire in qualsiasi punto del territorio in pochi minuti”.

Durante eventi di grande rilevanza – come la parata del 14 luglio o i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024 – la PPS-A viene rafforzata da Dispositivi Particolari di Sicurezza Aerea (DPSA). Si tratta di “bolle” temporanee che vietano il traffico aereo su determinate aree sensibili e permettono una risposta immediata a qualsiasi intrusione.

Emblematico il caso dell’apertura dei Giochi Olimpici: l’intero spazio aereo di Parigi fu interdetto per oltre 150 chilometri di raggio, con il supporto di assetti alleati. L’efficacia del dispositivo è stata pienamente dimostrata: nessuna minaccia ha compromesso la sicurezza delle cerimonie o del pubblico.

Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni

La dimensione anti-drone

L’ascesa dei droni ha rivoluzionato la difesa aerea. Oggi la lotta anti-droni segue le stesse fasi operative previste per ogni velivolo: rilevamento, identificazione, classificazione, ingaggio. I grandi UAV, paragonabili a piccoli aerei, vengono gestiti direttamente dalla PPS-A e possono essere intercettati dai caccia in prontezza operativa. I mini e micro-droni, invece, rientrano nella competenza delle autorità civili – ma con il costante supporto dell’Armée de l’Air et de l’Espace, pronta a subentrare qualora la minaccia lo richieda.

Il generale Poncet ha ricordato che la protezione dei siti sensibili – aeroporti, centrali energetiche, carceri, industrie strategiche – è di competenza dei ministeri responsabili, ma che la catena militare rimane “al cuore del dispositivo”, pronta ad agire in seconda battuta.

Sistemi avanzati e risultati concreti

La gamma di mezzi impiegati dall’Aeronautica francese è ampia e complementare. I sistemi MILAD, PARADE e BASSALT integrano radar, sensori ottici e antenne goniometriche per individuare e seguire i droni. A questi si aggiungono il brouillage aereo (disturbo elettronico) dai elicotteri Fennec, la cattura elettronica per il controllo remoto del drone e, se necessario, la neutralizzazione fisica mediante armi leggere, artiglieria o missili aria-aria.

Parallelamente, l’AAE sta sperimentando soluzioni a energia diretta, come laser e microonde, già testate con successo in occasione di grandi eventi. I risultati dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 parlano chiaro: circa 400 droni rilevati e oltre 100 neutralizzati tramite disturbo, sequestro o intercettazione, senza alcun incidente rilevante.

Il futuro della difesa aerea francese passa ora per una integrazione totale dei dati. L’obiettivo è creare una Recognized UAV Picture (RUP), cioè una visione unificata dello spazio aereo dei droni, condivisa tra sensori civili e militari. Questo richiede interoperabilità, cooperazione internazionale e investimenti industriali rapidi nelle nuove tecnologie — dall’intelligenza artificiale ai sistemi laser.

La lotta anti-drone, ormai permanente e interministeriale, non è più un semplice complemento della difesa aerea: è il suo nuovo orizzonte operativo, indispensabile per garantire la sovranità e la sicurezza del cielo francese.

Guardiani del cielo: la Francia in prima linea nella lotta ai droni

Fonte: https://www.defense.gouv.fr/actualites/lutte-anti-drones-volet-majeur-posture-permanente-surete-aerienne

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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