Questa mattina le prime truppe italiane del NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) sono sbarcate nel porto di Emden, in Germania, nell’ambito dell’Esercizio STEADFAST DART 26. L’arrivo segna l’avvio “visibile” delle attività sul territorio tedesco, con mezzi e materiali che iniziano a muoversi lungo gli assi logistici verso le aree addestrative.
Secondo il Comando operativo NATO di Joint Force Command Brunssum (JFCBS), si tratta del primo impiego in tempo di pace su vasta scala della Allied Reaction Force (ARF) all’interno della propria Area of Responsibility: un messaggio concreto, fatto di ruote che girano e catene logistiche che lavorano, più che di slogan.
Nel porto della Bassa Sassonia, convogli di camion militari, veicoli tattici e mezzi di supporto sono stati scaricati da una nave cargo, dando il via alla fase di rischieramento. Media tedeschi riportano che l’operazione coinvolge migliaia di soldati e una massa significativa di equipaggiamenti, con la Germania nel ruolo di nazione ospitante e hub logistico.
L’impostazione dell’esercitazione è volutamente realistica: oltre ai trasporti via mare, sono previsti movimenti via terra in convoglio e trasporti aerei, per testare tempi, procedure e coordinamento multinazionale lungo l’intera catena “dal porto al teatro”.
Ad accogliere i militari italiani a Emden è stato il Generale Nicola Mandolesi, DCOS Support del JFC Brunssum, che ha sintetizzato così il senso della forza:
“L’ARF è la capacità di risposta alle emergenze della NATO — come un vigile del fuoco, una cassetta degli attrezzi pronta a rispondere immediatamente, ovunque emerga una crisi.”
L’Allied Reaction Force è una capacità ad alta prontezza, pensata per essere multinazionale e multidominio. In ambito NATO, l’ARF ha preso il posto della precedente NATO Response Force (NRF) nel quadro del nuovo modello di forze, con l’obiettivo di garantire risposta rapida e integrazione operativa tra componenti terrestri, aeree e marittime.
Sul versante italiano, NRDC-ITA — nel ruolo di comando ARF — ha parallelamente condotto attività di aggiornamento e verifica delle procedure di Command & Control in preparazione a STEADFAST DART 26, con esercitazioni mirate a “validare” processi e sincronizzazione tra comandi componenti.
La scala è uno degli elementi-chiave dell’esercitazione: fonti tedesche parlano di circa 10.000 militari e oltre 1.500 veicoli, con impiego anche di aeromobili e unità navali. Partecipano undici Paesi NATO (tra cui Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Grecia e altri alleati europei), mentre gli Stati Uniti non risultano tra i partecipanti a questa specifica attività.
Le fasi addestrative principali sono previste in Germania, con attività segnalate nell’area del Truppenübungsplatz Bergen (Bassa Sassonia) e in Schleswig-Holstein (tra cui l’area di Putlos e la zona di Kiel), a conferma della centralità tedesca come piattaforma di transito e come spazio operativo per l’addestramento.
STEADFAST DART 26 punta a dimostrare — e non solo dichiarare — che l’Europa può schierare, sostenere e integrare forze ad alta prontezza “a velocità e scala” adeguate a uno scenario reale: migliaia di mezzi su strada, rotazioni portuali, flussi ferroviari e aerei, interoperabilità tra lingue, standard e procedure.
Perché, quando la deterrenza è credibile, spesso lo è anche perché è visibile.
Nella mattinata di venerdì 16 gennaio 2026, all’interno dell’auditorium dell’International Flight Training School (IFTS) di…
Nel tunnel del vento di Empuriabrava, in Spagna, gli azzurri del team paracadutisti dell’Esercito centrano…
Nella tarda serata del 4 febbraio 2026, un elicottero HH-139B dell’Aeronautica Militare ha effettuato un…
Berlino sta valutando un ingresso nella joint venture tra Italia, Regno Unito e Giappone che…
Roma, 4 febbraio 2026 – La minaccia più difficile da “misurare” e fermare oggi non…
Il 4 febbraio 2026 il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine…