Forze Speciali, addestramento artico estremo. Alpini Paracadutisti 24 ore fino a –70°C
Gli Operatori delle Forze Speciali del 4° reggimento Alpini Paracadutisti sono impegnati in un ciclo di addestramento avanzato ad alta intensità in ambiente montano-artico, uno degli scenari più selettivi e complessi in ambito militare.
L’attività formativa mira a perfezionare le capacità tecnico-professionali dei Ranger, reparto delle Forze Speciali dell’Esercito Italiano specializzato nell’impiego in ambienti climatici estremi.
L’addestramento mette alla prova non solo la preparazione fisica e tecnica, ma anche la resilienza psicologica degli operatori, chiamati a operare in condizioni climatiche proibitive tipiche dell’alta montagna e dell’Artico. In tali ambienti, adattabilità, gestione dello stress e lucidità decisionale risultano determinanti per il successo della missione.
Le attività prevedono periodi prolungati su terreni innevati e impervi, con trasporto di carichi pesanti, pianificazione e condotta di azioni tattiche, oltre a specifici cicli di acclimatazione alle basse temperature.
Un’attenzione particolare è rivolta alle tecniche di mobilità su neve, indispensabili per garantire sicurezza, rapidità e autonomia operativa. I Ranger affinano l’impiego di:
L’obiettivo è assicurare la massima efficacia di movimento anche su superfici instabili, ghiacciate o soggette a repentini cambiamenti ambientali.
Parte integrante del ciclo addestrativo è l’impiego di una camera climatica, dove gli operatori vengono sottoposti per 24 ore continuative a temperature estreme comprese tra –40 °C e –70 °C, replicando le temperature più basse fatte registrare sulla terra, ed in particolare nell’emisfero Nord/Artico: Siberia -67.7ºC (Ojmjakon) e Groelandia -69ºC.
In questo contesto vengono testati:
Un addestramento essenziale per validare uomini, mezzi e procedure in condizioni realistiche e altamente selettive.
Grazie a questo percorso formativo, i Ranger del 4° reggimento Alpini Paracadutisti confermano una prontezza operativa elevatissima, risultando in grado di intervenire con efficacia in qualsiasi scenario operativo, nazionale e internazionale.
Un reparto che esprime standard di professionalità, determinazione e resilienza, rappresentando un asset strategico dell’Esercito Italiano al servizio del Paese.
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Come folgore dal cielo come nembo di tempesta
Speriamo, come in Germania e Austria, che altri reparti riprendano l'uso dei muli; il quad non può arrivare dappertutto.