Bruxelles, 27–28 gennaio 2026 – La sicurezza europea passa sempre più dallo Spazio. È il messaggio emerso con forza alla 18ª edizione della European Space Conference, principale appuntamento continentale dedicato a politiche, programmi e capacità nel dominio spaziale, che ha riunito istituzioni UE, Stati membri, Forze Armate, industria e mondo accademico.
In questo quadro, la partecipazione dell’Aeronautica Militare ha rappresentato un momento di particolare rilievo per condividere la visione nazionale in una fase in cui lo Spazio è ormai riconosciuto come dominio operativo e fattore abilitante essenziale per la sicurezza e la difesa collettiva.
La delegazione italiana ha visto la presenza del Capo di Stato Maggiore, Antonio Conserva, e del Comandante del Comando Operazioni Aerospaziali, Luca Maineri, intervenuto nel panel “Conversation between Space Commanders”. Nel confronto tra comandanti, è stato evidenziato l’approccio italiano alle operazioni spaziali: integrazione multi-dominio, coordinamento interistituzionale e rafforzamento delle sinergie con partner europei e alleati.
Nella sessione plenaria del 28 gennaio – che ha visto tra gli altri gli interventi di Vanessa Matz, del Direttore Generale dell’ESA Josef Aschbacher, e della Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea Henna Virkkunen – l’intervento del Generale Conserva ha offerto un inquadramento netto del contesto strategico: l’evoluzione da una fase di semplice “Awareness” al riconoscimento dello Spazio come effettivo dominio di warfighting.
Due, in particolare, le criticità richiamate:
Il Capo di Stato Maggiore ha poi delineato priorità e linee d’azione, ponendo una domanda destinata a pesare sulle scelte europee dei prossimi anni: l’Unione deve limitarsi a garantire la sopravvivenza dei satelliti o puntare a una “Space Superiority” più assertiva? In tale prospettiva, è stata richiamata la necessità di una riflessione sullo sviluppo di capacità proprietarie di deterrenza e counter-space, valutando con attenzione i rischi derivanti da una dipendenza eccessiva da terze parti.
Nel quadro di una sicurezza spaziale integrata, è stata ribadita la centralità del rapporto transatlantico e l’esigenza di un dialogo strutturato e continuo con la NATO per definire standard comuni e garantire piena interoperabilità.
In chiusura, il Generale Conserva ha sintetizzato l’equilibrio strategico che la nuova fase impone: prontezza senza provocazione, resilienza senza fragilità, deterrenza senza escalation. Un messaggio che lega l’efficacia operativa alla coesione politica e industriale europea: il futuro della sicurezza spaziale apparterrà a chi saprà comprendere più rapidamente, resistere più a lungo e agire unito.
Nel contesto della governance spaziale nazionale, l’Aeronautica Militare conferma il proprio ruolo di Lead Service per il dominio spaziale: sviluppo delle capacità future, tutela delle infrastrutture in orbita e definizione di standard operativi condivisi. L’azione prosegue in sinergia con Dicasteri e Agenzie nazionali e internazionali, anche in ottica dual-use, per rafforzare resilienza e credibilità del Sistema Paese in uno scenario dove lo Spazio non è più soltanto un ambiente di supporto, ma un fattore determinante di sicurezza.
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