{"id":31997,"date":"2026-07-06T16:14:05","date_gmt":"2026-07-06T15:14:05","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=31997"},"modified":"2026-07-06T16:15:12","modified_gmt":"2026-07-06T15:15:12","slug":"due-marine-due-visioni-lapproccio-hybrid-della-royal-navy-sfida-il-modello-tradizionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/due-marine-due-visioni-lapproccio-hybrid-della-royal-navy-sfida-il-modello-tradizionale\/","title":{"rendered":"Due marine, due visioni: l&#8217;approccio &#8220;Hybrid&#8221; della Royal Navy sfida il modello tradizionale"},"content":{"rendered":"<p>Il futuro delle flotte europee si gioca su un bivio strategico. Da un lato, la Marina Militare italiana mantiene una rotta basata sulla centralit\u00e0 della nave complessa e dell&#8217;equipaggio; dall&#8217;altro, la Royal Navy britannica ha imboccato una via radicalmente alternativa, puntando tutto su una &#8220;Hybrid Navy&#8221; che vede nel drone e nell&#8217;automazione il cuore della propria evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-la-royal-navy-l-alternativa-della-distributed-lethality\" class=\"wp-block-heading\">La Royal Navy: L&#8217;alternativa della &#8220;Distributed Lethality&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p>La Royal Navy, attraverso il nuovo <em>Defence Investment Plan<\/em> (DIP), propone un cambio di paradigma: rinunciare a sostituire i cacciatorpediniere con nuove unit\u00e0 di grandi dimensioni per costruire invece una forza distribuita. Questa scelta si contrappone nettamente alla visione convenzionale, basata sui seguenti pilastri:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sostituzione dell&#8217;asset tradizionale:<\/strong> Invece di investire in costosi cacciatorpediniere come il previsto Type 83, la RN intende sviluppare <em>Common Combat Vessels<\/em> (CCV) che fungano da &#8220;hub di comando&#8221; per gestire sciami di navi autonome e droni.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Abbattimento dei costi umani e strutturali:<\/strong> La logica britannica mira a eliminare le necessit\u00e0 logistiche connesse alla presenza umana a bordo (mense, spazi vitali, sistemi di supporto vitale), riducendo drasticamente i costi operativi e superando la carenza di personale attraverso la tecnologia.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Resilienza tramite la dispersione:<\/strong> La strategia punta a &#8220;disperdere&#8221; la capacit\u00e0 di fuoco (come nel caso del Type 91 &#8220;missile barge&#8221;) per rendere estremamente difficile per un avversario neutralizzare un gruppo tattico con un singolo attacco mirato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/2.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/2.jpg\" alt=\"Due marine, due visioni: l'approccio \"hybrid\" della royal navy sfida il modello tradizionale\" class=\"wp-image-19520 webpexpress-processed\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Due marine, due visioni: l&#8217;approccio &#8220;Hybrid&#8221; della Royal Navy sfida il modello tradizionale<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 id=\"h-la-marina-militare-la-persistenza-del-modello-human-centric\" class=\"wp-block-heading\">La Marina Militare: La persistenza del modello &#8220;Human-Centric&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre la Royal Navy cerca di smantellare il modello di nave da guerra classica, la Marina Militare italiana si muove su un solco diverso. Come dichiarato dall&#8217;ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, la priorit\u00e0 rimane la proiezione di capacit\u00e0 militari avanzate basate su un forte apparato umano e tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Integrazione anzich\u00e9 sostituzione:<\/strong> L&#8217;Italia utilizza i droni come moltiplicatori di forza integrati su navi polivalenti, non come sostituti della nave presidiata.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il primato della decisione umana:<\/strong> Nonostante la sperimentazione con l&#8217;intelligenza artificiale per l&#8217;analisi dei dati, l&#8217;Ammiraglio Bergotto chiarisce che &#8220;alla fine \u00e8 l&#8217;essere umano a prendere le decisioni&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Crescita degli organici:<\/strong> A differenza del Regno Unito, che tenta di ridurre il personale tramite l&#8217;automazione, l&#8217;Italia sta attivamente lavorando per accrescere i propri organici, puntando a passare dagli attuali 27.000 a oltre 30.000 effettivi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 id=\"h-conclusioni-due-filosofie-a-confronto\" class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: Due filosofie a confronto<\/h2>\n\n\n\n<p>La Royal Navy presenta un&#8217;alternativa audace e di rottura: l&#8217;idea che la modernit\u00e0 coincida con la rimozione del fattore umano dalla linea di fuoco per massimizzare l&#8217;efficienza della macchina.<\/p>\n\n\n\n<p>La Marina Militare italiana, invece, interpreta la modernit\u00e0 come un potenziamento delle proprie capacit\u00e0 convenzionali, dove la tecnologia agisce da supporto all&#8217;operatore umano in un ecosistema navale integrato. Il futuro dir\u00e0 se la scommessa britannica sulla &#8220;Hybrid Navy&#8221; sapr\u00e0 davvero offrire una protezione pi\u00f9 efficace o se il modello italiano di versatilit\u00e0 e presidio umano rimarr\u00e0 il pilastro pi\u00f9 affidabile per la sicurezza dei mari.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro delle flotte europee si gioca su un bivio strategico. 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