{"id":31690,"date":"2026-06-07T16:32:22","date_gmt":"2026-06-07T15:32:22","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=31690"},"modified":"2026-06-07T16:32:24","modified_gmt":"2026-06-07T15:32:24","slug":"itb-exocet-terrestre-argentino-hms-glamorgan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/itb-exocet-terrestre-argentino-hms-glamorgan\/","title":{"rendered":"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera"},"content":{"rendered":"<p>Nel maggio del 1982, mentre la guerra delle Falkland\/Malvinas si avvicinava alla sua fase pi\u00f9 dura, la Marina argentina si trov\u00f2 davanti a un problema concreto: <strong>le navi britanniche si avvicinavano di notte alla costa e battevano con il fuoco navale le posizioni argentine attorno a Puerto Argentino.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aviazione argentina aveva gi\u00e0 dimostrato l\u2019efficacia dell\u2019Exocet AM39 lanciato dai Super \u00c9tendard, ma di notte il problema restava aperto. Serviva un\u2019arma capace di minacciare le unit\u00e0 britanniche dal litorale, senza dipendere da missioni aeree complesse e rischiose. Da questa necessit\u00e0 nacque una delle soluzioni pi\u00f9 particolari del conflitto: <strong>l\u2019ITB, la Instalaci\u00f3n de Tiro Berreta, un sistema improvvisato per lanciare da terra missili navali Exocet MM38.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome era ironico. <strong>In Argentina, \u201cberreta\u201d indica qualcosa di povero, arrangiato, poco raffinato. <\/strong>Ma quella installazione, apparentemente precaria, sarebbe riuscita a colpire una nave da guerra della Royal Navy: il cacciatorpediniere HMS Glamorgan.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019idea: portare l\u2019Exocet dalla nave alla costa<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019idea prese forma all\u2019inizio di maggio, quando la Marina argentina valut\u00f2 la possibilit\u00e0 di impiegare da terra i missili <strong>Exocet MM38<\/strong>, normalmente destinati al lancio da unit\u00e0 navali. Il compito fu affidato al <strong>Capitano di Fregata e ingegnere Julio Marcelo P\u00e9rez<\/strong>, ufficiale della Armada Argentina con una solida esperienza nel settore missilistico.<\/p>\n\n\n\n<p>P\u00e9rez non era un tecnico qualsiasi. Aveva studiato ingegneria elettronica e si era specializzato in controllo e guida dei missili presso la <strong>facolt\u00e0 di Ingegneria Aerospaziale dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma<\/strong>. Negli anni Settanta aveva lavorato all\u2019installazione degli Exocet MM38 sui vecchi cacciatorpediniere argentini di origine statunitense. Fu quindi uno degli uomini pi\u00f9 adatti a tentare una soluzione d\u2019emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p>A Puerto Belgrano, presso il Taller Central de Misiles e l\u2019Arsenal Naval, inizi\u00f2 un lavoro febbrile. Con P\u00e9rez operarono anche tecnici civili e specialisti, tra cui <strong>Antonio Shugt<\/strong> e <strong>Jos\u00e9 Luis Torelli<\/strong>, gi\u00e0 coinvolti in attivit\u00e0 legate ai sistemi Exocet.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema era complesso: l\u2019<strong>Exocet MM38 era progettato per ricevere dati e comandi da una vera installazione di tiro navale. Non bastava fissare il contenitore del missile su un rimorchio. Bisognava \u201cingannare\u201d il missile, simulando i segnali che normalmente avrebbe ricevuto dalla nave.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-1024x577.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-300x169.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-768x432.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-1536x865.jpg.webp 1536w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-18x10.jpg.webp 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03.jpg.webp 1913w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-1024x577.jpg\" alt=\"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-31693 webpexpress-processed\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-300x169.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-768x432.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-1536x865.jpg 1536w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03-18x10.jpg 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb03.jpg 1913w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il carrello che trasportava l&#8217;Exocet per essere lanciato da terra. Durante le manovre veniva trasportato da un trattore agricolo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I lanciatori dell\u2019ARA Segu\u00ed<\/h2>\n\n\n\n<p>I contenitori-lanciatori utilizzati provenivano dal cacciatorpediniere argentino <strong>ARA Segu\u00ed<\/strong>, una delle unit\u00e0 su cui erano stati installati i missili Exocet MM38.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Puerto Belgrano si lavor\u00f2 giorno e notte. Il sistema non poteva essere una copia completa dell\u2019impianto di bordo: sarebbe stato troppo grande, troppo pesante e troppo lento da smontare, trasportare e rimontare nelle isole. <\/strong>P\u00e9rez stim\u00f2 che trasferire un\u2019intera installazione navale avrebbe richiesto circa 45 giorni, tempo che la guarnigione argentina non aveva.<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione fu creare un apparato molto pi\u00f9 semplice: una serie di \u201cscatole\u201d elettroniche capaci di inviare al missile le sequenze necessarie per il lancio. <strong>Vennero realizzati circuiti, prove simulate e adattamenti continui.<\/strong> Secondo il racconto dello stesso P\u00e9rez, furono effettuati numerosi lanci simulati con il simulatore del missile prima di considerare il sistema utilizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p>In parallelo, nei Talleres Generales dell\u2019Arsenal di Puerto Belgrano, vennero costruiti <strong>due grandi carrelli adibiti a rimorchio<\/strong>: uno per sostenere i due contenitori Exocet, l\u2019altro per il generatore e le apparecchiature di controllo. Il sistema utilizzava anche un vecchio generatore Siemens, tecnologia risalente agli anni Trenta, originariamente impiegato per i riflettori antiaerei dell\u2019Infanter\u00eda de Marina.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un sistema pesante, grezzo e difficile da manovrare. Ma funzionava.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-1024x673.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-300x197.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-768x505.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-1536x1010.jpg.webp 1536w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-18x12.jpg.webp 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02.jpg.webp 1641w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"673\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-1024x673.jpg\" alt=\"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-31692 webpexpress-processed\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-1024x673.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-300x197.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-768x505.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-1536x1010.jpg 1536w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02-18x12.jpg 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb02.jpg 1641w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">La batteria di Exocet installata nel carrello improvvisato a Puerto Belgramo, nell&#8217;Argentina continentale, durante il maggio del 1982.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il volo verso le isole<\/h2>\n\n\n\n<p>Una volta completato, l\u2019ITB doveva essere trasferito nelle Falkland\/Malvinas. Per l\u2019operazione furono impiegati due <strong>C-130 H\u00e9rcules<\/strong> della Fuerza A\u00e9rea Argentina. Il carico comprendeva la rampa, i contenitori con i missili, il generatore e le apparecchiature di controllo, per un peso complessivo di diverse tonnellate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il trasferimento non fu semplice. Gli H\u00e9rcules dovevano volare a bassissima quota per evitare i radar britannici. Dopo alcuni tentativi falliti a causa della situazione operativa sull\u2019aeroporto, il sistema riusc\u00ec finalmente ad arrivare nelle isole la sera del <strong>31 maggio 1982<\/strong>. Da quel momento l\u2019ITB divent\u00f2 una minaccia nascosta lungo il settore meridionale di Puerto Argentino\/Stanley.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-1024x684.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-300x200.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-768x513.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-1536x1026.jpg.webp 1536w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-18x12.jpg.webp 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01.jpg.webp 1615w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-1024x684.jpg\" alt=\"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-31691 webpexpress-processed\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-300x200.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-768x513.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-1536x1026.jpg 1536w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01-18x12.jpg 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb01.jpg 1615w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un&#8217;altra foto che dimostra l&#8217;artigianalit\u00e0 del &#8220;sistema&#8221; ITB\/Exocet<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una batteria costiera che appariva solo di notte<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ITB venne installato lungo la strada che collegava Puerto Argentino all\u2019aeroporto. La scelta non era casuale: quella zona permetteva di orientare il sistema verso il mare e verso le rotte seguite dalle navi britanniche impegnate nei bombardamenti notturni.<\/p>\n\n\n\n<p>La batteria per\u00f2 non poteva restare esposta. Durante il giorno sarebbe stata vulnerabile alla ricognizione aerea britannica e agli attacchi. Per questo l\u2019installazione veniva montata di notte e smontata prima dell\u2019alba. I componenti venivano nascosti e dispersi, poi riportati in posizione la sera successiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema operava con l\u2019aiuto di un radar terrestre <strong>Rasit<\/strong>, usato per individuare e seguire i bersagli navali. Il radar forniva direzione, distanza e velocit\u00e0 del bersaglio; quei dati venivano poi trasformati nei parametri necessari al lancio dell\u2019Exocet.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una procedura complessa, manuale, con margini d\u2019errore elevati. Ma il contesto era quello della guerra: non si cercava la perfezione, si cercava una possibilit\u00e0 concreta di colpire.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte del <strong>1\u00ba giugno<\/strong> si present\u00f2 una prima occasione. Il sistema venne preparato e il missile fu lanciato, ma il tentativo non ebbe successo. Secondo alcune ricostruzioni, un missile non part\u00ec correttamente e un altro usc\u00ec con rotta errata, probabilmente a causa della fretta e della difficolt\u00e0 nel ricalcolare rapidamente i dati di tiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il fallimento, il sistema non venne abbandonato. Era ormai chiaro che l\u2019ITB poteva funzionare. Servivano nuovi missili e una nuova occasione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-1024x658.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-300x193.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-768x494.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-18x12.jpg.webp 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05.jpg.webp 1100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"658\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-1024x658.jpg\" alt=\"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-31696 webpexpress-processed\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-1024x658.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-300x193.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-768x494.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05-18x12.jpg 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb05.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il sistema ITB\/Exocet veniva montato di notte e smontato prima dell\u2019alba. I componenti venivano nascosti e dispersi, poi riportati in posizione la sera successiva.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La notte dell\u201911-12 giugno<\/h2>\n\n\n\n<p>La notte tra l\u2019<strong>11 e il 12 giugno 1982<\/strong>, la Royal Navy era impegnata nel supporto di fuoco navale alle operazioni terrestri britanniche. In quelle ore si combatteva duramente sulle alture attorno a Puerto Argentino\/Stanley, tra cui Monte Longdon, Monte Harriet e Two Sisters.<\/p>\n\n\n\n<p>Around <strong>03.30-04.00 del mattino<\/strong>, il radar argentino intercett\u00f2 una nave britannica in allontanamento dopo una missione di bombardamento navale. Era il cacciatorpediniere <strong>HMS Glamorgan<\/strong>, unit\u00e0 della classe County.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bersaglio era al limite delle possibilit\u00e0 operative del sistema.<strong> 29960 metri secondo i dati telemetrici registrati e diffusi dal Ministero della Difesa Argentino, cio\u00e8 prossima al raggio utile del radar e del tiro utile del missile<\/strong>. I dati furono calcolati rapidamente e l\u2019ordine di lancio venne dato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Exocet MM38 part\u00ec dalla costa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il lancio fu registrato dal giornalista argentino <strong>Nicol\u00e1s Kasanzew<\/strong>, unico corrispondente televisivo argentino presente nelle isole per tutta la durata del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb_2.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019impatto sulla HMS Glamorgan<\/h2>\n\n\n\n<p>A bordo della HMS Glamorgan il missile venne individuato e la nave cerc\u00f2 di manovrare per ridurre la propria esposizione. La reazione britannica fu rapida: il cacciatorpediniere vir\u00f2 violentemente, presentando la poppa al missile e riducendo cos\u00ec l\u2019efficacia dell\u2019impatto. Venne anche tentata una risposta con un missile Sea Cat, senza successo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Exocet colp\u00ec comunque la nave nella zona poppiera, vicino all\u2019hangar dell\u2019elicottero. Il danno fu grave. La Glamorgan non affond\u00f2, ma venne messa fuori combattimento. Furono inoltre <strong>14 i marinai britannici<\/strong> deceduti e numerosi i feriti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul punto dell\u2019esplosione esistono versioni differenti: fonti britanniche hanno sostenuto che la testata del missile non esplose completamente e che l\u2019incendio fu aggravato dal carburante residuo e dall\u2019elicottero Wessex presente nell\u2019hangar. In ogni caso, il risultato operativo fu chiaro: la HMS Glamorgan fu gravemente danneggiata e costretta a ritirarsi dall\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-1024x371.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-300x109.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-768x278.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-18x7.jpg.webp 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06.jpg.webp 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"371\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-1024x371.jpg\" alt=\"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-31699 webpexpress-processed\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-1024x371.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-300x109.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-768x278.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06-18x7.jpg 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb06.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;HMS Glamorgan colpita dall&#8217;Exocet montato sul sistema ITB<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non il primo missile costiero, ma una soluzione unica<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ITB non fu il primo sistema missilistico costiero della storia. Sistemi di difesa costiera antinave esistevano gi\u00e0, soprattutto in ambito sovietico. La particolarit\u00e0 dell\u2019ITB era un\u2019altra: non era un sistema progettato dall\u2019industria, ma una trasformazione d\u2019emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un missile navale, nato per essere lanciato da una nave, venne adattato in poche settimane a un impiego terrestre. Fu una soluzione di circostanza, realizzata <strong>senza il supporto del costruttore francese<\/strong>, con mezzi limitati, in piena guerra e sotto pressione operativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la vera importanza dell\u2019ITB: non l\u2019invenzione del missile costiero, ma la dimostrazione che <strong>un sistema d\u2019arma complesso poteva essere compreso, adattato e impiegato fuori dal suo contesto originario.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-1024x651.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-300x191.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-768x488.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-18x12.jpg.webp 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04.jpg.webp 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"651\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-1024x651.jpg\" alt=\"ITB Exocet: il missile (navale) argentino che da terra colp\u00ec la Royal Navy e anticip\u00f2 una lezione moderna sulla guerra costiera - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-31697 webpexpress-processed\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-1024x651.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-300x191.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-768x488.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04-18x12.jpg 18w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/itb04.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una foto del lancio dell&#8217;Exocet da terra. Da notare il gruppo elettrogeno sulla sinistra della foto, che si integrava nel sistema ITB.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019eredit\u00e0: dall\u2019ITB all\u2019Excalibur britannico<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo la guerra, i britannici studiarono con grande attenzione l\u2019esperienza dell\u2019ITB. Da quell\u2019esperienza fu rafforzata l\u2019idea di una batteria costiera Exocet britannica. Il sistema venne poi conosciuto come <strong>Excalibur<\/strong> e installato a Gibilterra, dove rimase operativo per anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema britannico era pi\u00f9 strutturato, integrato e coerente con standard militari regolari. Ma il precedente argentino aveva dimostrato in combattimento una cosa precisa: un Exocet impiegato da terra poteva colpire una nave da guerra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una lezione ancora attuale<\/h2>\n\n\n\n<p>La storia dell\u2019ITB parla di improvvisazione, ma non di improvvisazione casuale.<strong> Parla di competenza tecnica, conoscenza profonda del materiale disponibile e capacit\u00e0 di adattamento in condizioni estreme.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la difesa costiera \u00e8 tornata al centro della guerra navale moderna. Missili mobili, radar, droni, sensori distribuiti e capacit\u00e0 di occultamento rendono le coste zone pericolose anche per flotte tecnologicamente superiori. Il <strong>principio \u00e8 lo stesso che l\u2019ITB dimostr\u00f2 nel 1982: una nave costosa e complessa pu\u00f2 essere minacciata da un sistema terrestre molto pi\u00f9 economico, se quest\u2019ultimo riesce a individuare, agganciare e colpire il bersaglio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ITB non era elegante. Non era sofisticato. Non era nato da un lungo programma industriale. Ma nella notte tra l&#8217;11 e 12 giugno 1982 fece ci\u00f2 per cui era stato pensato: costrinse la Royal Navy a prendere atto che anche da una costa apparentemente priva di difese missilistiche poteva partire un Exocet.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo successo contro la HMS Glamorgan non cambi\u00f2 l\u2019esito della guerra, ormai vicino alla conclusione, ma lasci\u00f2 una lezione militare importante: <strong>in guerra, la superiorit\u00e0 tecnologica non elimina il valore dell\u2019adattamento, della conoscenza tecnica e della capacit\u00e0 di impiegare in modo inatteso ci\u00f2 che si ha a disposizione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ITB fu chiamato \u201cberreta\u201d (povero) dai suoi stessi creatori. Ma nella storia della guerra costiera resta tutt\u2019altro che un sistema da poco.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel maggio del 1982, mentre la guerra delle Falkland\/Malvinas si avvicinava alla sua fase pi\u00f9 dura, la Marina argentina si trov\u00f2 davanti a un problema concreto: le navi britanniche si avvicinavano di notte alla costa e battevano con il fuoco navale le posizioni argentine attorno a Puerto Argentino. 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