{"id":29907,"date":"2026-03-14T11:54:03","date_gmt":"2026-03-14T10:54:03","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=29907"},"modified":"2026-03-14T11:56:06","modified_gmt":"2026-03-14T10:56:06","slug":"erbil-kuwait-lezioni-per-coloro-che-sono-contro-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/erbil-kuwait-lezioni-per-coloro-che-sono-contro-tutto\/","title":{"rendered":"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto."},"content":{"rendered":"<p>Nelle ore successive all\u2019attacco contro la base italiana di Erbil, una parte del dibattito pubblico si \u00e8 soffermata sulla definizione del ministro Guido Crosetto, secondo cui l\u2019azione sarebbe stata \u201cdeliberata\u201d. Ma, in realt\u00e0, questo non \u00e8 mai stato il punto centrale. <strong>Un attacco contro una base militare \u00e8, per sua natura, deliberato.<\/strong> Missili, droni o razzi non arrivano su un obiettivo del genere per caso.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione vera \u00e8 un\u2019altra: <strong>chi ha colpito, con quali capacit\u00e0, con quale libert\u00e0 d\u2019azione e contro quale architettura difensiva.<\/strong> \u00c8 su questo terreno che si misura la seriet\u00e0 della riflessione tecnico-tattica, non sulla constatazione dell\u2019ovvio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019episodio di Erbil conferma infatti una lezione ormai evidente in tutti i teatri moderni: <strong>le minacce aeree a bassa quota \u2014 droni, munizionamento circuitante, vettori improvvisati \u2014 sono oggi tra le pi\u00f9 diffuse, accessibili e insidiose.<\/strong> Costano poco rispetto agli effetti che possono generare, saturano la sorveglianza, costringono a consumare risorse preziose e mettono sotto pressione le procedure di allarme, protezione passiva e ingaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo punto di vista, Iraq e Kuwait non possono pi\u00f9 essere considerati aree in cui la protezione delle basi si regga soltanto su sistemi tradizionali, su allerta generica o sulla convinzione che la minaccia possa essere gestita \u201cin altro modo\u201d. <strong>La protezione delle basi oggi passa anche e soprattutto dalla capacit\u00e0 concreta di contrastare droni e minacce a bassissima quota.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che va riconosciuto un punto politico e militare fondamentale. <strong>Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano e il Capo di Stato Maggiore dell\u2019Esercito Carmine Masiello stanno affrontando con realismo un problema che non hanno creato loro, ma che hanno ereditato.<\/strong> Il quadro capacitivo trovato all\u2019inizio del loro lavoro era segnato da ritardi, carenze e programmi troppo lenti rispetto all\u2019evoluzione delle minacce. Oggi, invece, il tema della difesa contraerea, anti-drone e antimissile \u00e8 tornato al centro, ed \u00e8 gi\u00e0 questo un cambio di passo non secondario.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il merito di questa leadership \u00e8 aver rimesso al centro la realt\u00e0 operativa, non le illusioni.<\/strong> E la realt\u00e0 operativa dice che i nostri contingenti sono esposti, che i teatri sono pericolosi e che la forza va protetta con strumenti adeguati ai tempi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/99.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/99.jpg\" alt=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" class=\"wp-image-16554 webpexpress-processed\" title=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-skynex-e-un-passo-avanti-importante-ma-il-vero-nodo-e-portare-le-capacita-dove-servono\">Skynex \u00e8 un passo avanti importante, ma il vero nodo \u00e8 portare le capacit\u00e0 dove servono<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli ultimi mesi un segnale concreto \u00e8 arrivato: l\u2019Esercito Italiano ha ricevuto la prima batteria del sistema Skynex, uno dei pi\u00f9 avanzati sistemi europei per la difesa aerea a corto raggio e il contrasto ai droni. <strong>Si tratta di un risultato importante, perch\u00e9 dimostra che qualcosa finalmente si muove in una direzione giusta dopo anni in cui il tema C-UAS era stato trattato con ritardo rispetto alla velocit\u00e0 con cui cresceva la minaccia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Va detto con chiarezza: <strong>riuscire a entrare nel programma tedesco Skynex \u00e8 stato un colpo estremamente prezioso per l\u2019Italia.<\/strong> Ha consentito di agganciare una capacit\u00e0 concreta, moderna, credibile, in un momento in cui il fabbisogno era gi\u00e0 evidente da tempo. \u00c8 una scelta che va riconosciuta e valorizzata, perch\u00e9 non era affatto scontato riuscire a mettere a terra un simile risultato in tempi utili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma proprio per questo la domanda successiva diventa inevitabile: <strong>una capacit\u00e0 del genere, se esiste, deve essere pensata anche per i luoghi dove il rischio \u00e8 reale.<\/strong> Un sistema moderno \u00e8 importante sul piano industriale, addestrativo e dottrinale, ma il suo valore pieno emerge solo quando pu\u00f2 contribuire davvero alla protezione delle forze schierate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che si apre la riflessione su Iraq e Kuwait. <strong>Le basi e i distaccamenti italiani nell\u2019area vivono in un ambiente operativo in cui la minaccia aerea a bassa quota non \u00e8 pi\u00f9 episodica, ma strutturale.<\/strong> Di conseguenza, la disponibilit\u00e0 di sistemi come Skynex impone una valutazione seria sul loro impiego, sulla loro dislocazione e sulla possibilit\u00e0 di integrarli in una rete multilivello di force protection.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, nessuno dovrebbe cadere nell\u2019errore opposto di pensare che un solo sistema risolva tutto. <strong>Skynex \u00e8 fondamentale, ma da solo non basta.<\/strong> L\u2019Italia \u00e8 ancora indietro su altri segmenti della difesa C-UAS e della difesa contraerea a corto raggio, come hanno mostrato negli ultimi anni numerosi approfondimenti specialistici e lo stesso andamento dei programmi. Il recupero \u00e8 avviato, ma non completato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo il punto non \u00e8 fare polemica sterile. Il punto \u00e8 un altro: <strong>oggi esiste finalmente una linea di ricostruzione capacitiva, e questa linea va accelerata.<\/strong> Chi guida oggi la Difesa sta cercando di colmare lacune che si sono stratificate nel tempo. Non si pu\u00f2 ignorare la distanza tra il livello della minaccia attuale e lo stato delle capacit\u00e0 ereditate. Sarebbe ingiusto e anche poco serio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/militari-italiani.webp\" alt=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" class=\"wp-image-16555\" title=\"Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Erbil, Kuwait: lezioni per coloro che sono contro tutto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-onorare-chi-serve-l-italia-significa-proteggerlo-rispettarlo-e-conoscere-il-rischio\">Onorare chi serve l\u2019Italia significa proteggerlo, rispettarlo e conoscere il rischio<\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 infine un punto che va detto con forza, e che spesso nel dibattito pubblico italiano viene smarrito. <strong>I nostri militari operano in contesti nei quali il rischio non pu\u00f2 essere azzerato.<\/strong> Non esistono missioni reali in aree instabili che garantiscano automaticamente \u201czero costo umano\u201d. Pretenderlo significa non capire la natura stessa del servizio armato.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi parte per l\u2019Iraq, per il Kuwait o per altri teatri sensibili sa di entrare in un ambiente in cui la minaccia esiste, evolve e pu\u00f2 colpire anche quando la missione appare \u201cstabilizzata\u201d. Eppure questi uomini e queste donne continuano a operare con disciplina, professionalit\u00e0 e senso del dovere, rappresentando l\u2019Italia in condizioni che richiedono freddezza, addestramento e coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per questo preservare i nostri militari non \u00e8 solo un\u2019esigenza operativa: \u00e8 un dovere morale e nazionale.<\/strong> Significa dotarli di mezzi adeguati, costruire difese credibili, aggiornare procedure e regole d\u2019ingaggio, rafforzare l\u2019allerta e l\u2019integrazione tra sensori, guerra elettronica e sistemi hard-kill. Ma significa anche parlare di loro con rispetto, senza superficialit\u00e0 e senza ridurre tutto a formule burocratiche o a cronache distratte.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un passaggio che dovrebbe essere patrimonio comune: <strong>coloro che giurano di difendere l\u2019Italia devono essere sempre rispettati.<\/strong> Sempre. Non soltanto quando cadono, non soltanto nelle commemorazioni, non soltanto quando un attacco produce immagini forti. Devono esserlo ogni giorno, perch\u00e9 il valore del loro servizio non nasce dall\u2019eccezionalit\u00e0 del sacrificio finale, ma dalla disponibilit\u00e0 quotidiana a esporsi per la sicurezza della Nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 questo che molte altre Nazioni comprendono bene: <strong>il soldato non viene rispettato perch\u00e9 la guerra \u00e8 bella, ma perch\u00e9 il sacrificio, il rischio e il servizio hanno un valore altissimo per la comunit\u00e0 nazionale.<\/strong> Dove questa consapevolezza \u00e8 forte, le forze armate sono sostenute non in modo retorico, ma concreto: con investimenti, attenzione pubblica, cultura istituzionale e riconoscimento sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019Italia dovrebbe consolidare di pi\u00f9 questa maturit\u00e0. Perch\u00e9 discutere di Skynex, di C-UAS, di difesa aerea e di protezione delle basi non significa parlare solo di tecnologia. <strong>Significa decidere quanto vale, per noi, la vita di chi porta la bandiera italiana nei teatri pi\u00f9 difficili.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E allora la conclusione \u00e8 netta. <strong>Crosetto, Portolano e Masiello stanno facendo un lavoro importante di recupero e ricostruzione rispetto a una situazione che era stata lasciata troppo indietro.<\/strong> Ma proprio perch\u00e9 il lavoro \u00e8 serio, adesso va sostenuto fino in fondo, con rapidit\u00e0, coerenza e priorit\u00e0 chiare. Perch\u00e9 ogni ritardo nella difesa contro droni e minacce a bassa quota non \u00e8 una questione astratta: \u00e8 un rischio in pi\u00f9 per i nostri militari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Onorare i nostri soldati significa prima di tutto fare tutto il possibile per proteggerli.<\/strong> E significa ricordare, con rispetto e senza ipocrisie, che servire l\u2019Italia in uniforme non \u00e8 mai stato, n\u00e9 mai sar\u00e0, un compito a rischio zero.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ore successive all\u2019attacco contro la base italiana di Erbil, una parte del dibattito pubblico si \u00e8 soffermata sulla definizione del ministro Guido Crosetto, secondo cui l\u2019azione sarebbe stata \u201cdeliberata\u201d. Ma, in realt\u00e0, questo non \u00e8 mai stato il punto centrale. Un attacco contro una base militare \u00e8, per sua natura, deliberato. 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