{"id":29693,"date":"2026-03-06T15:24:04","date_gmt":"2026-03-06T14:24:04","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=29693"},"modified":"2026-03-06T15:26:05","modified_gmt":"2026-03-06T14:26:05","slug":"iran-prevedibilita-usa-e-sorpresa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/iran-prevedibilita-usa-e-sorpresa-europea\/","title":{"rendered":"Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea"},"content":{"rendered":"<p>La vera sorpresa, in questa crisi, <strong>non \u00e8 l\u2019azione americana. Semmai \u00e8 la sorpresa europea<\/strong>. Per settimane Washington aveva costruito, quasi in vetrina, le condizioni materiali e politiche per<a href=\"https:\/\/difesanews.com\/massacro-iran-come-gli-usa-attaccheranno\/\" rel=\"noopener\"> usare la forza contro l\u2019Iran<\/a>: <strong>il dispiegamento di un doppio dispositivo aeronavale, l\u2019afflusso di assetti nel teatro mediorientale, il linguaggio sempre meno ambiguo della Casa Bianca e del Pentagono<\/strong>. Gi\u00e0 a met\u00e0 febbraio Reuters riferiva dell\u2019invio di una seconda portaerei statunitense verso la regione, da affiancare alla USS Abraham Lincoln gi\u00e0 presente dal 26 gennaio nell\u2019area di competenza del CENTCOM. <strong>Non era un dettaglio tattico: era un messaggio strategico<\/strong>. Spendere milioni per muovere due carrier strike group e poi non usarli sarebbe stato possibile solo in presenza di una de-escalation credibile, che invece non si \u00e8 mai materializzata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/iran-strike.png.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/iran-strike.png\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14242 webpexpress-processed\" title=\"Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche nel dibattito italiano il punto era stato colto. Federico Rampini, sul <em>Corriere della Sera<\/em>, ha insistito proprio sul valore politico e militare di quel dispiegamento: <strong>due portaerei non sono semplice teatro, sono coercizione preventiva e preparazione operativa<\/strong>. In altre parole, l\u2019opzione cinetica era incorporata nello schieramento stesso. <strong>Chi ha letto quei segnali come pura deterrenza verbale<\/strong> ha probabilmente sottovalutato il fatto elementare che, nella postura strategica americana, la deterrenza funziona proprio perch\u00e9 alle spalle c\u2019\u00e8 la disponibilit\u00e0 concreta all\u2019impiego.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo il punto politico non \u00e8 chiedersi se l\u2019attacco Usa fosse \u201cprevedibile\u201d. <strong>Lo era<\/strong>. Il punto \u00e8 chiedersi perch\u00e9 una parte dell\u2019Europa si sia fatta trovare in modalit\u00e0 reattiva, quasi incredula, davanti a uno scenario che gli americani stavano preparando in modo progressivo e visibile. <strong>Se tre indizi fanno una prova, qui gli indizi erano ben pi\u00f9 di tre<\/strong>: primo, l\u2019avvicinamento del doppio gruppo portaerei; secondo, la retorica statunitense sulla \u201ctremendous power\u201d in arrivo in Medio Oriente; terzo, il successivo ritmo operativo dell\u2019Operazione Epic Fury, che secondo il Pentagono e Reuters ha rapidamente superato le centinaia e poi le migliaia di obiettivi colpiti. <strong>Non \u00e8 la cronaca di un improvviso scatto d\u2019ira; \u00e8 la traccia di una campagna pensata in anticipo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/4-1.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/4-1.jpg\" alt=\"Italia nel raggio dei missili iraniani? Inviare nel Golfo Unit\u00e0 di Difesa Anti-Missile o badare alla Sicurezza Nazionale\" class=\"wp-image-16145 webpexpress-processed\" style=\"width:840px;height:auto\" title=\"Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-europa-insegue-gli-eventi\">L\u2019Europa insegue gli eventi<\/h2>\n\n\n\n<p>La conferma indiretta arriva dalla sequenza delle reazioni europee. Il Regno Unito si \u00e8 ritrovato con <a href=\"https:\/\/difesanews.com\/liran-colpisce-nel-golfo-droni-contro-la-base-raf-a-cipro-e-incendio-al-data-center-amazon-negli-emirati\/\" rel=\"noopener\">la base RAF di Akrotiri<\/a>, a Cipro, colpita da un drone di fabbricazione iraniana probabilmente lanciato dal Libano, secondo Reuters. L\u2019attacco \u00e8 avvenuto poco dopo il via libera di Keir Starmer all\u2019uso \u201cdifensivo e limitato\u201d delle basi britanniche da parte degli Stati Uniti. Due ulteriori droni sono stati poi intercettati. <strong>Se Londra ha dovuto correre ai ripari con il cacciatorpediniere HMS Dragon e mezzi contro-drone, significa che l\u2019estensione geografica della rappresaglia iraniana non era stata anticipata a sufficienza<\/strong> sul piano della protezione immediata delle installazioni pi\u00f9 esposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 stata la reazione greca. Dopo il raid su Akrotiri, Atene ha annunciato l\u2019invio verso Cipro di fregate e caccia F-16 per rafforzare la difesa dell\u2019isola. Reuters parla di due fregate e quattro F-16; altre fonti indicano tra le unit\u00e0 navali coinvolte la <em>Kimon<\/em> e una seconda fregata dotata di sistemi anti-drone. <strong>Il punto politico, comunque, non cambia: la Grecia non si \u00e8 mossa in una logica di deterrenza preventiva, ma in una logica di rinforzo successivo al colpo subito nell\u2019area cipriota<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/ff-scaled.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/ff-scaled.jpg\" alt=\"Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea\" class=\"wp-image-16239 webpexpress-processed\" title=\"Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La Francia offre un\u2019immagine ancora pi\u00f9 eloquente della \u201csorpresa europea\u201d. Il 3 marzo Emmanuel Macron ha annunciato <a href=\"https:\/\/difesanews.com\/portaerei-usa-e-francia-perche-restano-uno-strumento-strategico-decisivo-lezioni-dalla-crisi-in-medio-oriente-2026\/\" rel=\"noopener\">l\u2019invio della portaerei <em>Charles de Gaulle<\/em> nel Mediterraneo<\/a>. Reuters e AP hanno riferito che la nave \u00e8 stata dirottata dal Baltico verso sud; ANSA, citando BFM TV, ha parlato di interruzione del dispiegamento programmato nel Baltico e rotta verso il Mediterraneo orientale. <strong>Qualunque formulazione si preferisca, il dato sostanziale \u00e8 uno: Parigi ha dovuto riposizionare in fretta il proprio principale strumento di presenza navale<\/strong>, segno che l\u2019Europa non aveva predisposto in anticipo un assetto coerente con la probabilit\u00e0 di allargamento del conflitto al Mediterraneo orientale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-caso-italiano-e-la-lezione-strategica\">Il caso italiano e la lezione strategica<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia, poi, \u00e8 il caso pi\u00f9 delicato. La base di Ali al Salem, in Kuwait, dove opera il contingente dell\u2019Aeronautica Militare, era gi\u00e0 stata colpita nella prima ondata di rappresaglia iraniana del 28 febbraio. Antonio Tajani aveva parlato di danni significativi alla pista; nei giorni successivi si sono moltiplicate le segnalazioni di ulteriori strike nell\u2019area. Il 5 marzo Guido Crosetto ha comunicato che <strong>239 militari dei 321 presenti in Kuwait sarebbero stati trasferiti in Arabia Saudita<\/strong>, mentre 82 sarebbero rimasti ad Ali al Salem per garantire la continuit\u00e0 operativa. <strong>\u00c8 una decisione comprensibile sul piano della protezione del personale, ma \u00e8 anche l\u2019ammissione implicita che la minaccia su quella base era concreta, persistente e non episodica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo si aggiunge il nuovo elemento emerso oggi. <a href=\"https:\/\/www.rid.it\/shownews\/7902\/iran-colpita-ancora-la-base-di-ali-al-salem-kuwait-dove-sono-schierati-i-militari-italiani\" rel=\"noopener\"><em>Rivista Italiana Difesa<\/em>,<\/a> in un\u2019analisi di Tommaso Massa del 6 marzo, riferisce che nella notte l\u2019Iran ha nuovamente colpito Ali al Salem, dove un grosso incendio sarebbe stato rilevato anche da satellite, probabilmente in corrispondenza di serbatoi di carburante. Lo stesso autore, gi\u00e0 il 28 febbraio e il 4 marzo, aveva documentato strike sulla base e danni ad aree collegate alle comunicazioni e a infrastrutture militari. <strong>Non tutte queste informazioni hanno, al momento, una conferma indipendente di pari livello da parte di agenzie internazionali; ma nel loro insieme rafforzano il quadro di una base entrata stabilmente nel ciclo di bersagli della rappresaglia iraniana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/231951434-5d5a5054-ed82-48d9-886d-57ea649ef916.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" title=\"Iran: Prevedibilit\u00e0 USA e Sorpresa Europea\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/231951434-5d5a5054-ed82-48d9-886d-57ea649ef916.jpg\" alt=\"Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno\" class=\"wp-image-14240 webpexpress-processed\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Massacro Iran: Come gli USA Attaccheranno<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Qui sta il cuore del problema. Se gli Stati Uniti hanno agito secondo una logica visibile \u2014 accumulo di forze, messaggi politici, preparazione del teatro, poi impiego \u2014 <strong>l\u2019Europa ha mostrato una logica opposta: non prevenzione, ma inseguimento degli eventi<\/strong>. Londra ha rafforzato Cipro dopo il colpo. Atene \u00e8 intervenuta dopo Akrotiri. Parigi ha ridiretto la <em>Charles de Gaulle<\/em> dopo l\u2019escalation. Roma ha disposto il trasferimento di gran parte del contingente dopo che Ali al Salem era gi\u00e0 finita ripetutamente sotto attacco. <strong>Non \u00e8 tanto una smentita delle capacit\u00e0 militari europee, quanto un segnale di insufficiente lettura politico-strategica della traiettoria della crisi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire che \u201cl\u2019intelligence europea ha dormito\u201d \u00e8 una formula dura, ma coglie almeno una parte del punto. Forse non ha dormito l\u2019intelligence tecnica; <strong>pi\u00f9 probabilmente hanno dormito la sintesi politico-strategica e la capacit\u00e0 di tradurre gli indicatori in posture operative tempestive<\/strong>. Perch\u00e9 gli indicatori c\u2019erano tutti: <strong>il doppio gruppo portaerei Usa, la militarizzazione progressiva del teatro, l\u2019anticipata vulnerabilit\u00e0 delle basi occidentali nel Golfo e nel Mediterraneo orientale, la prevedibile scelta iraniana di colpire in profondit\u00e0 le infrastrutture alleate<\/strong>. In guerra, spesso, la sorpresa non nasce dall\u2019assenza di segnali, ma dall\u2019incapacit\u00e0 di crederci fino in fondo. <strong>Ed \u00e8 precisamente questa, oggi, la sorpresa europea<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019Italia la lezione \u00e8 immediata. Quando un alleato maggiore concentra un dispositivo offensivo di quella portata in un teatro dove noi abbiamo uomini, aerei e basi di appoggio, <strong>non possiamo limitarci a sperare che la deterrenza regga<\/strong>. Dobbiamo ragionare <strong>come se l\u2019impiego fosse probabile, non come se fosse un\u2019ipotesi remota<\/strong>. <strong>Ali al Salem dimostra che il costo dell\u2019errore di previsione non \u00e8 teorico: riguarda la sicurezza del personale, la continuit\u00e0 operativa e la credibilit\u00e0 stessa della nostra postura nella regione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vera sorpresa, in questa crisi, non \u00e8 l\u2019azione americana. Semmai \u00e8 la sorpresa europea. 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