{"id":29471,"date":"2026-02-25T13:11:43","date_gmt":"2026-02-25T12:11:43","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=29471"},"modified":"2026-02-25T13:11:45","modified_gmt":"2026-02-25T12:11:45","slug":"dagli-arditi-alle-forze-speciali-moderne-una-storia-tutta-italiana-parte-i-le-origini-e-la-prima-guerra-mondiale-1914-1918","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/dagli-arditi-alle-forze-speciali-moderne-una-storia-tutta-italiana-parte-i-le-origini-e-la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/","title":{"rendered":"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)"},"content":{"rendered":"<p>L'<strong>Italy<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato il&nbsp;<strong>primo Paese al mondo<\/strong>&nbsp;a sperimentare&nbsp;<strong>unit\u00e0 militari d\u2019\u00e9lite<\/strong>, pioniere di&nbsp;<strong>tattiche innovative<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>mezzi d\u2019assalto<\/strong>&nbsp;mai visti prima:&nbsp;<strong>per terra con gli Arditi<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>per mare con le audaci flottiglie MAS<\/strong>&nbsp;della Regia Marina. Fin dalle loro origini, queste unit\u00e0 hanno incarnato il&nbsp;<strong>courage<\/strong>&nbsp;e la capacit\u00e0 di anticipare nuove modalit\u00e0 operative, creando una tradizione destinata a ispirare le moderne&nbsp;<strong>Special Forces<\/strong>&nbsp;from all over the world.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 l\u2019<strong>roman army<\/strong>&nbsp;impiegava reparti speciali, come gli&nbsp;<strong>Exploratores<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>Speculatores<\/strong>, dedicati a missioni di esplorazione e ricognizione. Si trattava di soldati addestrati per operazioni avanzate, in parte assimilabili alle moderne unit\u00e0 di ricognizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, per incontrare vere formazioni concepite con una strategia fondata sull\u2019<strong>audacia<\/strong>, on the&nbsp;<strong>sorpresa<\/strong>&nbsp;e sulla&nbsp;<strong>rottura degli schemi convenzionali<\/strong>, bisogna arrivare agli inizi del&nbsp;<strong>XX secolo<\/strong>&nbsp;con la nascita degli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A&nbsp;<strong>storia tutta italiana<\/strong>, che segner\u00e0 un percorso destinato a trasformare per sempre il modo di affrontare i conflitti, introducendo un&nbsp;<strong>modus operandi<\/strong>&nbsp;mirato ad aprire&nbsp;<strong>asymmetric scenarios<\/strong>&nbsp;e a sperimentare&nbsp;<strong>unconventional fighting techniques<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The first Incursors in history: the Arditis<\/h2>\n\n\n\n<p>At the beginning of the&nbsp;<strong>Novecento<\/strong>, il mondo militare avvertiva con urgenza la necessit\u00e0 di&nbsp;<strong>innovare le tattiche d\u2019assalto<\/strong>&nbsp;per affrontare una guerra sempre pi\u00f9 moderna e complessa. La svolta arriv\u00f2 nel&nbsp;<strong>1917<\/strong>, nel pieno della&nbsp;<strong>World War I<\/strong>, quando nacquero ufficialmente le prime&nbsp;<strong>Italian special forces<\/strong>: the&nbsp;<strong>unit\u00e0 d\u2019assalto del Regio Esercito<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi reparti, concepiti per&nbsp;<strong>azioni di rottura delle linee nemiche<\/strong>, rappresentavano una&nbsp;<strong>novit\u00e0 assoluta<\/strong>&nbsp;sul piano strategico. Non erano semplici fanti, ma&nbsp;<strong>soldati scelti<\/strong>, caratterizzati da un&nbsp;<strong>addestramento specifico<\/strong>&nbsp;e da un&nbsp;<strong>equipaggiamento leggero<\/strong>&nbsp;che li rendeva estremamente&nbsp;<strong>mobili<\/strong>&nbsp;e particolarmente efficaci negli&nbsp;<strong>scontri corpo a corpo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano i&nbsp;<strong>leggendari Arditi<\/strong>, specialit\u00e0 dell\u2019arma di fanteria del&nbsp;<strong>Regio Esercito<\/strong>, organizzati in&nbsp;<strong>reparti autonomi<\/strong>&nbsp;con funzioni operative innovative. La loro natura&nbsp;<strong>\u201casimmetrica\u201d<\/strong>&nbsp;consentiva di influenzare le battaglie con&nbsp;<strong>interventi rapidi e mirati<\/strong>, spesso condotti nell\u2019ombra, sostituendo la&nbsp;<strong>forza bruta<\/strong>&nbsp;with&nbsp;<strong>discrezione<\/strong>,&nbsp;<strong>sorpresa<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>superiorit\u00e0 addestrativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"682\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-1000x682.jpg-1-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29473\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-1000x682.jpg-1-1.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-1000x682.jpg-1-1-300x205.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-1000x682.jpg-1-1-768x524.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-1000x682.jpg-1-1-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli Arditi rappresentano i precursori delle attuali forze speciali italiane \u2013 Copyright Esercito Italiano<br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Gli Arditi erano addestrati a penetrare le linee nemiche e a compiere atti di sabotaggio con rapidit\u00e0 e coordinazione, sfruttando l\u2019elemento sorpresa come arma principale delle loro incursioni. Equipaggiati con pugnali, petardi e pistole mitragliatrici leggere, erano considerati l\u2019\u00e9lite del Regio Esercito e venivano impiegati in missioni ad altissimo rischio, spesso caratterizzate da perdite elevatissime.<br>A differenza dei reparti di fanteria tradizionali, il loro obiettivo non era semplicemente la conquista di posizioni, ma l\u2019inflizione di danni significativi e la destabilizzazione delle forze nemiche, aprendo cos\u00ec la strada all\u2019avanzata delle linee italiane.<\/pre>\n\n\n\n<p>Il primo&nbsp;<strong>centro di addestramento<\/strong>&nbsp;fu istituito a&nbsp;<strong>Sdricca of Manzano<\/strong>, vicino Udine. Qui gli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;venivano preparati nelle&nbsp;<strong>tecniche di combattimento corpo a corpo<\/strong>, in the<strong>assalto rapido<\/strong>&nbsp;e in un percorso formativo che li temprava non solo&nbsp;<strong>fisicamente<\/strong>&nbsp;ma anche&nbsp;<strong>psicologicamente<\/strong>, affinch\u00e9 fossero pronti a missioni che richiedevano&nbsp;<strong>courage<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>determinazione assoluti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, anche la&nbsp;<strong>Regia Marina<\/strong>&nbsp;svilupp\u00f2 i propri reparti di&nbsp;<strong>raiders<\/strong>, i cosiddetti&nbsp;<strong>gruppi di incursione marittima<\/strong>, composti da specialisti in&nbsp;<strong>attacchi subacquei<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>azioni di sabotaggio<\/strong>. Questi uomini utilizzavano&nbsp;<strong>imbarcazioni leggere<\/strong>, come i&nbsp;<strong>MAS (Silent Armed Motorboats)<\/strong>, e i celebri&nbsp;<strong>\u201cmaiali\u201d<\/strong>, siluri modificati e pilotati da operatori addestrati, con i quali colpivano direttamente le unit\u00e0 navali nemiche. Le loro missioni, spesso condotte in&nbsp;<strong>totale isolamento<\/strong>, erano caratterizzate da un\u2019<strong>audacia straordinaria<\/strong>&nbsp;e da un&nbsp;<strong>altissimo livello di rischio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli&nbsp;<strong>incursori marittimi<\/strong>&nbsp;non mancarono episodi celebri, che videro protagonisti&nbsp;<strong>uomini coraggiosi<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>mezzi tecnologicamente innovativi<\/strong>. Queste azioni segnarono il debutto delle prime vere&nbsp;<strong>missioni di assalto subacqueo<\/strong>&nbsp;della storia italiana e posero le basi per la nascita delle future&nbsp;<strong>unit\u00e0 di forze speciali navali<\/strong>&nbsp;of&nbsp;<strong>Navy&nbsp;<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Experiments before 1917<\/h2>\n\n\n\n<p>Ancor prima della nascita ufficiale degli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>, the&nbsp;<strong>Regio Esercito<\/strong>&nbsp;aveva gi\u00e0 avviato alcuni tentativi di sviluppare&nbsp;<strong>unit\u00e0 speciali<\/strong>. In&nbsp;<strong>1914<\/strong>&nbsp;vennero creati i&nbsp;<strong>Gruppi di Esploratori<\/strong>, soldati addestrati ad&nbsp;<strong>agire dietro le linee nemiche<\/strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>sabotarne le difese<\/strong>. Vestiti interamente di&nbsp;<strong>nero<\/strong>&nbsp;per favorire la mimetizzazione, erano impiegati soprattutto in&nbsp;<strong>missioni esplorative<\/strong>&nbsp;and in the&nbsp;<strong>taglio dei reticolati avversari<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra anticipazione degli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;furono le cosiddette&nbsp;<strong>Companies of Death<\/strong>, costituite da&nbsp;<strong>pattuglie speciali di fanteria e del genio<\/strong>. Questi uomini erano dotati di&nbsp;<strong>corazze<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>caschi protettivi<\/strong>, spesso del modello&nbsp;<strong>\u201cFarina\u201d<\/strong>, e addestrati per operazioni ad&nbsp;<strong>altissimo rischio<\/strong>, come il&nbsp;<strong>brillamento degli ostacoli<\/strong>&nbsp;and the<strong>apertura di varchi nei reticolati<\/strong>&nbsp;sotto il fuoco nemico.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Nel 1916, il Comando Supremo stabil\u00ec che la qualifica di \u201cmilitare ardito\u201d dovesse essere attribuita ai soldati che si distinguevano per coraggio e determinazione. Fu per\u00f2 posto il divieto esplicito di costituire reparti speciali permanenti. Come riconoscimento venne assegnato un distintivo: il monogramma reale \u201cVE\u201d (Vittorio Emanuele), da portare sul braccio sinistro, concepito come segno d\u2019onore e simbolo di esempio per tutti gli altri militari. Questo emblema, pi\u00f9 che un semplice ornamento, segn\u00f2 la nascita del termine \u201cArdito\u201d nell\u2019immaginario collettivo, preparando il terreno alla creazione dei futuri reparti d\u2019assalto.<\/pre>\n\n\n\n<p>La nascita degli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;non fu un evento isolato, ma il risultato di una&nbsp;<strong>progressiva evoluzione delle tattiche<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>esigenze operative<\/strong>&nbsp;maturate durante la Grande Guerra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"542\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-avolio-1000x542.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29475\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-avolio-1000x542.jpg-1.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-avolio-1000x542.jpg-1-300x163.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-avolio-1000x542.jpg-1-768x416.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-avolio-1000x542.jpg-1-18x10.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Gli arditi della Brigata Bologna al comando del Ten. Arturo Avolio \u2013 \u2013 Free Copyright Creative Commons Wikipedia<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">First deployment in the Battle of Gorizia<\/h2>\n\n\n\n<p>Il primo impiego dei cosiddetti&nbsp;<strong>\u201cplotoni speciali\u201d<\/strong>&nbsp;risale all\u2019<strong>agosto del 1916<\/strong>during the&nbsp;<strong>Battaglia di Gorizia<\/strong>, negli scontri tra la&nbsp;<strong>Lambro Brigade<\/strong>&nbsp;and the<strong>esercito austro-ungarico<\/strong>&nbsp;at&nbsp;<strong>quota 188<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>Dosso del Bosniaco<\/strong>. Tuttavia, a causa dell\u2019<strong>imprecisione dei rapporti ufficiali<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>difficolt\u00e0 del terreno<\/strong>&nbsp;\u2013 disseminato di&nbsp;<strong>reticolati<\/strong>&nbsp;e sottoposto al&nbsp;<strong>fuoco intenso dell\u2019artiglieria austriaca<\/strong>&nbsp;\u2013 risulta difficile stabilire con certezza l\u2019efficacia concreta di questi reparti sull\u2019esito dello scontro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 comunque probabile che venissero impiegati come&nbsp;<strong>unit\u00e0 di rottura<\/strong>&nbsp;nelle posizioni indicate e come&nbsp;<strong>reparti esploranti<\/strong>&nbsp;una volta superata la linea di Gorizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriori azioni significative si verificarono l\u2019<strong>11 February 1917<\/strong>, quando&nbsp;<strong>due plotoni<\/strong>&nbsp;riconquistarono la&nbsp;<strong>trincea del saliente di Casa dei Pini<\/strong>, persa due giorni prima dal&nbsp;<strong>206\u00ba Battaglione della Brigata Lambro<\/strong>. The&nbsp;<strong>26 February<\/strong>, invece, un altro&nbsp;<strong>plotone<\/strong>&nbsp;irruppe in una&nbsp;<strong>trincea nei pressi di Belpoggio<\/strong>managing to win her over.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Major Giuseppe Bassi's innovations<\/h2>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<strong>1917<\/strong>, sulla base delle proposte di alcuni&nbsp;<strong>generali<\/strong>&nbsp;consapevoli della necessit\u00e0 di superare la strategia tradizionale dell\u2019<strong>assalto frontale supportato dall\u2019artiglieria<\/strong>, e grazie all\u2019iniziativa di&nbsp;<strong>giovani ufficiali<\/strong>&nbsp;insoddisfatti della&nbsp;<strong>stasi<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>carneficina della guerra di trincea<\/strong>, venne sperimentata un\u2019<strong>unit\u00e0 speciale<\/strong>&nbsp;at the&nbsp;<strong>48\u00aa Divisione dell\u2019VIII Corpo d\u2019Armata<\/strong>. Questa formazione fu affidata al comando del&nbsp;<strong>Maggiore Giuseppe Bassi<\/strong>, affiancato dal&nbsp;<strong>Sergeant Giuseppe Longoni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Bassi redasse una&nbsp;<strong>nota innovativa<\/strong>&nbsp;sull\u2019impiego delle&nbsp;<strong>pistole mitragliatrici Fiat Mod. 15\/OVP (Officine Villar Perosa)<\/strong>, proponendo modifiche tecniche di grande rilievo: la&nbsp;<strong>rimozione dello scudo protettivo<\/strong>, l'<strong>introduzione di un bipode leggero<\/strong>&nbsp;e una&nbsp;<strong>guida per facilitare la sostituzione dei caricatori<\/strong>&nbsp;anche al buio e in pieno combattimento. La sua proposta non si limitava agli aspetti tecnici, ma includeva una&nbsp;<strong>nuova dottrina d\u2019impiego<\/strong>, che ottimizzava le&nbsp;<strong>sezioni mitragliatrici<\/strong>&nbsp;e definiva l\u2019<strong>equipaggiamento ideale<\/strong>&nbsp;per le unit\u00e0:&nbsp;<strong>pugnali<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>petardi<\/strong>&nbsp;accanto a&nbsp;<strong>moschetti<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>pistole a tamburo<\/strong>, per aumentare l\u2019<strong>aggressivit\u00e0<\/strong>&nbsp;and the<strong>effectiveness<\/strong>&nbsp;dei soldati in azione.<\/p>\n\n\n\n<p>La relazione, inoltrata al&nbsp;<strong>General Gaetano Giardino<\/strong>&nbsp;nel novembre 1916, ottenne il suo plauso e venne quindi trasmessa al&nbsp;<strong>General Grazioli<\/strong>&nbsp;per un esame superiore. Comandante della&nbsp;<strong>Lambro Brigade<\/strong>, Grazioli adatt\u00f2 probabilmente quelle note alle proprie riflessioni sui&nbsp;<strong>plotoni speciali<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>7 March 1917<\/strong>&nbsp;emise una&nbsp;<strong>direttiva<\/strong>&nbsp;ai comandanti di reggimento, disponendo la creazione di&nbsp;<strong>reparti d\u2019attacco<\/strong>&nbsp;specializzati in&nbsp;<strong>incursioni a sorpresa<\/strong>,&nbsp;<strong>colpi di mano<\/strong>,&nbsp;<strong>contrattacchi improvvisi<\/strong>&nbsp;e operazioni non previste dalla fanteria convenzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>The&nbsp;<strong>14 marzo 1917<\/strong>, the&nbsp;<strong>Comando Supremo italiano<\/strong>&nbsp;venne informato della costituzione di&nbsp;<strong>unit\u00e0 speciali<\/strong>&nbsp;anche nell\u2019<strong>esercito austro-ungarico<\/strong>, while the<strong>esercito tedesco<\/strong>&nbsp;aveva gi\u00e0 introdotto il concetto delle truppe d\u2019\u00e9lite, le&nbsp;<strong>Sto\u00dftruppen<\/strong>, mediamente meglio addestrate rispetto ai reparti ordinari. Tuttavia, gli&nbsp;<strong>Arditi italiani<\/strong>&nbsp;non furono una semplice&nbsp;<strong>imitazione<\/strong>&nbsp;di tedeschi e austriaci: a differenza delle controparti, si costituirono come&nbsp;<strong>unit\u00e0 autonome<\/strong>, con una propria&nbsp;<strong>identit\u00e0<\/strong>&nbsp;e una propria&nbsp;<strong>missione<\/strong>, non limitandosi a svolgere funzioni di supporto alla fanteria. Gli esperimenti del&nbsp;<strong>Regio Esercito<\/strong>&nbsp;in questa direzione, nati&nbsp;<strong>prima ancora di conoscere nei dettagli le esperienze straniere<\/strong>, furono decisivi nell\u2019<strong>accelerare il progetto<\/strong>&nbsp;di istituire ufficialmente i&nbsp;<strong>reparti speciali italiani<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">Dopo aver assistito a un\u2019esercitazione condotta dal Maggiore Bassi, il Generale Luigi Cadorna comprese il potenziale delle nuove tattiche e diede il via libera alla creazione degli Arditi, emanando una circolare con linee guida precise per la costituzione di reparti speciali. Il 29 luglio 1917, il Re Vittorio Emanuele III ufficializz\u00f2 la nascita dei Reparti d\u2019Assalto, sancendo l\u2019ingresso dell\u2019Italia nell\u2019era moderna delle forze speciali.<\/pre>\n\n\n\n<p>Grazie a questo&nbsp;<strong>approccio innovativo<\/strong>, the&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;vennero impiegati con successo nelle&nbsp;<strong>battaglie sul fronte italiano<\/strong>, distinguendosi per il loro&nbsp;<strong>courage<\/strong>&nbsp;e per l\u2019<strong>abilit\u00e0 di infiltrarsi<\/strong>&nbsp;in profondit\u00e0 nelle&nbsp;<strong>linee nemiche<\/strong>, colpendo con&nbsp;<strong>rapidit\u00e0<\/strong>&nbsp;and&nbsp;<strong>effectiveness<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The baptism of fire and Mount San Gabriele<\/h2>\n\n\n\n<p>I nuovi&nbsp;<strong>Reparti d\u2019Assalto<\/strong>&nbsp;ebbero il loro&nbsp;<strong>battesimo del fuoco<\/strong>&nbsp;during the<strong>Undicesima Battaglia dell\u2019Isonzo<\/strong>, in the<strong>agosto 1917<\/strong>, quando furono impiegati per&nbsp;<strong>sfondare le posizioni austro-ungariche<\/strong>&nbsp;sull\u2019<strong>altopiano della Bainsizza<\/strong>. The&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;si distinsero per le loro&nbsp;<strong>azioni audaci<\/strong>&nbsp;e per la capacit\u00e0 di&nbsp;<strong>infiltrarsi nelle linee nemiche<\/strong>, riuscendo a&nbsp;<strong>spezzare le difese avversarie<\/strong>&nbsp;e a conquistare posizioni strategiche come il&nbsp;<strong>Monte San Gabriele<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>The&nbsp;<strong>Monte San Gabriele<\/strong>, fortificato e ritenuto quasi&nbsp;<strong>inespugnabile<\/strong>, fu il teatro di una delle loro operazioni pi\u00f9 celebri. All\u2019alba del&nbsp;<strong>4 September 1917<\/strong>, the&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;si lanciarono all\u2019assalto della vetta, sorprendendo un&nbsp;<strong>nemico impreparato<\/strong>&nbsp;al loro arrivo. Con&nbsp;<strong>bombe a mano<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>lanciafiamme<\/strong>, travolsero le difese austro-ungariche e aprirono la strada all\u2019avanzata delle truppe italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo successo consegn\u00f2 loro&nbsp;<strong>fama<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>riconoscimenti<\/strong>, consolidando definitivamente il ruolo degli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;such as&nbsp;<strong>forza d\u2019\u00e9lite del Regio Esercito<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-665x1024.jpg.webp 665w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-195x300.jpg.webp 195w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-768x1183.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-997x1536.jpg.webp 997w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-8x12.jpg.webp 8w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto.jpg.webp 1200w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" width=\"665\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-665x1024.jpg\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29476 webpexpress-processed\" style=\"width:1200px\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-665x1024.jpg 665w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-195x300.jpg 195w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-768x1183.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-997x1536.jpg 997w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto-8x12.jpg 8w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-donne-manifesto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifesto di propaganda degli Arditi, prima guerra mondiale \u2013 Museo storico italiano della guerra<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The conquest of the Col Moschin<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla fine della&nbsp;<strong>primavera del 1918<\/strong>, con l\u2019<strong>estate<\/strong>&nbsp;ormai alle porte, le&nbsp;<strong>forze austro-ungariche<\/strong>&nbsp;tentarono un nuovo, disperato&nbsp;<strong>assalto<\/strong>&nbsp;per spezzare le&nbsp;<strong>difese italiane<\/strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>massiccio del Grappa<\/strong>. L\u2019obiettivo era penetrare nelle&nbsp;<strong>valli del Brenta e del Piave<\/strong>, aggirando lo schieramento italiano lungo il corso del fiume. Il piano prevedeva un\u2019<strong>offensiva strategica<\/strong>&nbsp;volta ad aggirare la&nbsp;<strong>Cima Grappa<\/strong>, fulcro del dispositivo difensivo, con uno&nbsp;<strong>sfondamento simultaneo<\/strong>&nbsp;sui lati&nbsp;<strong>occidentale<\/strong>&nbsp;and&nbsp;<strong>orientale<\/strong>&nbsp;del complesso montuoso. L\u2019operazione fu affidata all\u2019<strong>XI Armata del generale Scheuschenstuel<\/strong>, rinforzata da nuove truppe e sostenuta da un intenso&nbsp;<strong>fuoco di artiglieria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>At&nbsp;<strong>3 del mattino del 15 giugno<\/strong>, un violento&nbsp;<strong>bombardamento<\/strong>&nbsp;apr\u00ec l\u2019offensiva. L\u2019<strong>artiglieria italiana<\/strong>&nbsp;rispose prontamente, contenendo in parte la pressione sul settore orientale, ma alle&nbsp;<strong>8 a.m.<\/strong>&nbsp;the&nbsp;<strong>fanteria austriaca<\/strong>&nbsp;lanci\u00f2 l\u2019attacco. I successi maggiori si registrarono sul&nbsp;<strong>versante occidentale<\/strong>, dove le cime che difendevano il fianco del Brenta cedettero rapidamente: caddero il&nbsp;<strong>Col del Miglio<\/strong>, the&nbsp;<strong>Col Fenilon<\/strong>, the&nbsp;<strong>Col Fagheron<\/strong>&nbsp;e lo stesso&nbsp;<strong>Col Moschin<\/strong>. In poche ore, le&nbsp;<strong>difese italiane sul Grappa<\/strong>&nbsp;erano sull\u2019orlo del collasso, aprendo agli austriaci un potenziale accesso diretto alla&nbsp;<strong>pianura veneta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>The&nbsp;<strong>austro-ungarici<\/strong>, vicini a una vittoria decisiva, avrebbero dovuto rinnovare immediatamente l\u2019offensiva per consolidare i guadagni, ma le loro&nbsp;<strong>riserve<\/strong>&nbsp;erano ormai quasi esaurite. Nel frattempo, la&nbsp;<strong>reazione italiana<\/strong>&nbsp;non si fece attendere: un intenso&nbsp;<strong>fuoco d\u2019artiglieria<\/strong>&nbsp;colp\u00ec le posizioni appena conquistate, ostacolando l\u2019afflusso di rinforzi. Nel&nbsp;<strong>primo pomeriggio<\/strong>, the&nbsp;<strong>9th Assault Department<\/strong>, composto da poco pi\u00f9 di&nbsp;<strong>600 uomini<\/strong>&nbsp;e gi\u00e0 allertato in previsione dell\u2019attacco, pass\u00f2 al&nbsp;<strong>contrattacco<\/strong>. In poche ore riconquist\u00f2 il&nbsp;<strong>Col Fagheron<\/strong>&nbsp;e, alle&nbsp;<strong>22<\/strong>, riprese anche il&nbsp;<strong>Col Fenilon<\/strong>, con l\u2019appoggio di&nbsp;<strong>due battaglioni del 91\u00ba Reggimento di Fanteria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Restava per\u00f2 da riprendere la posizione pi\u00f9 importante: il&nbsp;<strong>Col Moschin<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">All\u2019alba del 16 giugno 1918, il IX Reparto d\u2019Assalto sferr\u00f2 un attacco fulmineo e, in appena dieci minuti, riconquist\u00f2 il Col Moschin, strappandolo agli austro-ungarici. L\u2019azione port\u00f2 alla cattura di circa 300 prigionieri, tra cui 17 ufficiali, e alla conquista di 25 mitragliatrici. In sole ventiquattro ore, l\u2019offensiva nemica era stata completamente neutralizzata. In segno di riconoscenza per quell\u2019eroica impresa, la citt\u00e0 di Roma fece erigere sul Col Moschin un monumento commemorativo, utilizzando un\u2019antica colonna romana.<\/pre>\n\n\n\n<p>Il successo del&nbsp;<strong>9th Assault Department<\/strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>Col Moschin<\/strong>&nbsp;fu completo e con&nbsp;<strong>perdite relativamente contenute<\/strong>, grazie a una manovra condotta in condizioni favorevoli: il&nbsp;<strong>nemico<\/strong>, ormai esausto e fiaccato dal&nbsp;<strong>fuoco dell\u2019artiglieria italiana<\/strong>, venne travolto con risolutezza da un&nbsp;<strong>reparto motivato<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>altamente addestrato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi giorni dopo, per\u00f2, il&nbsp;<strong>24 giugno 1918<\/strong>, the&nbsp;<strong>IX Reparto<\/strong>&nbsp;fu nuovamente chiamato all\u2019azione per riconquistare un&nbsp;<strong>caposaldo austriaco sull\u2019Asolone<\/strong>. In questa occasione il&nbsp;<strong>fuoco preparatorio dell\u2019artiglieria<\/strong>&nbsp;risult\u00f2 meno efficace, e la riconquista dell\u2019altura cost\u00f2 agli&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>tributo di sangue altissimo<\/strong>. La posizione fu presa, ma solo temporaneamente: un immediato&nbsp;<strong>contrattacco nemico<\/strong>&nbsp;riusc\u00ec infatti a sopraffare le forze italiane, ormai stremate. Le&nbsp;<strong>perdite<\/strong>&nbsp;furono gravissime, quasi il&nbsp;<strong>50% degli effettivi<\/strong>: caddero&nbsp;<strong>19 ufficiali<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>305 Arditi<\/strong>, dimostrando come gli&nbsp;<strong>alti comandi italiani<\/strong>&nbsp;non avessero ancora compreso appieno come impiegare al meglio le&nbsp;<strong>straordinarie capacit\u00e0 combattive<\/strong>&nbsp;di questi reparti.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente, tra il&nbsp;<strong>24 October<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>4 November 1918<\/strong>, the&nbsp;<strong>Arditi<\/strong>&nbsp;furono ancora protagonisti, contribuendo in maniera decisiva allo&nbsp;<strong>sfondamento della linea del Piave<\/strong>, che port\u00f2 alla&nbsp;<strong>vittoria finale sugli eserciti austro-ungarici<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>conclusione vittoriosa del conflitto per l\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-monte-corno-1000x666.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29479\" style=\"width:1200px\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-monte-corno-1000x666.jpg-1.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-monte-corno-1000x666.jpg-1-300x200.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-monte-corno-1000x666.jpg-1-768x511.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/arditi-monte-corno-1000x666.jpg-1-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Carlo Sabatini e i suoi Arditi del V reparto di assalto appena decorati dopo l\u2019azione sul Monte Corno del 13 maggio 1918 \u2013 Copyright Ministero dei Beni Culturali, foto Luigi Marzocchi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione dei Reparti d\u2019Assalto (Prima Guerra Mondiale)<\/h2>\n\n\n\n<p>La forza complessiva era di&nbsp;<strong>735 militari<\/strong>, suddivisi in tre compagnie da circa 200 uomini ciascuna, con una struttura che ricorda l\u2019organizzazione dei moderni distaccamenti di forze speciali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Struttura operativa<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>I Plotone d\u2019Attacco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I Squadra d\u2019Assalto: un pugnale e venti bombe a mano ciascuno<\/li>\n\n\n\n<li>II Squadra d\u2019Attacco: un pugnale, venti bombe a mano ciascuno + una pistola mitragliatrice\u00a0<strong>Villar Perosa cal. 9 Glisenti<\/strong>\u00a0(\u201cPernacchia\u201d) con 10.000 cartucce<\/li>\n\n\n\n<li>III Squadra d\u2019Attacco: come la II<\/li>\n\n\n\n<li>IV Squadra d\u2019Attacco: un pugnale e venti bombe a mano ciascuno<\/li>\n\n\n\n<li>Coppia di Munizionamento: due militari con quattro bisacce contenenti 150 bombe a mano ciascuna<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>II Plotone d\u2019Attacco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Struttura analoga al I Plotone, con quattro squadre d\u2019attacco (tre dotate di Villar Perosa) e una coppia di munizionamento.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>III Plotone d\u2019Attacco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Identico schema organizzativo dei precedenti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>IV Plotone d\u2019Attacco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Medesima struttura con quattro squadre e una coppia di munizionamento.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>V Specialist Platoon<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I Squadra Mitraglieri: due mitragliatrici pesanti con 20.000 cartucce<\/li>\n\n\n\n<li>II Guastatorial Squad<\/li>\n\n\n\n<li>III Signal Team<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>VI Flamethrower Platoon<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Complements Company<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Circa 135 militari, ciascuno armato con un pugnale, quattro bombe a mano e un moschetto con 71 cartucce.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Platoon Specialists<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I Squadra Mitraglieri: due mitragliatrici pesanti con 20.000 cartucce<\/li>\n\n\n\n<li>II Squadra Cannonieri: due cannoni da 65\/17<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Organizzazione interna delle squadre<\/h3>\n\n\n\n<p>Ogni squadra d\u2019attacco o d\u2019assalto era suddivisa in&nbsp;<strong>5-6 coppie<\/strong>, per un organico di circa&nbsp;<strong>12 uomini<\/strong>, una configurazione sorprendentemente simile a quella dei moderni distaccamenti delle forze speciali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The first military parachutist in history: Lieutenant Alessandro Tandura<\/h2>\n\n\n\n<p>Un momento cruciale per le forze speciali italiane, e pi\u00f9 in generale per la storia militare mondiale, fu rappresentato dal&nbsp;<strong>Lieutenant Alessandro Tandura<\/strong>, primo paracadutista al mondo ad eseguire un lancio in azione di guerra. La missione ebbe luogo nella notte tra l\u2019<strong>8 and 9 August 1918<\/strong>, quando Tandura si lanci\u00f2 da un aereo&nbsp;<strong>Savoia-Pomilio SP.4<\/strong>&nbsp;oltre le linee nemiche nel Veneto, grazie al supporto dei piloti britannici&nbsp;<strong>William George Barker<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>William Wedgwood Benn<\/strong>&nbsp;della Royal Air Force. L\u2019impresa costitu\u00ec un evento pionieristico nell\u2019impiego dei paracadutisti in operazioni militari e gett\u00f2 le basi per lo sviluppo delle future unit\u00e0 aviotrasportate italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tale gesto, il Tenente Tandura fu insignito della&nbsp;<strong>Gold Medal for Military Valour<\/strong>&nbsp;on the following grounds:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Animato dal pi\u00f9 ardente amor di patria, si offriva per compiere una missione estremamente rischiosa: da un aeroplano in volo, si faceva lanciare con un paracadute al di l\u00e0 delle linee nemiche nel Veneto invaso, dove, con alacre intelligenza e indomito sprezzo di ogni pericolo, raccoglieva nuclei di Ufficiali e soldati nostri dispersi, e, animandoli con il proprio coraggio e con la propria fede, costituiva con essi un servizio d\u2019informazioni che riusc\u00ec di preziosissimo ausilio alle operazioni. Due volte arrestato e due volte sfuggito, dopo tre mesi di audacie leggendarie, integrava l\u2019avveduta e feconda opera sua, ponendosi arditamente alla testa delle sue schiere di ribelli e con esse insorgendo nel movimento cui si delineava la ritirata nemica, ed agevolando cos\u00ec l\u2019avanzata vittoriosa delle nostre truppe. Fulgido esempio di abnegazione, di cosciente coraggio e di generosa intera dedizione di tutto s\u00e9 stesso alla Patria.<br>(Piave \u2013 Vittorio Veneto, agosto \u2013 ottobre 1918)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1.jpg.webp 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1-300x167.jpg.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1-768x428.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1-18x10.jpg.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" type=\"image\/webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"571\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1.jpg\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29480 webpexpress-processed\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1.jpg 1024w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1-300x167.jpg 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1-768x428.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/tandura2-1024x571-1-18x10.jpg 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Tenente Alessandro Tandura (a sinistra), primo paracadutista al mondo in azione di guerra, e lo schema del velivolo Savoia-Pomilio SP.4 (a destra) con i sistemi predisposti per il lancio: sedile a botola, paracadute e postazione dell\u2019osservatore.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A few days later, the second launch was also carried out by&nbsp;<strong>Pier Arrigo Barnaba<\/strong>, Lieutenant of the Green Flames, the Arditi of the Alpini. He was the first Alpine Parachutist in history.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">In futuro, paracadutismo e forze speciali saranno concetti inscindibili, uniti dalla stessa vocazione all\u2019azione rapida e decisiva. Nel dopoguerra, molte nazioni hanno istituito reparti paracadutisti, e ancora oggi il brevetto da paracadutista rappresenta un requisito fondamentale per gli operatori delle forze speciali.<\/pre>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le Flottiglie MAS<\/h2>\n\n\n\n<p>Le&nbsp;<strong>MAS Flotillas<\/strong>&nbsp;rappresentarono i&nbsp;<strong>precursori delle forze speciali della Marina Italiana<\/strong>. Inquadrati nella&nbsp;<strong>Regia Marina<\/strong>, hanno una&nbsp;<strong>storia operativa<\/strong>&nbsp;che affonda le radici nella&nbsp;<strong>World War I<\/strong>&nbsp;e si estende fino alla&nbsp;<strong>World War II<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste unit\u00e0 erano costituite dai&nbsp;<strong>Torpedo Armed Motorboats (MAS)<\/strong>, progettati per condurre&nbsp;<strong>attacchi rapidi e fulminei<\/strong>&nbsp;contro la marina nemica. I&nbsp;<strong>MAS<\/strong>&nbsp;iniziarono a distinguersi gi\u00e0 durante la&nbsp;<strong>Grande Guerra<\/strong>, infliggendo&nbsp;<strong>pesanti perdite<\/strong>&nbsp;at&nbsp;<strong>flotta austro-ungarica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<strong>Secondo conflitto mondiale<\/strong>, le loro operazioni si ampliarono ulteriormente grazie al supporto dei&nbsp;<strong>reparti d\u2019incursori<\/strong>&nbsp;e, con la nascita della&nbsp;<strong>Repubblica Sociale Italiana<\/strong>, anche di unit\u00e0 di&nbsp;<strong>fanteria di marina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"378\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/flottiglia-mas2-1000x378.jpg-3.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29481\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/flottiglia-mas2-1000x378.jpg-3.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/flottiglia-mas2-1000x378.jpg-3-300x113.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/flottiglia-mas2-1000x378.jpg-3-768x290.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/flottiglia-mas2-1000x378.jpg-3-18x7.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Coppia di MAS in esercitazione (1918) \u2013 Copyright Marina Militare Italiana<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origins<\/h2>\n\n\n\n<p>I primi&nbsp;<strong>MAS<\/strong>&nbsp;furono sviluppati durante la fase iniziale della&nbsp;<strong>World War I<\/strong>, a partire dal progetto elaborato dal cantiere veneziano&nbsp;<strong>SVAN (Societ\u00e0 Veneziana Automobili Navali)<\/strong>who built the prototypes&nbsp;<strong>MAS 1<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>MAS 2<\/strong>&nbsp;at&nbsp;<strong>giugno 1915<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>Regia Marina<\/strong>&nbsp;aveva gi\u00e0 manifestato interesse per i&nbsp;<strong>motoscafi armati<\/strong>&nbsp;fin dal&nbsp;<strong>1906<\/strong>, ma solo con lo scoppio della guerra si pass\u00f2 dai progetti alla&nbsp;<strong>produzione in serie<\/strong>. Questi mezzi, concepiti per&nbsp;<strong>attacchi rapidi<\/strong>&nbsp;e per sfruttare l\u2019<strong>effetto sorpresa<\/strong>, venivano impiegati per&nbsp;<strong>lanciare siluri<\/strong>&nbsp;contro le&nbsp;<strong>navi nemiche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">World War I and the successes of the MAS<\/h2>\n\n\n\n<p>With the start of the First World War,&nbsp;<strong>MAS were deployed in surveillance and attack operations<\/strong>proving their effectiveness in missions against Austro-Hungarian forces. These&nbsp;<strong>motorboats, small, manoeuvrable and with high speed<\/strong>, rappresentavano un cambiamento strategico per la Regia Marina, che puntava pi\u00f9 sulla quantit\u00e0 e l\u2019agilit\u00e0 rispetto alla potenza delle grandi navi da battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli assalti condotti dai MAS furono coronati da successi spettacolari, come le missioni di&nbsp;<strong>Luigi Rizzo<\/strong>&nbsp;e Andrea Ferrarini,&nbsp;<strong>che nel 1917 con i MAS 9 (RIzzo) e Mas 13 (Ferrarini) affondarono la corazzata Wien al largo di Trieste, e nel 1918 distrusse la Santo Stefano, sempre della marina austro-ungarica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"750\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/prua-della-Wien-1000x750.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29482\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/prua-della-Wien-1000x750.jpg-1.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/prua-della-Wien-1000x750.jpg-1-300x225.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/prua-della-Wien-1000x750.jpg-1-768x576.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/prua-della-Wien-1000x750.jpg-1-16x12.webp 16w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Frammento della prua della Wien recuperato dopo la Prima guerra mondiale e ora esposto al Museo storico navale di Venezia \u2013 Free Copyright Creative Commons Wikipedia<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019affondamento della Szent Istv\u00e1n e della Viribus Unitis<\/h2>\n\n\n\n<p>The&nbsp;<strong>10 giugno 1918<\/strong>&nbsp;ebbe luogo la storica&nbsp;<strong>impresa di Premuda<\/strong>, in cui il&nbsp;<strong>Tenente Luigi Rizzo<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>Guardiamarina Giuseppe Aonzo<\/strong>, a bordo dei&nbsp;<strong>MAS 15<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>MAS 21<\/strong>, inflissero un&nbsp;<strong>colpo decisivo<\/strong>&nbsp;at&nbsp;<strong>flotta austriaca<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In piena&nbsp;<strong>World War I<\/strong>, i due&nbsp;<strong>MAS<\/strong>, agli ordini del&nbsp;<strong>capo sezione Luigi Rizzo<\/strong>&nbsp;e rispettivamente comandati da&nbsp;<strong>Armando Gori<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giuseppe Aonzo<\/strong>, partirono dal porto di&nbsp;<strong>Ancona<\/strong>&nbsp;e, con&nbsp;<strong>audacia<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>precisione<\/strong>, riuscirono a infiltrarsi tra le unit\u00e0 nemiche dirette al&nbsp;<strong>Canale d\u2019Otranto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019alba, i&nbsp;<strong>MAS<\/strong>&nbsp;riuscirono a&nbsp;<strong>silurare e affondare<\/strong>&nbsp;the&nbsp;<strong>corazzata austriaca SMS Szent Istv\u00e1n (Santo Stefano)<\/strong>, segnando un&nbsp;<strong>successo decisivo<\/strong>&nbsp;for the&nbsp;<strong>Regia Marina Italiana<\/strong>. Questo&nbsp;<strong>atto eroico<\/strong>&nbsp;\u00e8 ancora oggi celebrato ogni&nbsp;<strong>10 giugno<\/strong>&nbsp;con la&nbsp;<strong>Festa della Marina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"704\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/sl-affondata-1000x704.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29483\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/sl-affondata-1000x704.jpg-1.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/sl-affondata-1000x704.jpg-1-300x211.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/sl-affondata-1000x704.jpg-1-768x541.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/sl-affondata-1000x704.jpg-1-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La corazzata austro-ungarica Szent Istv\u00e1n mentre affonda al largo dell\u2019isola di Premuda \u2013 Free Copyright Creative Commons Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>The&nbsp;<strong>1\u00ba novembre 1918<\/strong>, durante l\u2019<strong>impresa di Pola<\/strong>, the&nbsp;<strong>Maggiore Raffaele Rossetti<\/strong>&nbsp;and the&nbsp;<strong>Tenente medico Raffaele Paolucci<\/strong>, a bordo di una&nbsp;<strong>\u201cmignatta\u201d<\/strong>, riuscirono ad&nbsp;<strong>affondare la corazzata SMS Viribus Unitis<\/strong>, fiore all\u2019occhiello della&nbsp;<strong>Marina austro-ungarica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera del&nbsp;<strong>31 ottobre<\/strong>, due&nbsp;<strong>MAS<\/strong>&nbsp;scortati da altrettante&nbsp;<strong>torpediniere<\/strong>&nbsp;salparono da&nbsp;<strong>Venezia<\/strong>, senza alcun atto ufficiale che ratificasse l\u2019operazione da parte italiana. Giunti nelle acque istriane, le torpediniere si ritirarono, lasciando che uno dei&nbsp;<strong>MAS<\/strong>&nbsp;rimorchiasse la&nbsp;<strong>mignatta<\/strong>, one&nbsp;<strong>torpedine semovente<\/strong>, fino a poche centinaia di metri dalla&nbsp;<strong>diga foranea del porto di Pola<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>At&nbsp;<strong>22:18<\/strong>, Rossetti e Paolucci puntarono verso il porto con la loro mignatta, mentre il MAS si allontanava per tornare al punto di recupero. L\u2019avvicinamento si rivel\u00f2&nbsp;<strong>estremamente rischioso<\/strong>: i due ufficiali trascinarono la mignatta a&nbsp;<strong>motore spento<\/strong>, superarono una&nbsp;<strong>sbarramento esterno<\/strong>&nbsp;e tre ordini di&nbsp;<strong>reti<\/strong>, riuscendo a eludere la&nbsp;<strong>vigilanza austriaca<\/strong>. Passarono inosservati accanto a&nbsp;<strong>sentinelle<\/strong>,&nbsp;<strong>imbarcazioni di ronda<\/strong>&nbsp;e persino a un&nbsp;<strong>sommergibile in rada<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>At&nbsp;<strong>3:00 del mattino<\/strong>&nbsp;si trovarono vicino alle navi ancorate e solo alle&nbsp;<strong>4:45<\/strong>, dopo oltre sei ore in acqua, raggiunsero la&nbsp;<strong>Viribus Unitis<\/strong>. Rossetti si stacc\u00f2 dalla mignatta e fiss\u00f2 allo scafo una&nbsp;<strong>carica esplosiva da 200 kg<\/strong>, programmata per esplodere alle&nbsp;<strong>6:30<\/strong>. Scoperti da un proiettore, furono catturati: Paolucci riusc\u00ec comunque ad attivare una seconda carica, mentre Rossetti fece affondare la mignatta nei pressi del piroscafo&nbsp;<strong>Wien<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Portati a bordo come prigionieri, i due italiani appresero che nella notte la&nbsp;<strong>flotta di Pola<\/strong>&nbsp;era stata ceduta agli&nbsp;<strong>jugoslavi<\/strong>&nbsp;e che la nave non batteva pi\u00f9 bandiera austriaca. Alle&nbsp;<strong>6:00<\/strong>, avvertirono il&nbsp;<strong>capitano Vukovi\u0107<\/strong>&nbsp;del pericolo imminente, che ordin\u00f2 l\u2019<strong>evacuazione<\/strong>. Tuttavia, non vedendo esplosioni, l\u2019equipaggio torn\u00f2 a bordo. Alle&nbsp;<strong>6:44<\/strong>, la carica deton\u00f2: la&nbsp;<strong>Viribus Unitis<\/strong>&nbsp;si inclin\u00f2 e affond\u00f2 rapidamente, causando&nbsp;<strong>numerose vittime<\/strong>&nbsp;e la morte dello stesso&nbsp;<strong>Vukovi\u0107<\/strong>, colpito da un albero della stessa nave mentre tentava di salvarsi a nuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>Viribus Unitis<\/strong>, costruita nel&nbsp;<strong>1912 a Trieste<\/strong>, era la&nbsp;<strong>prima nave da battaglia della classe Tegetthoff<\/strong>&nbsp;e simboleggiava la&nbsp;<strong>potenza<\/strong>&nbsp;and the<strong>orgoglio<\/strong>&nbsp;of&nbsp;<strong>Marina austro-ungarica<\/strong>. Il suo&nbsp;<strong>affondamento<\/strong>&nbsp;rappresent\u00f2 non solo un&nbsp;<strong>colpo devastante<\/strong>&nbsp;per la flotta nemica, ma anche una delle pi\u00f9&nbsp;<strong>leggendarie imprese degli incursori italiani<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu messa a tacere per sempre dall\u2019<strong>eroismo<\/strong>&nbsp;di due uomini:&nbsp;<strong>Raffaele Rossetti<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Raffaele Paolucci<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"545\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Viribus-Unitis-1000x545.jpg-1.webp\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29484\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Viribus-Unitis-1000x545.jpg-1.webp 1000w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Viribus-Unitis-1000x545.jpg-1-300x164.webp 300w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Viribus-Unitis-1000x545.jpg-1-768x419.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Viribus-Unitis-1000x545.jpg-1-18x10.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Viribus Unitis, costruita nel 1912 a Trieste, era il fiore all\u2019occhiello della Marina Austriaca \u2013 Free Copyright Creative Commons Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">D\u2019Annunzio e il supporto agli Incursori<\/h2>\n\n\n\n<p>Among the biggest supporters of MAS was&nbsp;<strong>Gabriele D'Annunzio<\/strong>who was on board the MAS during the famous&nbsp;<strong>Buccari mockery<\/strong>&nbsp;nella notte tra il 10 e l\u201911 febbraio 1918&nbsp;e che contribu\u00ec a diffondere il motto \u201c<strong>Memento Audere Semper' (Remember to always dare)<\/strong>. Grazie anche al supporto di D\u2019Annunzio, l\u2019impiego dei MAS divenne un&nbsp;<strong>simbolo del coraggio e dell\u2019audacia delle forze italiane<\/strong>, guadagnandosi la stima della nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine del conflitto, la Regia Marina disponeva di 419 esemplari di MAS,&nbsp;<strong>segno del successo di questa strategia di combattimento basata sulla sorpresa e sull\u2019agilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1.jpg.webp 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1-239x300.jpg.webp 239w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1-10x12.jpg.webp 10w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" type=\"image\/webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"966\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1.jpg\" alt=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918) - brigatafolgore.net\" class=\"wp-image-29485 webpexpress-processed\" title=\"Dagli Arditi alle Forze Speciali moderne, una storia tutta italiana \u2013 Parte I: Le origini e la prima guerra mondiale (1914-1918)\" srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1.jpg 768w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1-239x300.jpg 239w, https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/BeffaBuccariProtagonisti-1-768x966-1-10x12.jpg 10w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">I protagonisti della Beffa di Buccari: da sinistra Luigi Rizzo, Gabriele D\u2019Annunzio e Costanzo Ciano, ritratti dopo la celebre missione \u2013 Free Copyright Creative Commons Wikipedia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CONTINUA \u2026<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">NON PERDERTI I PROSSIMI ARTICOLI SULLA STORIA DELLE FORZE SPECIALI ITALIANE:<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Parte II: Tra le due guerre e la Seconda Guerra Mondiale<\/strong>\u00a0(4 Marzo)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parte III: Dal dopoguerra nella Guerra Fredda ad oggi\u00a0<\/strong>(11 Marzo)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia&nbsp;\u00e8 stato il&nbsp;primo Paese al mondo&nbsp;a sperimentare&nbsp;unit\u00e0 militari d\u2019\u00e9lite, pioniere di&nbsp;tattiche innovative&nbsp;e&nbsp;mezzi d\u2019assalto&nbsp;mai visti prima:&nbsp;per terra con gli Arditi&nbsp;e&nbsp;per mare con le audaci flottiglie MAS&nbsp;della Regia Marina. 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