{"id":29120,"date":"2026-02-06T00:23:41","date_gmt":"2026-02-05T23:23:41","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=29120"},"modified":"2026-02-06T00:26:22","modified_gmt":"2026-02-05T23:26:22","slug":"germania-verso-il-gcap-lasse-roma-londra-tokyo-tenta-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/germania-verso-il-gcap-lasse-roma-londra-tokyo-tenta-berlino\/","title":{"rendered":"Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino"},"content":{"rendered":"<p>Berlino sta valutando un ingresso nella joint venture tra Italia, Regno Unito e Giappone che sviluppa il <strong>Gcap<\/strong>, il \u201ccaccia del futuro\u201d di <strong>sesta generazione<\/strong>. L\u2019ipotesi \u00e8 emersa con forza dopo un passaggio politico significativo: <strong>Friedrich Merz<\/strong> ne avrebbe parlato direttamente con <strong>Giorgia Meloni<\/strong>, trovando <strong>disponibilit\u00e0<\/strong> da parte italiana. Un segnale che, se si concretizzasse, avrebbe un doppio peso: industriale e simbolico. Perch\u00e9 il Gcap \u00e8 descritto come <strong>il pi\u00f9 importante progetto militare in sviluppo in Europa<\/strong>, e perch\u00e9 un eventuale spostamento tedesco sul programma italo-britannico-giapponese suonerebbe come uno <strong>smacco<\/strong> per l\u2019architettura difensiva costruita negli ultimi anni attorno all\u2019asse <strong>Parigi\u2013Berlino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/bilaterale-meloni-merz-1280x640-1-1024x512-1.webp\" alt=\"Asse Roma - Berlino: dal Vulcano ai Droni, fino ai Sottomarini\" class=\"wp-image-14732\" title=\"Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-non-solo-un-aereo-il-gcap-come-sistema-di-sistemi\">Non \u201csolo un aereo\u201d: il Gcap come \u201csistema di sistemi\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Il punto centrale \u00e8 che il Gcap non viene presentato come un semplice caccia. \u00c8 un <strong>\u201csistema di sistemi\u201d<\/strong>: una piattaforma integrata dove il velivolo pilotato dialoga con <strong>drones<\/strong>, <strong>satelliti<\/strong>, reti di <strong>combat cloud<\/strong> e capacit\u00e0 di comando-controllo avanzate. In altre parole, la superiorit\u00e0 non dipende pi\u00f9 soltanto da prestazioni aerodinamiche o armamenti, ma dall\u2019<strong>ecosistema digitale e operativo<\/strong> che connette sensori, armi e decisioni in tempo reale.<\/p>\n\n\n\n<p>La joint venture industriale, secondo quanto riportato, coinvolge <strong>Leonardo<\/strong>, <strong>BAE Systems<\/strong> e <strong>Mitsubishi<\/strong>: un triangolo che unisce capacit\u00e0 europee e giapponesi, con una regia e un baricentro che passano anche dal Regno Unito (quartier generale in <strong>Inghilterra<\/strong>, in un\u2019area legata a BAE).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-nodo-fcas-la-separazione-da-parigi-non-e-piu-un-tabu\">Il nodo Fcas: la separazione da Parigi non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019interesse tedesco per il Gcap si intreccia con la crisi dell\u2019altro grande progetto europeo: l\u2019<strong>Fcas<\/strong>, nato nel 2017 attorno al consorzio <strong>Dassault\u2013Airbus<\/strong> (poi con l\u2019ingresso di <strong>Indra<\/strong>). La storia dell\u2019Fcas \u00e8 segnata da scontri industriali su <strong>divisione del lavoro<\/strong>, governance, subforniture e processi decisionali. E proprio qui sta lo snodo politico: non si discute pi\u00f9 tanto <em>se<\/em> separarsi, ma <strong>come farlo<\/strong> senza far esplodere la relazione con la Francia in un momento di frizioni su pi\u00f9 dossier.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa cornice, Berlino sembrerebbe interessata a <strong>salvare almeno una parte<\/strong> del programma Fcas: il <strong>combat cloud<\/strong>, cio\u00e8 lo strato di rete, combattimento e controllo che potrebbe restare interoperabile con altre piattaforme e diventare un asset europeo riusabile. Ma sul \u201cjet comune\u201d l\u2019aria \u00e8 cambiata: l\u2019ipotesi che l\u2019Europa finisca con <strong>due caccia di nuova generazione<\/strong>, uno \u201cfranco-centrico\u201d e uno \u201cGcap-centrico\u201d, non appare pi\u00f9 fantascienza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Leonardo-industrial-partner-of-the-international-programme-GCAP-Global-Combat-Air-Programme-1.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Leonardo-industrial-partner-of-the-international-programme-GCAP-Global-Combat-Air-Programme-1.jpg\" alt=\"Droni e difesa aerospaziale: le linee guida del Generale Antonio Conserva Capo di Stato maggiore dell\u2019Aeronautica\" class=\"wp-image-7179 webpexpress-processed\" title=\"Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-che-cosa-cambia-se-la-germania-entra-scala-soldi-e-potere-contrattuale\">Che cosa cambia se la Germania entra: scala, soldi e potere contrattuale<\/h2>\n\n\n\n<p>Un eventuale ingresso tedesco nel Gcap non sarebbe un semplice \u201callargamento\u201d. Sarebbe una <strong>trasformazione di scala<\/strong>. Se Berlino arrivasse a ordinare <strong>decine<\/strong> (o perfino \u201cun centinaio\u201d) di velivoli, cambierebbero:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Economia del programma<\/strong>: pi\u00f9 numeri, maggiore ripartizione dei costi fissi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Forza negoziale<\/strong> in filiere, componentistica e standard comuni.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Peso politico<\/strong> del progetto: diventerebbe, di fatto, la spina dorsale della futura aviazione da combattimento europea non americana.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>E c\u2019\u00e8 un elemento determinante: i <strong>fondi<\/strong>. Nel quadro citato, il programma Gcap \u00e8 entrato nella fase di sviluppo e i costi stimati sarebbero cresciuti in modo netto: da un\u2019impostazione iniziale a <strong>6 miliardi<\/strong>, a una stima aggiornata di <strong>18,6 miliardi<\/strong>, con una quota ancora da reperire pari a <strong>7,831 miliardi<\/strong>. In questo contesto, un nuovo partner \u201cgrande\u201d avrebbe un vantaggio immediato: <strong>assorbire parte degli aumenti<\/strong> e rendere pi\u00f9 sostenibile la curva di spesa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-prezzo-politico-industriale-cosa-chiedera-roma-e-cosa-chiedera-londra\">Il prezzo politico-industriale: cosa chieder\u00e0 Roma e cosa chieder\u00e0 Londra<\/h2>\n\n\n\n<p>Se Berlino bussa, per\u00f2, non \u00e8 detto che entri \u201cgratis\u201d. La domanda implicita \u00e8: <strong>che cosa chieder\u00e0 l\u2019Italia in cambio<\/strong>? Nelle ipotesi circolate si intravedono scambi e incastri su altri domini:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>piattaforme terrestri<\/strong> (carri, veicoli e componenti),<\/li>\n\n\n\n<li><strong>navale<\/strong> (con nomi che richiamano la capacit\u00e0 industriale italiana nel settore),<\/li>\n\n\n\n<li><strong>spazio e satelliti<\/strong>, oggi centrali per ogni architettura militare \u201cmulti-dominio\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ma la \u201cparola decisiva\u201d non sarebbe solo italiana: passerebbe anche dal <strong>United Kingdom<\/strong>, che ospita la struttura di comando del programma e ha interessi strategici specifici. Londra, da un lato, vuole contare di pi\u00f9 nei <strong>meccanismi europei di acquisto comune<\/strong> e nell\u2019accesso a strumenti finanziari continentali; dall\u2019altro, spinge per far entrare nel programma anche altri attori (si parla della richiesta britannica di aprire ai <strong>sauditi<\/strong>). Questo aggiunge un livello delicato: <strong>equilibri geopolitici, export control, standard tecnologici e consenso politico<\/strong> tra partner.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/weinformweb-20231215141645712-1288b1dbeea8af2ca2b994d75ab01fb0-1.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/weinformweb-20231215141645712-1288b1dbeea8af2ca2b994d75ab01fb0-1.jpg\" alt=\"Il costo del caccia GCAP per l'Italia sale a 21 miliardi di dollari\" class=\"wp-image-14467 webpexpress-processed\" title=\"Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Germania verso il Gcap: l\u2019asse Roma\u2013Londra\u2013Tokyo tenta Berlino<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-segnale-per-l-europa-della-difesa-integrazione-o-due-velocita\">Un segnale per l\u2019Europa della difesa: integrazione o \u201cdue velocit\u00e0\u201d?<\/h2>\n\n\n\n<p>La vicenda Gcap\u2013Germania\u2013Fcas racconta una verit\u00e0 scomoda: la difesa europea sta entrando in una fase di <strong>ridisegno<\/strong> che non procede per slogan (\u201cautonomia strategica\u201d), ma per <strong>programmi industriali concreti<\/strong>, soldi, filiere e scelte di alleanze. Se la Germania dovesse davvero spostarsi, anche gradualmente e \u201cdopo il divorzio\u201d con Parigi, il messaggio sarebbe chiaro: l\u2019Europa non avrebbe un unico \u201ccampione\u201d, ma una competizione interna tra modelli, governance e interessi nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019Italia, tuttavia, la partita \u00e8 anche un\u2019opportunit\u00e0: trasformare il proprio ruolo da partner a <strong>perno<\/strong> di un grande programma tecnologico, con ricadute su occupazione qualificata, supply chain e capacit\u00e0 sovrana. Per la Francia, invece, il rischio \u00e8 duplice: perdere centralit\u00e0 nel progetto \u201ceuropeo\u201d pensato dieci anni fa e trovarsi davanti un concorrente che, allargando la base, pu\u00f2 diventare <strong>pi\u00f9 sostenibile e pi\u00f9 influente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, l\u2019\u201celefante nella stanza\u201d non \u00e8 solo il caccia. \u00c8 la domanda che lo accompagna: <strong>chi guider\u00e0 davvero la difesa tecnologica europea nei prossimi vent\u2019anni, e con quali alleanze?<\/strong><\/p>\n\n<div style=\"    margin-top: 24px;    padding: 12px 16px;    border-left: 3px solid #6B1D3A;    background-color: #f9f5f6;    border-radius: 0 6px 6px 0;\">\n    <p style=\"        margin: 0;        font-size: 13px;        color: #6b6b6b;        line-height: 1.5;    \">\n        <strong style=\"color: #4A1228;\">Source:<\/strong>\n        <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/\"\n           style=\"color: #6B1D3A; text-decoration: underline;\"\n           target=\"_blank\"\n           rel=\"noopener noreferrer\">www.corriere.it<\/a>\n    <\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlino sta valutando un ingresso nella joint venture tra Italia, Regno Unito e Giappone che sviluppa il Gcap, il \u201ccaccia del futuro\u201d di sesta generazione. 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