{"id":28991,"date":"2026-02-01T01:56:54","date_gmt":"2026-02-01T00:56:54","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=28991"},"modified":"2026-02-01T12:00:32","modified_gmt":"2026-02-01T11:00:32","slug":"torino-un-poliziotto-pestato-a-calci-e-martellate-e-il-paradosso-italiano-se-avesse-sparato-sarebbe-stato-indagato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/torino-un-poliziotto-pestato-a-calci-e-martellate-e-il-paradosso-italiano-se-avesse-sparato-sarebbe-stato-indagato\/","title":{"rendered":"Torino, un Poliziotto pestato a calci e martellate, e il paradosso italiano: se avesse sparato sarebbe stato indagato"},"content":{"rendered":"<p>Quanto accaduto <strong>ieri a Torino<\/strong>, durante gli scontri legati al corteo per <strong>Askatasuna<\/strong>, \u00e8 un fatto grave che va oltre la cronaca e chiama in causa una questione strutturale: <strong>la tutela giuridica degli operatori delle forze dell\u2019ordine<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un poliziotto del Reparto Mobile \u00e8 stato <strong>accerchiato e selvaggiamente picchiato dai manifestanti<\/strong>.<br>L\u2019aggressione \u00e8 avvenuta nel corso delle tensioni scoppiate durante la manifestazione nel capoluogo piemontese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019agente colpito si chiama <strong>Alessandro Calista<\/strong>, \u00e8 in servizio al <strong>Reparto Mobile di Padova<\/strong>, ha 29 anni, \u00e8 sposato e padre di un bambino. Originario di Pescara, \u00e8 stato ricoverato in ospedale con <strong>contusioni multiple<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo in uniforme, isolato, circondato, colpito da pi\u00f9 persone.<strong> E se quel martello o quei colpi lo avessero ucciso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto nasce un considerazione inevitabile: <strong>se avesse fatto uso dell\u2019arma d\u2019ordinanza per difendersi, oggi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-paradosso-italiano-legittima-difesa-sul-campo-indagine-giudiziaria-dopo\">Il paradosso italiano: legittima difesa sul campo, indagine giudiziaria dopo<\/h2>\n\n\n\n<p>In Italia il meccanismo \u00e8 noto a chi lavora in strada. Quando un agente utilizza l\u2019arma da fuoco in un contesto operativo critico che produca non necessariamente morti, anche solo feriti, o addirittura spara senza colpire nessuno, la conseguenza \u00e8 automatica: <strong>l\u2019apertura di un\u2019indagine giudiziaria.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo accade anche in presenza di un\u2019aggressione in atto, di una chiara inferiorit\u00e0 numerica o di un rischio immediato per l\u2019incolumit\u00e0 dell\u2019operatore. L\u2019agente viene <strong>iscritto nel registro degli indagati<\/strong>, con ricadute pesanti sul piano personale, professionale e psicologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 un sistema che, pur dichiarandosi garantista, finisce per <strong>scaricare tutto il peso del rischio sull\u2019uomo in divisa<\/strong>, trasformando la legittima difesa in una scelta che si paga dopo, spesso per mesi o addirittura anni.<\/p>\n\n\n\n<p>In Europa l<strong>\u2019Italia \u00e8 uno dei pochissimi Paesi<\/strong> in cui l\u2019uso legittimo della forza da parte di un poliziotto espone l\u2019operatore a lunghi tempi di incertezza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spagna: controllo giudiziario s\u00ec, paralisi no<\/h2>\n\n\n\n<p>In Spagna il quadro normativo che regola l\u2019azione delle forze dell\u2019ordine \u00e8 definito in modo chiaro e radicalmente diverso da quello italiano per quanto riguarda <strong>l\u2019uso delle armi e la conseguente responsabilit\u00e0 penale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Ley Org\u00e1nica 1\/1992 sulla protezione della sicurezza pubblica<\/strong> stabilisce che l\u2019uso delle armi da parte della polizia pu\u00f2 avvenire <strong>solo quando esiste un rischio grave per la vita o l\u2019integrit\u00e0 fisica altrui o quando l\u2019azione \u00e8 necessaria per proteggere la sicurezza pubblica<\/strong>. Secondo questa disciplina, la forza letale non \u00e8 vietata in assoluto, ma \u00e8 vincolata ai principi di <strong>adeguazione, necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0<\/strong>: l\u2019arma pu\u00f2 essere usata quando la minaccia \u00e8 reale, imminente e non pu\u00f2 essere neutralizzata con mezzi meno lesivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un episodio che illustra come la legge viene applicata nella pratica \u00e8 quello dell\u2019<a href=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/spagna-terrorista-islamico-neutralizzato-a-colpi-di-mp5-dai-reparti-speciali-in-un-appartamento-di-madrid\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">operazione antiterrorismo del novembre 2025<\/a> nel distretto madrileno di <strong>Puente de Vallecas<\/strong>, in cui i reparti speciali della Policia Nacional hanno aperto il fuoco ferendo gravemente un giovane considerato una possibile minaccia di matrice jihadista, con <strong>attivazione del dispositivo antiterrorismo<\/strong>. La vicenda \u00e8 stata trattata come un potenziale atto terroristico dagli organi investigativi fin dal primo momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel paese iberico la legge e la prassi giurisprudenziale mettono in rilievo il concetto di <strong>\u201ccumplimiento del deber\u201d<\/strong> (adempimento del dovere). Questo principio implica che se l\u2019azione dell\u2019agente si colloca nel solco di quanto previsto dalla legge, cio\u00e8 in risposta a una minaccia concreta e proporzionata, l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria tende ad <strong>archiviare l\u2019indagine in tempi rapidi<\/strong> (generalmente qualche settimana), perch\u00e9 la legittimit\u00e0 dell\u2019azione \u00e8 presunta a monte quando erano soddisfatte le condizioni di necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In pratica, se un agente spara perch\u00e9 si trova di fronte a una minaccia seria e immediata che non pu\u00f2 essere evitata con altri mezzi, la <strong>verifica giudiziaria non si traduce automaticamente in un processo penale lungo e traumatico<\/strong>: si valuta se l\u2019azione era giustificata e, se lo era, spesso si conclude con <strong>archiviazione e nessuna imputazione significativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza con l\u2019Italia \u00e8 netta: in Spagna lo Stato <strong>non sospende preventivamente il diritto dell\u2019operatore di decidere e reagire nel momento critico<\/strong>, n\u00e9 lo espone automaticamente alle conseguenze di una scelta compiuta in pochi secondi per proteggere vite, comprese la propria e quella di altri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Francia: quando la minaccia \u00e8 immediata, il fuoco \u00e8 ammesso<\/h2>\n\n\n\n<p>In Francia il quadro giuridico \u00e8 cambiato in modo sostanziale dopo gli attentati del 2015. Non per \u201callentare i controlli\u201d, ma per <strong>chiarire in modo esplicito quando l\u2019uso delle armi da fuoco da parte di militari e forze di polizia \u00e8 legittimo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La base normativa \u00e8 il <strong>Code de la s\u00e9curit\u00e9 int\u00e9rieure<\/strong>, modificato per adeguare l\u2019azione delle forze armate e di polizia a contesti di minaccia terroristica elevata, in particolare durante le operazioni di sicurezza interna e nell\u2019ambito del dispositivo <strong>Vigipirate<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La legge stabilisce che <strong>militari e poliziotti possono fare uso delle armi<\/strong> quando:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>un veicolo o una persona <strong>rifiuta di fermarsi<\/strong> a un posto di blocco o a un controllo<\/li>\n\n\n\n<li>il comportamento crea un <strong>rischio immediato e grave<\/strong> per gli operatori o per i civili<\/li>\n\n\n\n<li>il contesto \u00e8 compatibile con una <strong>minaccia terroristica o violenta<\/strong>, anche solo potenziale<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In questi casi l\u2019uso della forza letale <strong>non \u00e8 considerato un\u2019eccezione<\/strong>, ma una possibilit\u00e0 prevista dal quadro normativo, fondata sul principio di <strong>necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0<\/strong> valutato nel momento dell\u2019azione, non a posteriori con il senno di poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, quando militari dell\u2019operazione <strong>Sentinelle<\/strong> o poliziotti francesi hanno aperto il fuoco contro veicoli che forzavano i controlli o tentavano di investire i posti di blocco, <strong>non si \u00e8 automaticamente aperto un procedimento penale a loro carico<\/strong>. Viene avviata una verifica giudiziaria, s\u00ec, ma <strong>non scatta una criminalizzazione preventiva dell\u2019operatore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principio applicato \u00e8 chiaro e ribadito dalla giurisprudenza francese: se la minaccia \u00e8 immediata, credibile e non neutralizzabile con altri mezzi, <strong>l\u2019uso dell\u2019arma \u00e8 legittimo a monte<\/strong>, e l\u2019analisi successiva serve a confermare o meno quella legittimit\u00e0, non a presumerne l\u2019illiceit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una differenza profonda rispetto al modello italiano: in Francia lo Stato <strong>non sospende il diritto all\u2019autodifesa dell\u2019operatore in nome del procedimento<\/strong>, ma riconosce che, in certi contesti, <strong>decidere in pochi secondi \u00e8 parte integrante del dovere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proteggere chi protegge<\/h2>\n\n\n\n<p>In Spagna e Francia lo Stato controlla e verifica, ma non paralizza l\u2019operatore mentre sta lottando per la propria vita. <strong>In Italia, invece, il messaggio implicito resta devastante: difenditi pure, ma preparati a pagarne il prezzo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 solo una questione iberica o francese. In <strong>altri Paesi europei<\/strong>, come i <strong>Netherlands<\/strong> and the <strong>Denmark<\/strong>, l\u2019uso della forza viene sottoposto a un\u2019analisi rigorosa, ma con un\u2019impostazione pi\u00f9 funzionale e meno punitiva e con un&#8217;<strong>altissima fiducia nell\u2019operatore<\/strong>. L\u2019agente viene sentito <strong>come testimone qualificato<\/strong>, non come sospetto di default. Si verifica se abbia rispettato procedure, necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0, senza far scattare automaticamente un percorso giudiziario che finisce per trasformarsi, nei fatti, in una seconda pena.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando a Torino, il punto non \u00e8 invocare una \u201clicenza di sparare\u201d. Il punto \u00e8 molto pi\u00f9 serio e riguarda lo Stato di diritto nella sua forma concreta: <strong>un agente accerchiato e colpito deve poter reagire senza sapere che, se sopravvive, inizier\u00e0 per lui un percorso giudiziario lungo e logorante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Calista oggi \u00e8 in ospedale. <strong>Quel colpi, quel martello, quei calci potevano ucciderlo<\/strong>. Eppure domani torner\u00e0 in servizio, come migliaia di altri uomini e donne in divisa. <\/p>\n\n\n\n<p>La domanda per\u00f2 resta aperta, e riguarda tutti: <strong>vogliamo forze dell\u2019ordine operative che proteggono e si proteggono o forze dell\u2019ordine giuridicamente disarmate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel resto d\u2019Europa questa risposta \u00e8 gi\u00e0 stata data da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine create da frame del video di <a href=\"https:\/\/www.torinoggi.it\/\" rel=\"noopener\">Torino Oggi<\/a><\/em><\/p>\n\n<div style=\"    margin-top: 24px;    padding: 12px 16px;    border-left: 3px solid #6B1D3A;    background-color: #f9f5f6;    border-radius: 0 6px 6px 0;\">\n    <p style=\"        margin: 0;        font-size: 13px;        color: #6b6b6b;        line-height: 1.5;    \">\n        <strong style=\"color: #4A1228;\">Source:<\/strong>\n        <a href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/2026\/video\/torino-poliziotto-circondato-dai-manifestanti-e-aggredito-con-un-martello_108504873-02k.shtml\"\n           style=\"color: #6B1D3A; text-decoration: underline;\"\n           target=\"_blank\"\n           rel=\"noopener noreferrer\">www.tgcom24.mediaset.it\/2026\/video\/torino-poliziotto-circondato-dai-manifestanti-e-aggredito-con-un-martello_108504873-02k.shtml<\/a>\n    <\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto accaduto ieri a Torino, durante gli scontri legati al corteo per Askatasuna, \u00e8 un fatto grave che va oltre la cronaca e chiama in causa una questione strutturale: la tutela giuridica degli operatori delle forze dell\u2019ordine. 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