{"id":28559,"date":"2026-01-23T23:47:20","date_gmt":"2026-01-23T22:47:20","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=28559"},"modified":"2026-02-01T17:45:58","modified_gmt":"2026-02-01T16:45:58","slug":"il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/il-campo-di-battaglia-asimmetrico-dove-non-si-spara-come-una-bufala-diventa-verita-per-inerzia\/","title":{"rendered":"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Potremmo definirlo il &#8220;sesto dominio&#8221;:<\/strong> Aria, Terra, Mare, Spazio, Cyber e\u2026 <strong>Percezione<\/strong>.<br>Un campo di battaglia dove non servono armi, ma <strong>narrazioni continue<\/strong>. Dove non si conquista territorio, ma <strong>attenzione<\/strong>. Dove non si mira a distruggere il nemico, ma a <strong>confonderlo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio oggi, in un ecosistema informativo fatto di <strong>social network<\/strong>, <strong>scroll rapidi<\/strong>, <strong>titoli ad effetto<\/strong> e contesto ridotto al minimo, che questa strategia trova terreno fertile e moltiplica i suoi effetti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Benvenuti nella guerra cognitiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dalla-disinformazione-alla-verita-per-inerzia\">Dalla disinformazione alla \u201cverit\u00e0 per inerzia\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Una notizia falsa, considerata isolatamente, difficilmente supera una verifica dei fatti. Il problema emerge quando l\u2019informazione \u00e8 <strong>parziale, distorta o semplificata<\/strong>, ma costruita in modo da apparire plausibile e soprattutto <strong>ripetibile<\/strong>. \u00c8 una tecnica che lavora sul confine sottile tra <em>\u201cfalso\u201d<\/em> e <em>\u201cnon vero\u201d<\/em>, rendendo quest\u2019ultimo progressivamente accettabile e, col tempo, percepito come plausibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Se lo stesso messaggio viene rilanciato nel tempo, attraversa piattaforme diverse e perde progressivamente il proprio contesto, il suo status cambia. <strong>Non diventa vera in senso oggettivo, ma diventa, appunto, accettata<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>La ripetizione genera <strong>familiarit\u00e0<\/strong>, la familiarit\u00e0 riduce la <strong>soglia critica<\/strong>, e ci\u00f2 che non viene pi\u00f9 messo in discussione finisce per essere percepito come un <strong>dato acquisito<\/strong>. Non si tratta di una verit\u00e0 dimostrata, bens\u00ec di una <strong>verit\u00e0 per inerzia<\/strong>, che si afferma non per forza argomentativa, ma per semplice persistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un meccanismo ben noto agli studiosi della comunicazione e della psicologia sociale, e sempre pi\u00f9 rilevante anche in ambito militare, dove il controllo della narrativa pu\u00f2 produrre effetti comparabili a quelli di un\u2019azione cinetica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-i-numeri-senza-contesto-diventano-narrazione\">Quando i numeri senza contesto diventano narrazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel dibattito pubblico contemporaneo, la <strong>quantit\u00e0 di messaggi<\/strong> ha spesso sostituito la <strong>qualit\u00e0 dell\u2019informazione<\/strong>. Il contenuto pi\u00f9 semplice, emotivo e ripetuto tende a prevalere su quello pi\u00f9 accurato, ma complesso. Non si tratta di convincere nel senso classico del termine, quanto piuttosto di <strong>logorare<\/strong>: logorare chi verifica, chi argomenta, chi prova a introdurre numeri, proporzioni e contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel lungo periodo, <strong>il rumore diventa pi\u00f9 forte dei dati<\/strong>, e la discussione si sposta dal piano dei fatti a quello delle percezioni. \u00c8 una dinamica che ricorda da vicino i principi della saturazione: non serve che ogni messaggio sia corretto, \u00e8 sufficiente che l\u2019ambiente informativo venga riempito fino a rendere marginale ogni tentativo di analisi razionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli strumenti pi\u00f9 efficaci della guerra cognitiva \u00e8 l\u2019uso selettivo dei numeri. <strong>Dati reali, ma decontestualizzati<\/strong>, possono sostenere tesi profondamente fuorvianti. Un valore assoluto, se presentato senza riferimenti comparativi o operativi, pu\u00f2 apparire come uno scandalo, suggerire un\u2019anomalia o alimentare indignazione. Inserito nel contesto corretto, spesso racconta una storia completamente diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra arma, amplificata dai social, \u00e8 l\u2019uso di contenuti visivi \u201ccredibili\u201d per costruire conclusioni infondate: immagine vera, narrazione falsa. <strong>Mappe, screenshot, grafici o immagini satellitari<\/strong> possono essere reali e tecnicamente plausibili, ma ritagliati, alterati o presentati senza spiegazione, fino a suggerire causalit\u00e0 che non esistono. Il vantaggio \u00e8 sempre lo stesso: <strong>la percezione si forma in pochi secondi, mentre la verifica richiede tempo<\/strong>. Quando il contenuto rimbalza in modo virale, la smentita arriva quasi sempre dopo, e con un impatto molto pi\u00f9 debole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che <strong>il contesto richiede tempo<\/strong>, mentre la narrazione \u00e8 immediata. In un ecosistema informativo che premia la velocit\u00e0 e la semplificazione, il dato isolato diventa un\u2019arma narrativa, capace di orientare il giudizio collettivo prima che sia possibile una valutazione approfondita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/stratcom03-1024x829.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/stratcom03-1024x829.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia\" class=\"wp-image-14675 webpexpress-processed\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Immagini vere, narrazione falsa:<\/strong> dopo l\u2019uragano Helene, sui social hanno circolato immagini radar\/satellitari alterate o decontestualizzate, usate per sostenere che HAARP (High-frequency Active Auroral Research Program, programma di ricerca in Alaska) avesse \u201cmodificato\u201d il meteo e manipolato l\u2019uragano. Messaggi di questo tipo sfruttano paura e incertezza per orientare la percezione prima che emergano spiegazioni basate su dati verificati e su valutazioni scientifiche consolidate.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bersaglio non \u00e8 la realt\u00e0, ma la percezione<\/h2>\n\n\n\n<p>In questo scenario <strong>non conta stabilire cosa sia vero<\/strong>but <strong>cosa venga percepito come tale<\/strong>. \u00c8 una distinzione cruciale, perch\u00e9 la percezione guida il consenso, la fiducia nelle istituzioni, la credibilit\u00e0 delle competenze e, di riflesso, le scelte politiche e strategiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Una celebre frase lo sintetizza efficacemente: <em>\u00abin tempi di inganno universale, dire la verit\u00e0 \u00e8 un atto sovversivo\u00bb.<\/em> Ma nell\u2019ambiente informativo contemporaneo questo <strong>non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente<\/strong>: la verit\u00e0 deve anche riuscire a farsi ascoltare, emergere dal rumore e attraversare una comunicazione frammentata, spesso dominata da semplificazioni e reazioni emotive.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno non \u00e8 nuovo. <strong>Hannah Arendt<\/strong>, filosofa e teorica politica tra le pi\u00f9 influenti del Novecento, analizzando i totalitarismi del Novecento, osservava come l\u2019efficacia della propaganda non risiedesse tanto nella menzogna in s\u00e9, quanto nel rendere irrilevante la distinzione tra vero e falso. Quando tutto appare opinabile, <strong>la realt\u00e0 perde autorit\u00e0 e la verit\u00e0 smette di essere un riferimento condiviso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Umberto Eco<\/strong>, in occasione del conferimento della laurea honoris causa all\u2019Universit\u00e0 di Torino nel 2015, ha descritto una dinamica affine, richiamando l\u2019attenzione sulla scomparsa dei filtri tra competenza e visibilit\u00e0 nello spazio pubblico. Non l\u2019ignoranza in s\u00e9, ma la sua <strong>amplificazione indiscriminata<\/strong> contribuisce a un contesto informativo in cui il rumore prevale sulla conoscenza, rafforzando gli effetti della guerra cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/main-news-image-1-1024x576.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/main-news-image-1-1024x576.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia\" class=\"wp-image-14667 webpexpress-processed\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hannah Arendt (in fondo) analizzava il potere non solo come forza coercitiva, ma come costruzione di consenso, mostrando come i regimi totalitari non si limitino a mentire, ma tendano a rendere irrilevante la distinzione tra vero e falso, fino a indebolire l\u2019autorit\u00e0 stessa della realt\u00e0 &#8211; Copyright The Hannah Arendt Center for Politics and Humanities<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-quando-la-percezione-diventa-fattore-operativo\">Quando la percezione diventa fattore operativo<\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019impostazione NATO, il punto di partenza \u00e8 l\u2019<strong>Information Environment<\/strong>, inteso come l\u2019insieme dell\u2019informazione, degli attori, individui, organizzazioni e sistemi, che la producono, la ricevono e la diffondono, nonch\u00e9 degli spazi <strong>fisico, virtuale e cognitivo<\/strong> in cui tali interazioni avvengono, come definito nella dottrina alleata sulle Information Operations (<a href=\"https:\/\/info.publicintelligence.net\/NATO-IO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AJP-3.10<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro, la <strong>Strategic Communications (StratCom)<\/strong> non coincide con la \u201ccomunicazione\u201d in senso mediatico, ma rappresenta un <strong>approccio integrato<\/strong> volto a garantire coerenza e allineamento tra narrative, messaggi e azioni, inserendoli pienamente nel processo di pianificazione e nella valutazione degli effetti, in linea con l\u2019impostazione NATO sulla comunicazione strategica e sull\u2019\u201ceffects-based approach\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>Information Operations (Info Ops)<\/strong> operano invece come <strong>funzione di staff<\/strong>, assicurando il coordinamento e la sincronizzazione delle attivit\u00e0 informative a supporto degli obiettivi del comandante, all\u2019interno dell\u2019Information Environment, secondo quanto previsto dall\u2019<a href=\"https:\/\/info.publicintelligence.net\/NATO-PSYOPS.pdf\" rel=\"noopener\">AJP-3.10.1<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo contesto che la <strong>dimensione cognitiva<\/strong> assume un ruolo decisivo: non perch\u00e9 sostituisca l\u2019azione nei domini tradizionali, ma perch\u00e9 ne condiziona direttamente gli esiti, come evidenziato anche dal pi\u00f9 recente dibattito sviluppato in ambito <strong>Strategic Communications NATO-affiliated<\/strong>, che pone l\u2019accento sul rapporto tra percezione, legittimit\u00e0 e produzione di effetti nel lungo periodo (<a href=\"https:\/\/stratcomcoe.org\/publications\/academic-journal-defence-strategic-communications-volume-16-autumn-2025\/336\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Defence Strategic Communications<\/em>, Vol. 16, Autumn 2025<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nato-cog1-1024x708.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nato-cog1-1024x708.jpg\" alt=\"Il campo di battaglia dove non si spara: quando una bufala altera la percezione collettiva e diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia\" class=\"wp-image-14669 webpexpress-processed\" title=\"Il campo di battaglia asimmetrico dove non si spara: come una bufala diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Structured Analytic Techniques (ADAPT): schema utilizzato in ambito NATO per supportare l\u2019analisi dell\u2019Information Environment, con particolare attenzione alla dimensione cognitiva e agli effetti sulla percezione e sul processo decisionale &#8211; Fonte: Defence Strategic Communications, NATO<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-dominio-strutturalmente-asimmetrico\">Un &#8220;dominio&#8221; strutturalmente asimmetrico<\/h2>\n\n\n\n<p>La guerra cognitiva \u00e8 per sua natura <strong>asimmetrica<\/strong>. <strong>Chi semplifica gode di un vantaggio immediato; chi verifica \u00e8 pi\u00f9 lento; chi spiega perde attenzione; chi urla ottiene visibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Difendersi richiede uno sforzo costante fatto di <strong>disciplina mentale, spirito critico e capacit\u00e0 di accettare la complessit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualit\u00e0 essenziali in ambito militare, ma poco premiate nell\u2019economia dell\u2019attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;azione in questo scenario <strong>non produce macerie visibili<\/strong>but <strong>erosione<\/strong>. Erode la fiducia nei fatti, la distinzione tra opinione e dato, la capacit\u00e0 collettiva di valutare la realt\u00e0 in modo razionale. Quando una bufala diventa \u201cverit\u00e0\u201d per inerzia, non ha pi\u00f9 bisogno di essere difesa: <strong>si autoalimenta, circola e si normalizza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto, la battaglia non si combatte pi\u00f9 sul piano dell\u2019informazione, ma su quello, molto pi\u00f9 fragile, della <strong>percezione collettiva<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/difesanews.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Embed of DSC_NATO_journal_FINAL.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-9c32c925-2863-4eba-8e4a-d258a7fa9921\" href=\"https:\/\/difesanews.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\" rel=\"noopener\">DSC_NATO_journal_FINAL<\/a><a href=\"https:\/\/difesanews.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/DSC_NATO_journal_FINAL.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" aria-describedby=\"wp-block-file--media-9c32c925-2863-4eba-8e4a-d258a7fa9921\" download rel=\"noopener\">Download<\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potremmo definirlo il &#8220;sesto dominio&#8221;: Aria, Terra, Mare, Spazio, Cyber e\u2026 Percezione.Un campo di battaglia dove non servono armi, ma narrazioni continue. 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