{"id":27366,"date":"2025-12-18T15:27:03","date_gmt":"2025-12-18T14:27:03","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=27366"},"modified":"2025-12-18T16:25:43","modified_gmt":"2025-12-18T15:25:43","slug":"coraggio-contro-acciaio-18-19-dicembre-1941-la-xa-flottiglia-mas-entra-nella-leggenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/coraggio-contro-acciaio-18-19-dicembre-1941-la-xa-flottiglia-mas-entra-nella-leggenda\/","title":{"rendered":"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda"},"content":{"rendered":"<p>Nella storia delle operazioni speciali navali, poche azioni hanno avuto la forza simbolica e l\u2019impatto operativo dell\u2019incursione <strong>condotta nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 nel porto di Alessandria d\u2019Egitto<\/strong>. Fu un\u2019operazione di audacia estrema, pianificata nei dettagli e portata a termine da un numero ridottissimo di uomini della <strong>10th MAS Flotilla<\/strong>, impiegando i <strong>Siluri a Lenta Corsa (SLC)<\/strong>, mezzi d\u2019assalto subacquei che la lingua dei reparti aveva battezzato con un soprannome ormai entrato nella memoria collettiva: \u201cmaiali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-x\u00aa-flottiglia-mas-il-terrore-del-mediterraneo\">10th MAS Flotilla: the terror of the Mediterranean<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla fine del 1941 il Mediterraneo non era un \u201cmare secondario\u201d. Era una rete di rotte di rifornimento e di basi che tenevano in vita eserciti e campagne, soprattutto in Nord Africa. In quel quadro, <strong>Alessandria<\/strong> costituiva uno dei cardini della presenza britannica nel Mediterraneo orientale: un porto fortificato, sorvegliato, centro nevralgico per unit\u00e0 pesanti e per l\u2019interdizione dei convogli. Colpirlo voleva dire tentare di <strong>ridurre la libert\u00e0 d\u2019azione della Royal Navy<\/strong> e alleggerire la pressione su un sistema logistico gi\u00e0 fragile. <\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>prima azione di successo della X\u00aa Flottiglia MAS<\/strong>&nbsp;si svolse il&nbsp;<strong>25 marzo 1941<\/strong>&nbsp;nella baia di&nbsp;<strong>Suda<\/strong>, a Creta. In quell\u2019occasione sei&nbsp;<strong>barchini esplosivi MTM (Motoscafi Turismo Modificati)<\/strong>&nbsp;attaccarono le unit\u00e0 navali britanniche ancorate in rada, infliggendo danni gravissimi. Tra i bersagli colpiti figurava l\u2019incrociatore&nbsp;<strong>HMS York<\/strong>, centrato in pieno e costretto a incagliarsi: ridotto a relitto, venne successivamente usato solo come batteria galleggiante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/xmasattack-1024x587.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/xmasattack-1024x587.jpg\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13077 webpexpress-processed\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli attacchi della X\u00aa Flottiglia MAS tra il 1940 e il 1941 (rappresentazione grafica degli storici Vincent P. O\u2019Hara ed Enrico Cernuschi)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-arma-dell-asimmetria-i-siluri-a-lenta-corsa\">L\u2019arma dell\u2019asimmetria: i Siluri a Lenta Corsa<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo SLC era una risposta \u201cpovera\u201d e geniale al problema della superiorit\u00e0 navale avversaria: non sfidare le grandi navi in battaglia, ma <strong>aggirarle<\/strong> con l\u2019infiltrazione. Due operatori, in immersione, guidavano un mezzo lento e difficile, portando una carica esplosiva da fissare sotto la chiglia del bersaglio. La riuscita dipendeva meno dalla potenza pura e pi\u00f9 da fattori umani: <strong>orientamento, calma, resistenza fisica, capacit\u00e0 di improvvisare dopo un guasto, e soprattutto disciplina nel rimanere invisibili.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/slc.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/slc.jpg\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13072 webpexpress-processed\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;operazione prende il via con l&#8217;imbarco dei mezzi d&#8217;assalto Siluri a Lenta corsa (SLC), poi universalmente noti come &#8220;Maiali&#8221;, sul sommergibile&nbsp;<em>Scir\u00e9<\/em>, che, al comando del tenente di vascello Junio Valerio Borghese, parte dalla Spezia alle 23:00 del&nbsp;3 dicembre 1941 &#8211; Copyright Marina Militare Italiana &#8211; Ufficio Storico<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-missione-entrare-dove-sembrava-impossibile\">La missione: entrare dove sembrava impossibile<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019operazione venne impostata come una <strong>penetrazione clandestina: costi minimi, rischi massimi, bersagli di altissimo valore<\/strong>. Il sommergibile <strong>Scir\u00e8<\/strong> port\u00f2 gli incursori in prossimit\u00e0 dell\u2019obiettivo, poi la responsabilit\u00e0 pass\u00f2 agli uomini e ai loro mezzi. Le difese di un porto militare non sono solo reti o sbarramenti: sono correnti, riflessi, rumori, pattuglie, procedure, casualit\u00e0. \u00c8 un ambiente dove l\u2019errore non concede repliche.<\/p>\n\n\n\n<p>I team erano tre, ciascuno con un compito preciso:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Luigi Durand de la Penne<\/strong> and <strong>Emilio Bianchi<\/strong> puntavano alla corazzata <strong>HMS <em>Queen Elizabeth<\/em><\/strong> (SLC n. 221).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Vincenzo Martellotta<\/strong> e <strong>Mario Marino<\/strong> avevano come obiettivo la grande nave appoggio\/cisterna <strong>Sagona<\/strong> e unit\u00e0 adiacenti (SLC n. 222).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Antonio Marceglia<\/strong> e <strong>Spartaco Schergat<\/strong> erano diretti sulla corazzata <strong>HMS <em>Valiant<\/em><\/strong> (SLC n. 223).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/X-MAS-1939-1000x750.jpg-1.webp\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13070\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>I componenti della 1\u00aa Flottiglia MAS nel 1939. Tra loro il comandante Aloisi, Luigi Durand de la Penne, Teseo Tesei, Bruno Falcomat\u00e0 e Gino Birindelli. \u2013 Copyright foto Ministero della Difesa-Marina Militare<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sotto-la-chiglia-tecnica-nervi-e-imprevisti\">Sotto la chiglia: tecnica, nervi e imprevisti<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella fase finale l\u2019azione diventava quasi chirurgica: individuare il punto corretto, fissare la carica, armare i timer, allontanarsi. E farlo senza luce, con visibilit\u00e0 limitata, spesso con apparecchiature che non perdonavano guasti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo <strong>Durand de la Penne\u2013Bianchi<\/strong> dovette affrontare seri problemi tecnici al mezzo e fin\u00ec per operare in condizioni ancora pi\u00f9 difficili del previsto. Nonostante ci\u00f2, riusc\u00ec a completare l\u2019obiettivo, ma i due vennero <strong>catturati<\/strong> prima di potersi sottrarre alle ricerche.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio qui nasce uno dei passaggi pi\u00f9 noti della vicenda: poco prima dell\u2019esplosione, Durand de la Penne <strong>avvert\u00ec<\/strong> un ufficiale britannico del pericolo imminente, senza rivelare la posizione esatta della carica. \u00c8 un dettaglio che ha alimentato letture diverse, ma che viene spesso interpretato come un gesto di responsabilit\u00e0 verso vite umane, dentro la durezza della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri team, pur con difficolt\u00e0 e arresti, completarono la posa delle cariche. La missione, nella sostanza, riusc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><picture><source srcset=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/slc-attack-1.jpg.webp\" type=\"image\/webp\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/slc-attack-1.jpg\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13074 webpexpress-processed\" style=\"width:1000px\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"><\/picture><figcaption class=\"wp-element-caption\">Rappresentazione grafica dell&#8217;attacco degli storici Vincent P. O\u2019Hara ed Enrico Cernuschi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-i-bersagli-colpiti-e-l-impatto-operativo-e-non-solo-del-raid\">I bersagli colpiti e l\u2019impatto operativo (e non solo) del raid<\/h2>\n\n\n\n<p>Alle prime ore del <strong>19 dicembre 1941<\/strong> le cariche esplosive piazzate dagli incursori della <strong>X\u00aa MAS<\/strong> colpirono i bersagli designati nel porto di Alessandria, producendo un effetto operativo immediato e pesantissimo sulla presenza navale britannica nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>HMS Queen Elizabeth<\/strong> venne attaccata dalla coppia <strong>Antonio Marceglia \u2013 Spartaco Schergat<\/strong>, che riusc\u00ec a portare l\u2019SLC sotto lo scafo e a collocare la carica in posizione utile: l\u2019esplosione apr\u00ec la nave dal basso, provocando gravi deformazioni e allagamenti nei compartimenti interni, con danni tali da renderla <strong>inermi e indisponibile<\/strong> per un periodo prolungato.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>HMS Valiant<\/strong> fu invece il bersaglio dell\u2019SLC condotto da <strong>Luigi Durand de la Penne \u2013 Emilio Bianchi<\/strong>. Anche qui l\u2019esplosione, pur maturata in condizioni difficili e a ridosso dello scafo, ebbe effetti devastanti: la corazzata riport\u00f2 danni seri alla carena e agli apparati, venendo <strong>messa fuori combattimento<\/strong> e sottratta alle esigenze operative nel momento pi\u00f9 delicato della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso quadro d\u2019azione, la nave cisterna <strong>Sagona<\/strong> venne colpita dall\u2019SLC di <strong>Vincenzo Martellotta \u2013 Mario Marino<\/strong>. L\u2019esplosione fu particolarmente distruttiva, concentrata nella zona poppiera, con danni strutturali gravissimi che trasformarono la cisterna in un relitto inutilizzabile. Proprio quell\u2019urto si ripercosse sulle unit\u00e0 vicine: il cacciatorpediniere <strong>HMS Jervis<\/strong>, affiancato alla Sagona durante il rifornimento, venne <strong>danneggiato per effetto diretto della deflagrazione<\/strong>, costretto a fermarsi per riparazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In termini operativi, il risultato fu netto: in una sola notte la Royal Navy si vide sottrarre <strong>due navi capitali<\/strong> e sub\u00ec ulteriori perdite e limitazioni logistiche, in un teatro dove anche pochi giorni di indisponibilit\u00e0 potevano spostare equilibri, tempi e scelte strategiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu un colpo \u201crisolutivo\u201d dell\u2019intera guerra nel Mediterraneo: la strategia dipendeva anche da aerei, radar, intelligence, capacit\u00e0 industriale e logistica. Ma fu un colpo che dimostr\u00f2 una verit\u00e0 destinata a diventare regola: <strong>anche i porti pi\u00f9 difesi sono vulnerabili<\/strong> se l\u2019avversario sa pensare in modo asimmetrico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/queen-eliz-1000x539.jpg-1.webp\" alt=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\" class=\"wp-image-13071\" title=\"Coraggio contro Acciaio: 18-19 dicembre 1941, la X\u00aa Flottiglia MAS entra nella Leggenda\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La HMS Queen Elizabeth circondata da reti parasiluri nel porto di Alessandria prima dell\u2019attacco. \u2013 Copyright ADNO 8064 Imperial War Museums<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-perche-divento-leggenda\">Perch\u00e9 divent\u00f2 leggenda<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019impresa di Alessandria \u00e8 rimasta nella memoria per pi\u00f9 ragioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sproporzione tra mezzi e risultato<\/strong>: pochi uomini, pochi mezzi, bersagli enormi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Altissima probabilit\u00e0 di cattura<\/strong>: le operazioni speciali navali di quell\u2019epoca spesso prevedevano che rientrare fosse pi\u00f9 un auspicio che un piano.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Competenza tecnica e addestramento<\/strong>: immersione, navigazione subacquea, gestione esplosivi, improvvisazione.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Dimensione etica e umana<\/strong>: la paura riconosciuta, la disciplina, e quel confine sottile tra colpire il nemico e limitare il sacrificio inutile.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-eredita-un-capitolo-fondativo-delle-operazioni-speciali-navali\">Eredit\u00e0: un capitolo fondativo delle operazioni speciali navali<\/h2>\n\n\n\n<p>Alessandria non \u00e8 soltanto un episodio di cronaca bellica: \u00e8 un tassello che <a href=\"https:\/\/difesanews.com\/dagli-arditi-alle-forze-speciali-moderne-una-storia-tutta-italiana-parte-i-le-origini-e-la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/\" rel=\"noopener\">ha contribuito a definire la cultura delle forze speciali navali moderne<\/a>. Ha anticipato concetti oggi centrali: attacco mirato, sorpresa, infiltrazione, economia delle forze, e valore della preparazione individuale. Nel dopoguerra, molte marine del mondo avrebbero investito proprio in quella direzione, perfezionando dottrine e contromisure.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 quell\u2019azione \u00e8 diventata \u201cleggenda\u201d: non per retorica facile, ma perch\u00e9 racconta come, in guerra, <strong>la tecnologia da sola non basta e come l\u2019esito possa dipendere da pochissimi uomini capaci di entrare, silenziosamente, nel punto pi\u00f9 protetto del dispositivo avversario.<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella storia delle operazioni speciali navali, poche azioni hanno avuto la forza simbolica e l\u2019impatto operativo dell\u2019incursione condotta nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 nel porto di Alessandria d\u2019Egitto. 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