{"id":25232,"date":"2025-10-07T22:38:34","date_gmt":"2025-10-07T21:38:34","guid":{"rendered":"https:\/\/brigatafolgore.net\/?p=25232"},"modified":"2025-10-07T22:38:37","modified_gmt":"2025-10-07T21:38:37","slug":"40-anni-dal-dirottamento-dellachille-lauro-quando-litalia-disse-no-agli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/40-anni-dal-dirottamento-dellachille-lauro-quando-litalia-disse-no-agli-stati-uniti\/","title":{"rendered":"40 anni dal dirottamento dell\u2019Achille Lauro: quando l\u2019Italia disse NO agli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>Alle ore&nbsp;<strong>13 di luned\u00ec 7 ottobre 1985<\/strong>, la nave da crociera&nbsp;<strong>Achille Lauro<\/strong>, orgoglio della marina mercantile italiana, naviga pacificamente nelle acque territoriali egiziane. Ventiquattromila tonnellate di stazza, duecento metri di lunghezza, bandiera italiana. A bordo ci sono&nbsp;<strong>107 passeggeri<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>320 membri dell\u2019equipaggio<\/strong>. More&nbsp;<strong>670 turisti<\/strong>&nbsp;si trovano a terra, impegnati in una visita guidata al Cairo. Il rientro \u00e8 previsto in serata, a Port Said.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019Egitto, la meta successiva \u00e8&nbsp;<strong>Ashdod, in Israele<\/strong>. Ma in Israele l\u2019Achille Lauro non arriver\u00e0 mai. Quello che doveva essere un viaggio di piacere si trasformer\u00e0 in un dramma internazionale che metter\u00e0 alla prova il governo italiano e i rapporti con gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Italia del 1985: tra equilibrio e tensioni internazionali<\/h2>\n\n\n\n<p>In quel momento, il presidente del Consiglio \u00e8&nbsp;<strong>Bettino Craxi<\/strong>, da due anni a Palazzo Chigi. Al Quirinale, da pochi mesi,&nbsp;<strong>Francesco Cossiga<\/strong>. Alla Farnesina,&nbsp;<strong>Giulio Andreotti<\/strong>, figura esperta e prudente, uomo di relazioni e di equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia vive una fase di forte tensione diplomatica tra i due mondi: da un lato l\u2019alleanza atlantica, dall\u2019altro il dialogo con il Medio Oriente e i Paesi arabi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019irruzione a bordo: quattro uomini cambiano la storia<\/h2>\n\n\n\n<p>At&nbsp;<strong>13:07<\/strong>, mentre i passeggeri pranzano nella sala da pranzo, quattro uomini armati di&nbsp;<strong>Kalashnikov<\/strong>&nbsp;irrompono all\u2019improvviso. Gli spari squarciano l\u2019aria, le urla si mescolano al caos. Una pallottola colpisce un marinaio a una gamba. In pochi minuti, la nave \u00e8 completamente nelle mani dei dirottatori.<\/p>\n\n\n\n<p>They are&nbsp;<strong>quattro militanti palestinesi<\/strong>, uno dei quali minorenne, appartenenti al&nbsp;<strong>Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP)<\/strong>, una fazione dell\u2019OLP. Si sono imbarcati a Genova con&nbsp;<strong>passaporti falsi<\/strong>&nbsp;ungheresi e greci. Il loro obiettivo era compiere un attentato nel porto israeliano di&nbsp;<strong>Ashdod<\/strong>, ma scoperti dall\u2019equipaggio mentre maneggiavano armi, decidono di cambiare piano e prendere il controllo della nave.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prime ore del sequestro<\/h2>\n\n\n\n<p>Il marconista riesce a inviare un disperato messaggio radio:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Mayday, mayday, Achille Lauro. Siamo stati dirottati da un numero imprecisato di palestinesi. Chiedono la liberazione di cinquanta loro compagni detenuti in Israele.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il segnale viene captato a G\u00f6teborg, in Svezia. \u00c8 il primo allarme ufficiale. Alle&nbsp;<strong>17:00<\/strong>&nbsp;la notizia arriva alla&nbsp;<strong>Farnesina<\/strong>. Giulio Andreotti convoca l\u2019unit\u00e0 di crisi, mentre il ministro della Difesa&nbsp;<strong>Giovanni Spadolini<\/strong>, informato a Milano, dispone l\u2019immediata allerta delle Forze Armate. L\u2019Italia si muove su due fronti: la via diplomatica, incarnata da Andreotti, e la linea della fermezza militare, sostenuta da Spadolini.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le ore decisive: diplomazia o forza?<\/h2>\n\n\n\n<p>La sera del 7 ottobre, nella sede della Farnesina, Andreotti apre i canali diplomatici. Contatta l\u2019egiziano&nbsp;<strong>Boutros Boutros-Ghali<\/strong>, che garantisce collaborazione, e il leader palestinese&nbsp;<strong>Yasser Arafat<\/strong>, che prende ufficialmente le distanze dall\u2019azione terroristica. Nel frattempo, a&nbsp;<strong>Castelporziano<\/strong>, il presidente Cossiga \u00e8 costantemente informato.<\/p>\n\n\n\n<p>Spadolini, rientrato a Roma, riunisce i vertici militari e incarica le Forze Speciali di prepararsi a un intervento armato. Nasce l\u2019<strong>Operazione Margherita<\/strong>: the&nbsp;<a href=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/command-divers-and-raiders-teseo-tesei-comsubin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Raggruppamento Teseo Tesei<\/strong>&nbsp;del COMSUBIN<\/a>&nbsp;viene imbarcato sulla nave \u201cVittorio Veneto\u201d, mentre da Livorno decollano quattro elicotteri con&nbsp;<strong>60 incursori del&nbsp;<a href=\"https:\/\/brigatafolgore.net\/en\/9-moschin-regiment-the-spearhead\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">9\u00ba Battaglione \u201cCol Moschin\u201d<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019azione militare si rivela troppo rischiosa: gli americani spingono per un attacco, Craxi e Andreotti insistono sulla via della trattativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abul Abbas entra in scena<\/h2>\n\n\n\n<p>Durante la notte, Yasser Arafat chiama personalmente Bettino Craxi e comunica l\u2019invio di due emissari per negoziare la resa dei terroristi. Uno di loro \u00e8&nbsp;<strong>Abul Abbas<\/strong>, leader del Fronte per la Liberazione della Palestina. Uomo ambiguo, diviso tra diplomazia e militanza, con un passato di attentati in Israele e in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i ricognitori italiani individuano la nave, i terroristi chiedono di attraccare in Siria, nel porto di&nbsp;<strong>Tartus<\/strong>. Andreotti telefona direttamente al presidente siriano&nbsp;<strong>Hafez al-Assad<\/strong>, che inizialmente acconsente, ma poi ritira il permesso su pressione americana. L\u2019<strong>Achille Lauro<\/strong>&nbsp;resta bloccata in mare, circondata dalle tensioni diplomatiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019assassinio di Leon Klinghoffer<\/h2>\n\n\n\n<p>Frustrati e isolati, i terroristi cercano di distinguere i passeggeri per nazionalit\u00e0. Tra loro, un uomo in sedia a rotelle:&nbsp;<strong>Leon Klinghoffer<\/strong>, sessantanove anni, ebreo americano, a bordo con la moglie per celebrare il loro anniversario. \u00c8 lui la vittima scelta.<br>Viene trascinato sul ponte, ucciso con due colpi di pistola e gettato in mare.<\/p>\n\n\n\n<p>La notizia dell\u2019omicidio si diffonde lentamente. Per ore, le autorit\u00e0 italiane ignorano quanto accaduto. Il comandante&nbsp;<strong>De Rosa<\/strong>, minacciato, dichiara che \u201ctutti i passeggeri stanno bene\u201d, permettendo al negoziato di proseguire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La resa e l\u2019inganno diplomatico<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 9 ottobre, l\u2019Achille Lauro getta l\u2019ancora al largo di&nbsp;<strong>Port Said<\/strong>, in Egitto. Grazie alla mediazione di Abul Abbas e del governo egiziano, i terroristi accettano di deporre le armi in cambio di un salvacondotto. L\u2019ambasciatore italiano&nbsp;<strong>Vincenzo Migliuolo<\/strong>&nbsp;firma l\u2019accordo. L\u2019Italia pensa che nessuno sia morto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poche ore dopo, l\u2019intelligence americana intercetta le comunicazioni:&nbsp;<strong>Klinghoffer \u00e8 stato ucciso<\/strong>. Craxi apprende la notizia solo a negoziato concluso. \u00c8 ormai tardi: i quattro dirottatori sono stati presi in consegna dagli egiziani e stanno per lasciare l\u2019Egitto a bordo di un Boeing 737 della&nbsp;<strong>EgyptAir<\/strong>, insieme a&nbsp;<strong>Abul Abbas<\/strong>&nbsp;e ai mediatori dell\u2019OLP.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sigonella: l\u2019Italia dice no<\/h2>\n\n\n\n<p>La sera del&nbsp;<strong>10 ottobre<\/strong>, due caccia americani F-14 intercettano l\u2019aereo egiziano e lo costringono ad atterrare nella base&nbsp;<strong>NATO di Sigonella<\/strong>, in Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019inizio della&nbsp;<strong>crisi pi\u00f9 grave tra Italia e Stati Uniti dal dopoguerra<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena atterrato, l\u2019aereo viene circondato dai militari italiani della&nbsp;<strong>Vigilanza Aeronautica Militare (VAM)<\/strong>. Pochi minuti dopo, la&nbsp;<strong>Delta Force<\/strong>&nbsp;statunitense, giunta con due C-141, circonda a sua volta gli italiani. Una scena surreale: armi puntate, soldati contro soldati, alleati che si guardano negli occhi in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il generale&nbsp;<strong>Ercolano Annichiarico<\/strong>, comandante della base, dispone i mezzi a difesa del Boeing egiziano. Craxi, avvertito, ordina:&nbsp;<em>\u201cL\u2019aereo \u00e8 sotto la giurisdizione italiana. Nessuno vi ponga piede senza autorizzazione.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per ore, la tensione rimane altissima. Reagan chiede a Craxi di consegnare i terroristi e Abul Abbas. Craxi risponde:&nbsp;<em>\u201cI reati sono stati commessi su una nave italiana, la giurisdizione \u00e8 nostra.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la&nbsp;<strong>prima volta nella storia repubblicana<\/strong>&nbsp;che l\u2019Italia si oppone apertamente agli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, nella notte tra il&nbsp;<strong>10 e l\u201911 ottobre<\/strong>, dopo uno scontro verbale durissimo, Reagan accetta la decisione di Roma. La Delta Force si ritira. I quattro dirottatori vengono arrestati e consegnati alla giustizia italiana. Abul Abbas resta a bordo dell\u2019aereo egiziano, che ottiene il permesso di decollare per&nbsp;<strong>Rome<\/strong>then&nbsp;<strong>Fiumicino<\/strong>, e infine per&nbsp;<strong>Belgrado<\/strong>, dove trover\u00e0 rifugio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il processo e l\u2019eredit\u00e0 di Sigonella<\/h2>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<strong>1986<\/strong>, the&nbsp;<strong>Tribunale di Genova<\/strong>&nbsp;condann\u00f2&nbsp;<strong>Abul Abbas<\/strong>&nbsp;all\u2019ergastolo come mandante del dirottamento dell\u2019Achille Lauro e dell\u2019omicidio di&nbsp;<strong>Leon Klinghoffer<\/strong>. La stessa pena fu inflitta a due dei quattro dirottatori, mentre il quarto, minorenne al momento dei fatti, ricevette una condanna a&nbsp;<strong>17 anni di reclusione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<strong>1987<\/strong>, la Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Genova conferm\u00f2 tutte le condanne. Negli anni successivi, uno dei responsabili dell\u2019omicidio di Klinghoffer evase durante un permesso premio e venne poi&nbsp;<strong>arrestato in Spagna<\/strong>, per essere nuovamente estradato in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il leader palestinese&nbsp;<strong>Abul Abbas<\/strong>, rifugiatosi a Baghdad sotto la protezione del regime di&nbsp;<strong>Saddam Hussein<\/strong>, venne catturato nel&nbsp;<strong>2003<\/strong>&nbsp;dalle forze speciali statunitensi durante la guerra in Iraq. Mor\u00ec l\u2019anno seguente, nel&nbsp;<strong>2004<\/strong>, in un carcere americano nei pressi di Baghdad.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano politico, la gestione della crisi provoc\u00f2&nbsp;<strong>forti tensioni nel governo italiano<\/strong>. I ministri repubblicani, guidati da&nbsp;<strong>Giovanni Spadolini<\/strong>, rassegnarono le dimissioni, ma la crisi si risolse in pochi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>The&nbsp;<strong>19 ottobre 1985<\/strong>, una lettera personale del presidente statunitense&nbsp;<strong>Ronald Reagan<\/strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Bettino Craxi<\/strong>&nbsp;\u2014 nota come&nbsp;<em>\u201cDear Bettino\u201d<\/em>&nbsp;\u2014 contribu\u00ec a ricucire ufficialmente i rapporti diplomatici tra&nbsp;<strong>Roma e Washington<\/strong>, riaffermando la cooperazione tra i due Paesi nella lotta al terrorismo internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di quarant\u2019anni, la vicenda dell\u2019Achille Lauro e la&nbsp;<strong>crisi di Sigonella<\/strong>&nbsp;restano uno degli episodi pi\u00f9 significativi della storia italiana del secondo dopoguerra, esempio di quanto complessi e delicati fossero gli equilibri internazionali dell\u2019epoca.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle ore&nbsp;13 di luned\u00ec 7 ottobre 1985, la nave da crociera&nbsp;Achille Lauro, orgoglio della marina mercantile italiana, naviga pacificamente nelle acque territoriali egiziane. 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