I droni non sono più solo strumenti per riprese aeree o impieghi industriali: sempre più spesso diventano una minaccia per la sicurezza pubblica, tra sorvoli ostili, violazioni dello spazio aereo, interferenze con il traffico aeroportuale e rischi per infrastrutture critiche, frontiere e luoghi affollati. In questo contesto, la Commissione europea ha presentato un piano d’azione per contrastare le minacce poste da droni e palloni ad alta quota, con l’obiettivo di costruire una risposta più coordinata tra i Paesi membri.
L’impostazione è chiara: più cooperazione tra Stati, maggiore integrazione tra ambito civile e militare e, in parallelo, lo sviluppo di un’industria europea dei droni capace di restare competitiva. Il documento guarda soprattutto alla sicurezza interna, ma affianca il lavoro già avviato nel settore della difesa, puntando su sinergie strutturate tra i due mondi.
Tra le priorità c’è la preparazione dell’Europa agli incidenti legati ai droni. Il piano propone:
Sul fronte operativo, Bruxelles vuole rafforzare i test anti-drone tramite:
A supporto della crescita industriale, è previsto anche un forum dell’industria dei droni e dei contro-droni, pensato per facilitare il dialogo tra istituzioni e aziende e accelerare la produzione.
Sul piano normativo, la Commissione lavorerà a un pacchetto sulla sicurezza per aggiornare le regole dei droni civili alle nuove esigenze. Tra i punti chiave:
Per la protezione delle infrastrutture strategiche, Bruxelles intende:
Individuare per tempo un drone ostile è il primo passo per fermarlo. Per questo il piano insiste sul rafforzamento della consapevolezza situazionale, con sistemi capaci di distinguere velivoli legittimi da potenzialmente pericolosi.
L’obiettivo è arrivare a:
Il rilevamento punterà su un approccio multisensore e su software di intelligenza artificiale, combinando tecnologie diverse per tracciare e identificare oggetti in volo. Un ruolo centrale è attribuito anche alle reti 5G, da sfruttare per il tracciamento preciso e in tempo reale dei droni, connessi o meno. Per accelerare l’adozione, la Commissione lancerà un invito a manifestare interesse per test sul campo e sperimentazioni.
La responsabilità degli interventi resta ai singoli Paesi, ma l’Unione vuole offrire supporto concreto attraverso:
È prevista anche un’esercitazione anti-drone annuale su larga scala, per testare cooperazione transfrontaliera e coordinamento tra componenti civili e militari.
Sul fronte dei confini, Frontex continuerà a essere dotata di droni e tecnologie dedicate alla sorveglianza, con linee guida operative su:
Il piano si inserisce in un percorso già avviato e sarà accompagnato da finanziamenti europei tramite strumenti come Orizzonte Europa, Fondo europeo per la difesa e programmi per la gestione delle frontiere.
Nei prossimi mesi Bruxelles aprirà un confronto con Stati membri, industria e Parlamento europeo, con l’idea di adattare le misure all’evoluzione delle minacce e di nominare coordinatori nazionali per la sicurezza dei droni incaricati di seguirne l’attuazione sul territorio.
Fonte: https://www.hdblog.it/droni/articoli/n648000/droni-ue-vuole-scudo-comune--proteggere-cieli/
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