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Difesa, il Generale Iannucci: La vera forza risiede nel fattore umano e nell’integrazione tra tecnologia e massa

Roma – Addio all’illusione di guerre brevi, incruente e decise esclusivamente dalla superiorità tecnologica. Il futuro della difesa occidentale e nazionale passa per una combinazione imprescindibile: capacità industriali, resilienza logistica, e, soprattutto, la rigenerazione del fattore umano. È questo il forte messaggio lanciato dal Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), durante la quinta edizione del Forum Machiavelli Difesa tenutosi oggi a Roma.

Analizzando le lezioni apprese dai conflitti contemporanei, dall’Ucraina al Medio Oriente, il Generale ha tracciato un quadro realistico e sfidante per il comparto della Difesa, evidenziando come l’innovazione debba necessariamente procedere di pari passo con la quantità e la determinazione.

Il Generale Paracadutista Iannucci in missione in Bulgaria: il COVI al fianco degli Alleati per la sicurezza del fianco est della NATO – DIFESANEWS.COM – Notizie difesa, sicurezza e geopolitica

La centralità e la “rigenerazione” del fattore umano

Nessuno sforzo bellico è sostenibile senza un continuo ricambio di personale addestrato. Richiamando i vertiginosi tassi di logoramento visti nei primi anni della guerra russo-ucraina, in cui l’efficacia operativa di un’unità può esaurirsi in poche settimane, Iannucci ha posto l’accento sulla necessità vitale di disporre di sistemi di riserva efficaci.

“Pensiamo al numero di riservisti che Israele ha dovuto richiamare. Siamo su una cifra molto prossima a mezzo milione di persone. Non possiamo non dotarci di un sistema di generazione e di rigenerazione del fattore umano.”

La costruzione di una riserva credibile ha, tuttavia, un forte impatto sulla vita reale di un Paese (dall’economia alla scuola) e rappresenta una decisione politica cruciale. Affinché un modello di riserva funzioni, ha precisato il Generale, sono indispensabili “volontà, coesione e consapevolezza”.

Oltre il mito della tecnologia assoluta

L’esperienza sul campo impone di abbandonare le convinzioni consolidate negli anni Novanta: la superiorità tecnologica e aerea non garantisce più vittorie facili. I conflitti moderni si confermano lunghi, duri e logoranti.

Se da un lato l’evoluzione tattica mostra come tecnologie relativamente economiche (come i droni impiegati a Kiev o dagli Houthi nel Mar Rosso) possano produrre effetti strategici globali, dall’altro sarebbe un grave errore credere che i sistemi senza pilota possano sostituire ogni altra capacità.

Iannucci ha infatti ricordato la perdurante validità dei mezzi convenzionali:

  • L’elicottero d’attacco: resta uno degli strumenti operativi più efficaci in molti contesti.
  • Il carro armato: pur dovendo evolversi per rispondere alle nuove minacce, si conferma una capacità imprescindibile sul campo.

L’efficacia operativa, dunque, non è data dallo scontro “tecnologia contro quantità”, ma dalla loro totale integrazione.

Il Mangusta e Fenice dell’Esercito sono una capacità C-UAS già disponibile

La logistica: il vero ago della bilancia

Un altro elemento spesso sottovalutato, ma storicamente decisivo, è la sostenibilità delle operazioni. “Molte guerre non sono state perse sul campo di battaglia, ma per l’incapacità della logistica di sostenere lo sforzo bellico”, ha avvertito Iannucci. L’innovazione deve perciò essere supportata dalla costante disponibilità di mezzi, munizioni e scorte capaci di reggere campagne prolungate nel tempo.

La guerra cognitiva e la volontà nazionale

In conclusione, il Comandante del COVI ha toccato la dimensione più profonda dei conflitti moderni: la guerra dell’informazione. Il vero baricentro strategico di nazioni sotto attacco, come Israele o l’Ucraina, risiede nella determinazione della loro popolazione.

I nostri avversari sono consapevoli che le democrazie si reggono sul consenso cittadino, e punteranno a minare proprio la volontà popolare di supportare i governi. La tecnologia più avanzata e le migliori risorse industriali, ha chiosato il Generale Iannucci, rischiano di rivelarsi del tutto insufficienti se private dell’elemento cardine: “La volontà di combattere e di difendere i propri valori resta l’elemento fondamentale della difesa di un sistema-Paese”.

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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