Il prossimo giovedì 11 giugno, il Tecnopolo di Bologna segnerà una tappa decisiva per l’autonomia tecnologica del continente. Con un investimento di 28,2 milioni di euro, il supercomputer Leonardo – già tra i primi dieci sistemi di calcolo più potenti al pianeta – riceverà un potenziamento massivo denominato Lisa (Leonardo improved supercomputing architecture).
L’annuncio, rilasciato dal Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, descrive Lisa come la prima infrastruttura in Europa interamente dedicata allo sviluppo di modelli linguistici avanzati (LLM) e intelligenza artificiale generativa in ambito EuroHPC.
Se per il mondo civile e accademico si tratta di una straordinaria opportunità di ricerca, per il comparto Difesa e Sicurezza Nazionale questa accelerazione rappresenta qualcosa di molto più profondo: il tassello fondamentale per la costruzione della sovranità algoritmica applicata alle operazioni reali.
Nel teatro operativo moderno, la superiorità informativa (Information Superiority) detta il successo o il fallimento di una missione. Tuttavia, l’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore militare ha sempre cozzato contro un enorme limite strategico: la dipendenza da infrastrutture cloud e modelli commerciali di derivazione estera (prevalentemente statunitensi).
Per ovvie ragioni di sicurezza, segretezza e classificazione dei dati, le Forze Armate non possono “alimentare” sistemi commerciali esterni con dati sensibili o di intelligence. L’arrivo di Lisa colma esattamente questo vuoto. Composta da 166 server GPU ad altissime prestazioni completamente interconnessi, l’infrastruttura offre la potenza di calcolo necessaria per addestrare modelli di intelligenza artificiale in-house, all’interno di perimetri nazionali ed europei ciberneticamente protetti.
La capacità di Lisa di elaborare contemporaneamente testo, immagini, dati e video (modelli multimodali) apre la strada a tre applicazioni dirette per lo Stato Maggiore della Difesa:
Con l’evoluzione della dottrina militare verso il concetto di operazioni multi-dominio (dove Terra, Mare, Cielo, Spazio e Cyber devono agire come un unico organismo sincronizzato), il volume di dati generato ogni secondo è semplicemente troppo vasto per essere processato da analisti umani.
L’infrastruttura Lisa offre all’Italia la capacità computazionale autonoma per non rimanere indietro nella corsa agli armamenti digitali. L’autonomia tecnologica, oggi, non si misura più solo in carri armati o fregate, ma nella capacità di calcolo al secondo. E dall’11 giugno, l’Italia della Difesa ha una nuova, potentissima arma nel suo arsenale digitale.
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