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Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO

Nel mondo instabile del XXI secolo, la deterrenza nucleare rimane uno degli strumenti più efficaci per prevenire conflitti su larga scala. La NATO, consapevole di questa realtà, continua a considerare le armi nucleari come un pilastro della sua strategia di difesa. Ma cosa accade quando uno Stato rinuncia volontariamente a questo strumento di dissuasione? Il caso dell’Ucraina offre una risposta drammatica.

La deterrenza nucleare secondo la NATO

La NATO definisce la deterrenza nucleare come una componente essenziale della sua strategia di sicurezza collettiva. Essa serve a:

  • Prevenire aggressioni da parte di attori ostili
  • Garantire la pace attraverso la minaccia credibile di conseguenze devastanti
  • Rafforzare la coesione tra gli alleati, condividendo il “fardello nucleare”

Nel suo Concetto Strategico del 2022, l’Alleanza ha ribadito che, finché esisteranno armi nucleari, la NATO rimarrà una potenza nucleare. La deterrenza, secondo l’Alleanza, non è solo militare, ma anche politica: deve essere credibile, efficace e sicura.

Deterrenza nucleare: la lezione ucraina e il ruolo della NATO – brigatafolgore.net

L’Ucraina: da potenza nucleare a vittima di aggressione

Alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’Ucraina si ritrovò con il terzo arsenale nucleare al mondo:

  • Circa 1.900 testate nucleari
  • 176 missili balistici intercontinentali
  • 103 bombardieri strategici

Tuttavia, nel 1994, con il Memorandum di Budapest, Kiev accettò di trasferire tutte le armi nucleari alla Russia, in cambio di garanzie di sicurezza da parte di Mosca, Washington e Londra. Queste garanzie includevano il rispetto della sovranità ucraina e dei suoi confini.

Nel 2014, la Russia ha annesso la Crimea. Nel 2022, ha invaso l’Ucraina su larga scala. Nessuno degli Stati garanti è intervenuto militarmente per difendere Kiev, dimostrando i limiti delle promesse diplomatiche non vincolanti.

Una tesi scomoda: la deterrenza avrebbe funzionato

Se l’Ucraina avesse mantenuto il controllo operativo del suo arsenale nucleare, la Russia avrebbe dovuto considerare il rischio di una rappresaglia. La deterrenza nucleare funziona proprio perché impone un costo inaccettabile all’aggressore. Senza armi nucleari, l’Ucraina ha perso quel potere dissuasivo.

La NATO stessa riconosce che la deterrenza è efficace solo se la minaccia è credibile. Il caso ucraino dimostra che la rinuncia al deterrente nucleare, anche in nome della pace, può esporre uno Stato a vulnerabilità estreme.

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Conclusione: sicurezza e realismo

La storia dell’Ucraina è una lezione per la comunità internazionale. La pace non si garantisce con promesse, ma con strumenti concreti di difesa. La deterrenza nucleare, per quanto controversa, rimane uno di questi strumenti. La NATO lo sa bene, e continua a investire nella sua credibilità strategica. L’Ucraina, invece, ha pagato un prezzo altissimo per aver creduto che la sicurezza potesse essere garantita senza deterrenza.

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

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