Dopo un inseguimento durato oltre due settimane e un primo tentativo di abbordaggio andato a vuoto nei Caraibi a fine dicembre, gli Stati Uniti hanno annunciato il sequestro della petroliera M/V Bella 1 (ribattezzata nel frattempo Marinera), nave già finita sotto sanzioni americane e sospettata di essere parte delle reti marittime usate per eludere i controlli sul commercio di greggio tra Venezuela, Iran e altri attori sanzionati.
Secondo ricostruzioni concordanti di più testate internazionali, la vicenda inizia il 20 dicembre 2025, quando la Guardia Costiera statunitense tenta di fermare la Bella 1 in area caraibica mentre la nave procede verso il Venezuela. L’abbordaggio non riesce: la nave si sottrae ai controlli e punta verso l’Atlantico, con le unità USA che ne mantengono la traccia.
Il 7 gennaio 2026 arriva la svolta: la petroliera viene sequestrata nel Nord Atlantico, in esecuzione di un mandato di sequestro emesso da un tribunale federale statunitense, e dopo essere stata monitorata da assetti della Guardia Costiera e – secondo alcune ricostruzioni – con il supporto operativo di componenti militari. Reuters riferisce che forze speciali USA avrebbero contribuito a “mettere in sicurezza” la nave nelle fasi iniziali, prima che la gestione passasse alla Guardia Costiera.
Nel corso della fuga, la nave cambia più volte “profilo”: diverse fonti riportano che la petroliera avrebbe operato con bandiere considerate false o contestate e che, durante l’inseguimento, sarebbe stata ribattezzata Marinera e fatta risultare sotto bandiera russa. ANSA sottolinea il passaggio a Mosca dopo la fase caraibica; Reuters conferma che, dopo il primo tentativo di fermo, la nave “si è registrata sotto bandiera russa ed è stata rinominata”
La parte russa sostiene invece la legittimità della registrazione e denuncia un’azione illegale in alto mare, richiamando la Convenzione ONU sul diritto del mare (UNCLOS). ANSA riporta anche la versione del ministero dei Trasporti russo, che afferma di aver perso i contatti con la nave dopo l’abbordaggio.
Uno degli elementi più delicati è la presenza di assetti russi nell’area. Reuters scrive che durante la fase finale dell’operazione la petroliera sarebbe stata “ombreggiata” da un sottomarino russo, e che unità militari di Mosca erano “nelle vicinanze”, pur senza indicazioni di uno scontro diretto tra forze statunitensi e russe. ANSA parla apertamente di navi e sottomarini inviati “a supporto” della petroliera, mentre Londra avrebbe fornito supporto di sorveglianza, secondo quanto riportato dall’agenzia citando il ministro della Difesa britannico.
Il sequestro ha attirato attenzione anche per le modalità dell’abbordaggio. Vari media hanno rilanciato immagini diffuse da canali russi (tra cui RT) che mostrerebbero un elicottero leggero MH-6 “Little Bird” in avvicinamento, con operatori posizionati sulle tipiche panche laterali. Analisi specialistiche (non ufficiali) collegano questo profilo al 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR), reparto noto come Night Stalkers, spesso associato al supporto a missioni delle forze speciali.
Su questo punto, però, è utile distinguere tra ciò che è confermato e ciò che è dedotto: Reuters parla di supporto delle forze speciali, ma non dettaglia pubblicamente piattaforme e unità impiegate. Alcune testate di settore sostengono che elicotteri del 160th SOAR avrebbero trasportato personale d’assalto (citando anche reportage TV statunitensi), ma la conferma ufficiale completa dei dettagli tattici non è sempre pubblica in operazioni di questo tipo.
Secondo Reuters e altre fonti, la Bella 1 / Marinera era considerata un tassello di una più ampia rete di petroliere “opache” (dark o shadow fleet) accusate di eludere sanzioni e controlli sull’origine del greggio. Al momento del sequestro, più ricostruzioni indicano che la nave non trasportasse carico (o comunque non greggio venezuelano), mentre restano centrali le accuse di violazioni pregresse e di tentativi di aggiramento delle misure statunitensi.
Nelle stesse ore, il Comando Sud (SOUTHCOM) ha annunciato l’interdizione di una seconda nave, la M/T Sophia, definita “stateless, sanctioned dark fleet motor tanker” e indicata come operante in attività illecite nel Mar dei Caraibi. Reuters riferisce che la Guardia Costiera stava scortando la Sophia verso gli Stati Uniti “per la disposizione finale”.
Il sequestro della Bella 1 / Marinera si inserisce in una campagna che Washington descrive come un blocco globale contro esportazioni considerate illegali o sanzionate: una linea ribadita pubblicamente anche da esponenti dell’amministrazione USA, citati da Reuters e ripresi da ANSA.
Nel breve periodo, l’operazione apre però più interrogativi di quanti ne chiuda: dove verrà condotta la nave, quale sarà la base giuridica contestata o difesa nei tribunali, e soprattutto quale sarà la risposta politica di Mosca dopo un episodio che fonti russe e commentatori hanno già definito “pirateria”.
Se vuoi, posso adattare l’articolo a uno stile specifico (quotidiano generalista, rivista di difesa, taglio più “marittimo” o più geopolitico) e aggiungere un box finale con timeline degli eventi e glossario (dark fleet, AIS, bandiera di comodo, mandato federale, ecc.).
Fonte: https://www.hartpunkt.de/us-spezialkraefte-bringen-oeltanker-m-v-bella-1-auf/
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