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Check Point Pasta, trentatré anni dopo: la Folgore custodisce la memoria del sacrificio in Somalia

La memoria rappresenta uno degli elementi fondamentali su cui si costruisce l’identità di ogni Forza Armata. Ricordare chi ha sacrificato la propria vita al servizio del Paese significa trasmettere alle nuove generazioni di militari non soltanto il ricordo di un evento storico, ma soprattutto l’eredità di valori, responsabilità e senso del dovere che continuano a guidare l’azione quotidiana delle donne e degli uomini in uniforme.

Le missioni internazionali hanno segnato profondamente la storia recente dell’Italia, impegnando migliaia di militari in operazioni di pace, stabilizzazione e supporto umanitario in aree caratterizzate da elevata instabilità. In questi contesti, il personale delle Forze Armate ha operato spesso in condizioni estremamente difficili, affrontando rischi elevati con professionalità, equilibrio e spirito di servizio.

Tra gli episodi più significativi della partecipazione italiana alle missioni all’estero occupano un posto particolare i combattimenti del Check Point Pasta, avvenuti a Mogadiscio il 2 luglio 1993, durante l’Operazione IBIS II in Somalia. Uno scontro che rappresentò uno dei momenti più drammatici della presenza italiana nel Paese africano e che ancora oggi costituisce una pagina indelebile della storia militare nazionale.

A trentatré anni da quei fatti, presso il Comando della Brigata Paracadutisti Folgore a Livorno, si è svolta la tradizionale cerimonia commemorativa dedicata ai caduti italiani delle operazioni in Somalia, rinnovando un legame che unisce passato, presente e futuro della specialità paracadutista.

Il ricordo dei caduti e il messaggio del Comandante della Brigata

Nel corso della cerimonia, svoltasi davanti al monumento dedicato ai caduti, è stato reso omaggio a tutti i militari italiani che persero la vita durante le operazioni IBIS, ricordando il loro esempio quale patrimonio morale dell’Esercito Italiano.

Nel suo intervento, il Generale di Brigata Dario Paduano, Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, ha richiamato con forza il significato più autentico dell’essere paracadutista, evidenziando come integrità, disciplina, lealtà e rispetto rappresentino la prima e più importante capacità operativa del militare.

Secondo il Comandante, sono proprio questi valori a rendere credibili le Forze Armate agli occhi dei cittadini e a costituire il riferimento imprescindibile per ogni giovane che sceglie di indossare il basco amaranto. Ha inoltre ricordato come il servizio alla Nazione non sia un concetto teorico, bensì una scelta quotidiana fatta di responsabilità, disponibilità verso gli altri e, nei casi più estremi, di sacrificio personale.

Il Gen. b. Dario Paduano Comandante della Folgore durante il suo intervento. Fonte Esercito Italiano.

Le sue parole hanno ribadito come la preparazione tecnica e l’efficienza operativa debbano sempre essere accompagnate da una solida dimensione etica, elemento che da sempre caratterizza la tradizione della Folgore e dell’intero Esercito Italiano.

La commemorazione non ha avuto soltanto il valore del ricordo storico, ma anche quello di un momento di formazione morale rivolto ai militari attualmente in servizio, chiamati a raccogliere un’eredità costruita attraverso l’esempio di chi li ha preceduti.

Il sacrificio del Check Point Pasta continua a parlare alle nuove generazioni

Il 2 luglio 1993, durante l’Operazione IBIS II, i militari italiani furono coinvolti in un violento scontro armato con miliziani somali nella zona nota come Check Point Pasta, a Mogadiscio.

Nel corso dei combattimenti persero la vita il Sottotenente Andrea Millevoi, il Sergente Maggiore Stefano Paolicchi e il Paracadutista Pasquale Baccaro, che affrontarono con coraggio una situazione operativa estremamente complessa, dimostrando fino all’ultimo il più alto senso del dovere.

Nello stesso scontro rimasero feriti trentuno militari italiani, tra i quali il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, che per il valore dimostrato durante l’azione sarebbe stato successivamente insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare, la massima onorificenza italiana per atti di eroismo.

L’intera Operazione IBIS costò complessivamente la vita a dodici militari italiani, testimoniando quanto anche le missioni di pace possano trasformarsi improvvisamente in operazioni ad altissima intensità.

Un momento della cerimonia. Fonte Esercito Italiano.

A distanza di oltre tre decenni, il ricordo del Check Point Pasta continua a rappresentare un punto di riferimento per l’Esercito Italiano e, in particolare, per la Brigata Paracadutisti Folgore. La memoria dei caduti non appartiene soltanto alla storia, ma costituisce un patrimonio vivo che alimenta lo spirito di corpo, rafforza il senso di appartenenza e ricorda come il servizio alla Nazione richieda competenza, coraggio e dedizione assoluta.

La commemorazione di Livorno conferma così la volontà dell’Esercito di custodire il ricordo di chi ha servito l’Italia fino all’estremo sacrificio, trasmettendo alle nuove generazioni di paracadutisti quei valori di responsabilità, onore e fedeltà che continuano a rappresentare il cuore della tradizione della Folgore.

Fonte: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/la-brigata-paracadutisti-folgore-ricorda-il-33-anniversario-dei-fatti-darme-del-check-point-pasta/198387.html

Alelu

Al secolo Alessandro Lunghi, Maresciallo Ordinario Paracadutista in congedo, brevetto n. 193216. Figlio del 5º Battaglione Paracadutisti El Alamein, XIII Compagnia Paracadutisti Condor. Laureato in Scienze Motorie e Magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. Tecnico di 1º livello della federazione Italiana di Atletica leggera e della federazione Triathlon. Ultramaratoneta, Ironman, Educatore Sportivo CONI e presidente dell'ASD Frosinone Sport.

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