Cagliari/Macomer, 12 Dicembre 2025 – Si è concluso il ciclo addestrativo che ha visto il 151° Reggimento Fanteria “Sassari” e il 5° Reggimento Genio Guastatori impegnati in uno degli scenari più complessi della guerra moderna: la risposta a minacce Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari (CBRN).
L’attività, svolta tra le caserme “Monfenera” e “Bechi Luserna” e l’area di “Sa Crabarza”, ha testato la capacità della Brigata Sassari di operare secondo i rigidi standard NATO, integrando la manovra cinetica con le procedure di protezione e bonifica.
Operare in ambiente contaminato non significa solo indossare una maschera, ma attivare una complessa catena di sopravvivenza basata su tre pilastri fondamentali, tutti testati durante l’esercitazione:
Il cuore della risposta del 151° Reggimento è stato il flusso decisionale. In ambito CBRN, la velocità dell’informazione è vitale quanto la protezione fisica. I Posti Comando hanno gestito la cosiddetta “Catena di Allarme” (Warning and Reporting), applicando le procedure standardizzate NATO (spesso note come ATP-45) per mappare la nube tossica o l’area di rischio e trasmettere i dati alle unità alleate.
Attraverso il coordinamento con il Sub Collection Center (SCC) del Comando Militare Esercito “Sardegna”, il reggimento ha dimostrato di saper gestire incidenti complessi tramite il Tactical Decision Exercise (TDX), mantenendo la capacità di comando e controllo anche sotto la pressione psicologica di una minaccia invisibile.
Per il 5° Reggimento Genio Guastatori, la sfida è stata doppia. Oltre alla protezione personale, hanno dovuto garantire la mobilità delle truppe in un ambiente ostile.
L’addestramento si è focalizzato sulla Engineer Intelligence (ENGINT): la raccolta di dati tecnici sul campo per capire come superare ostacoli contaminati o come bonificare un percorso per permettere l’avanzata della fanteria, garantendo al contempo azioni di contro-mobilità verso l’avversario.
Un elemento di spicco dell’esercitazione è stato l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto. L’uso dei droni in ambito CBRN rappresenta una svolta operativa fondamentale: permette di effettuare la ricognizione dell’area sospetta e il rilevamento preliminare senza esporre operatori umani al rischio diretto della contaminazione. Questa integrazione tecnologica ha conferito un elevato realismo allo scenario, allineando le procedure della “Sassari” alle più moderne dottrine internazionali.
L’esercitazione ha confermato che la risposta a una minaccia CBRN richiede una sinergia perfetta tra resistenza fisica (per operare con le protezioni), disciplina procedurale (per la gestione degli allarmi NATO) e competenza tecnica (per la bonifica). Il 151° e il 5° Reggimento hanno dimostrato di possedere queste capacità, pronte per essere impiegate a difesa della sicurezza nazionale e collettiva.
Fonte: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/ex_cbrn_2025.aspx
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