Bosnia-Erzegovina, il Generale Fronda (EUFOR): «Balcani stabili nell’interesse strategico dell’Europa»
Il Generale di Divisione Maurizio Fronda, comandante di EUFOR dal 21 gennaio, indica la stabilità della Bosnia ed Erzegovina come interesse strategico europeo. In vista del rinnovo del mandato il 30 ottobre, la missione Althea monitora sicurezza e dinamiche politiche.
Bosnia-Erzegovina, il Generale Fronda (EUFOR): «Balcani stabili nell’interesse strategico dell’Europa»
Il Generale di Divisione Maurizio Fronda, comandante di EUFOR dal 21 gennaio, indica la stabilità della Bosnia ed Erzegovina come interesse strategico europeo. In vista del rinnovo del mandato il 30 ottobre, la missione Althea monitora sicurezza e dinamiche politiche.
SARAJEVO – In un'intervista rilasciata a Report Difesa, il Generale di Divisione Maurizio Fronda, alla guida della missione EUFOR dallo scorso 21 gennaio, traccia il bilancio e la visione strategica per la stabilizzazione della Bosnia ed Erzegovina.
Le date, in ogni parte del mondo, costituiscono punti fermi della storia di un popolo. Nei Balcani ciò è ancora più evidente. Il prossimo 21 novembre ricorreranno i 31 anni dai famosi Accordi di Dayton, siglati nel 1995 per porre fine a tre anni e mezzo di un devastante conflitto armato e per sancire la nascita di un unico Stato sovrano articolato in due entità: la Republika Srpska (a maggioranza serba) e la Federazione di Bosnia ed Erzegovina (a maggioranza croato-bosgnacca).
Oggi l'assetto demografico ed etnico vede una complessa convivenza sul territorio, mentre la sicurezza della regione resta sotto la lente d'ingrandimento delle istituzioni internazionali. Subentrata alla missione NATO SFOR nel dicembre 2004 sulla base della Risoluzione ONU 1551, la missione dell’Unione Europea EUFOR / Operazione Althea continua a svolgere un ruolo chiave per il mantenimento della stabilità. In vista del rinnovo annuale del mandato (il cui “D-Day” è fissato per il prossimo 30 ottobre), il Comandante di EUFOR analizza nell'intervista l'evoluzione della missione, il ruolo del contingente italiano e le sfide geopolitiche dei Balcani occidentali.
Un contesto di sicurezza evoluto e complesso
Nel corso di 22 anni di presenza, l'operazione EUFOR ha visto cambiare radicalmente lo scenario locale. Come spiega il Generale Fronda, negli anni '90 la priorità risiedeva nell'attuazione degli aspetti militari della pace, nella separazione delle forze e nella creazione di una sicurezza di base sul terreno.
Oggi, concluso con successo nel 2018 il programma di addestramento delle Forze Armate locali (AF BiH), il mandato di EUFOR è focalizzato sull'assistenza alle autorità locali per il mantenimento di un ambiente sicuro e protetto (Safe and Secure Environment).
«Operiamo in un contesto di sicurezza molto più complesso e meno tangibile. I rischi che monitoriamo non sono definiti da linee del fronte, ma da una combinazione di dinamiche politiche, sviluppi nello spazio informativo e influenze regionali più ampie», osserva il Comandante Fronda.
Presenza sul terreno e l'esercitazione "Quick Response 2026"
L'efficacia di EUFOR si basa su un approccio equilibrato fatto di prontezza operativa, dialogo costante e monitoraggio del territorio. Il monitoraggio capillare è garantito dal Battaglione Multinazionale di Manovra e dalle 20 "LOT House" (Team di Collegamento e Osservazione) disseminate nelle principali città. Tra queste, risalta la LOT House italiana gestita dall'Arma dei Carabinieri a Drvar.
A riprova della prontezza operativa e della capacità di rinforzo rapido, si è conclusa di recente l'importante esercitazione annuale Quick Response 2026. L'addestramento ha coinvolto reparti giunti da 8 Paesi integrando esercito, marina e aeronautica. Tra i momenti salienti dell'esercitazione:
L'aviolancio di una compagnia del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” direttamente dall'Italia;
Il supporto logistico via mare fornito dalla Nave "San Giorgio" della Marina Militare Italiana;
Manovre combinate di soccorso, evacuazione sanitaria ed intervento tattico nello scenario di Mostar.
Il ruolo centrale dell'Italia
Il contributo italiano alla missione EUFOR è significativo e di primissimo piano. Oltre ad esprimerne il Comandante, l'Italia detiene il comando della Task Force Intelligence, del Battaglione Multinazionale di Manovra e della componente aerea leggera. Tra le unità schierate figurano:
Una compagnia di manovra del 151° Reggimento Fanteria della Brigata "Sassari";
Assetti di volo con elicotteri CH47 e AB205;
Una compagnia Surveillance and Reconnaissance;
I Carabinieri impiegati nella LOT House di Drvar.
L'intero contingente opera con riconosciuta imparzialità, garantendo trasparenza e vicinanza a tutte le componenti etniche del Paese.
Cooperazione NATO-UE e prospettive strategiche
In merito alla convivenza istituzionale con l'Alleanza Atlantica (presente nel Paese con il NATO HQ Sarajevo), il Generale Fronda ribadisce come EUFOR e NATO operino in stretta sinergia all'interno degli accordi Berlin Plus. La cooperazione è stata recentemente riaffermata dalla visita congiunta dei Presidenti dei Comitati Militari dell'Unione Europea e della NATO a Sarajevo.
In conclusione, la visione strategica per il futuro della regione rimane chiaramente ancorata all'Europa:
«Il Sud-est Europa, i Balcani occidentali e in particolare la Bosnia ed Erzegovina contano. Un’area occidentale dei Balcani stabile e sicura e una Bosnia ed Erzegovina pacifica sono nell’interesse strategico dell’Europa. Il mantenimento dell’attenzione internazionale, insieme alla crescente assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni locali, resta essenziale per consolidare i progressi raggiunti e sostenere una pace duratura».
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