BAE Systems Australia ha svelato a Melbourne, durante l’esposizione Land Forces 2024, il nuovo ATLAS Collaborative Combat Variant (CCV): un veicolo terrestre senza equipaggio (UGV) a 8 ruote motrici (8×8) pensato per affiancare mezzi corazzati con equipaggio e ridurre l’esposizione dei soldati ai compiti più rischiosi.
Secondo l’azienda, ATLAS CCV nasce per un campo di battaglia in cui opereranno team misti uomo-macchina, con piattaforme autonome e semi-autonome capaci di aumentare la “massa” combattente e alleggerire il carico operativo delle unità con equipaggio. Il progetto ruota attorno a due pilastri: modularità (per cambiare ruolo e aggiornare i sottosistemi nel tempo) e autonomia (per muoversi e operare con diversi livelli di supervisione umana).
Sul fronte dell’impiego, BAE descrive capacità che vanno dal controllo remoto in tempo reale alla navigazione autonoma su waypoint, fino alla generazione di percorso con evitamento ostacoli in ambienti complessi (ad esempio aree boscose).
L’elemento più distintivo è l’integrazione della VANTAGE Automated Turret System (ATS), una torretta a profilo contenuto progettata anche per piattaforme uncrewed, armata con M242 Bushmaster da 25 mm. L’azienda indica una portata efficace fino a 2.500 metri e una dotazione “ready-use” di 260 colpi, con doppia alimentazione per alternare rapidamente due tipologie di munizionamento.
Cruciale il punto dottrinale: l’ingaggio con l’arma è previsto con “human-in-the-loop”, cioè con un operatore umano coinvolto nelle decisioni di fuoco.
BAE posiziona ATLAS CCV come compagno di squadra di carri, IFV e mezzi logistici: un moltiplicatore di forza che può spingersi dove il rischio è più alto, svolgendo compiti di scorta sui fianchi, ricognizione, individuazione/aggancio bersagli e supporto di fuoco a favore delle unità con equipaggio.
Il telaio 8×8 è scelto per bilanciare mobilità e rapidità e, soprattutto, per favorire la schierabilità: ATLAS CCV è progettato per essere trasportabile in un container ISO da 20 piedi (o flat rack equivalente), oltre che via aerea o navale in base ai vettori disponibili.
Il programma è presentato come un prodotto con forte impronta australiana e orientato anche al mercato domestico: il veicolo è stato mostrato con livree che richiamano l’Esercito australiano e si inserisce nel crescente interesse di Canberra per sistemi senza equipaggio (finora più visibile in aria e in mare, ma in espansione anche a terra).
ATLAS CCV arriva mentre diverse forze armate stanno sperimentando UGV armati destinati a operare in coppia o in team con mezzi con equipaggio. L’idea di fondo è replicare a terra concetti simili al “loyal wingman” in ambito aereo: piattaforme senza equipaggio impiegate per compiti ad alto rischio, ricognizione avanzata, protezione dei fianchi e ingaggi selettivi, riducendo l’esposizione del personale.
Il passo successivo riguarda la maturazione del dimostratore: test, integrazione di sensori e sistemi di comunicazione, verifica delle modalità di controllo e delle logiche di cooperazione con unità con equipaggio. La direzione è chiara: aumentare l’efficacia sul campo mantenendo un controllo umano sulle decisioni d’impiego delle armi, e sfruttare la modularità per adattare l’UGV a missioni diverse (scorta, ricognizione, supporto logistico e supporto di fuoco).
Se intendi “link interni” anche come rimandi tipo “come potete leggere qui” o frasi simili, dimmi e li ripulisco ulteriormente in stile totalmente neutro.
Fonte: https://www.twz.com/news-features/meet-atlas-bae-systems-uncrewed-combat-wingman-fighting-vehicle
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