Defence Blog ha rilanciato un breve filmato attribuito a una fonte ufficiale ucraina, in cui si vede un elicottero colpito da un missile guidato e incendiarsi rapidamente fino alla distruzione.
“ATGM” significa anti-tank guided missile: nasce per colpire mezzi terrestri, ma può risultare devastante contro un elicottero fermo, in hovering, in decollo/atterraggio o parcheggiato in una piazzola prevedibile. In queste condizioni, il bersaglio è lento, grande e spesso poco protetto rispetto a un colpo guidato.
Questa dinamica (colpire l’ala rotante quando è più vulnerabile) non è affatto nuova: ricompare con continuità in teatri molto diversi, inclusi Somalia e Afghanistan.
Nella Battaglia di Mogadiscio (3 ottobre 1993), elicotteri statunitensi furono abbattuti (o gravemente danneggiati) da armi leggere e RPG, trasformando una missione in un lungo combattimento urbano e in un complesso sforzo di recupero e soccorso.
La lezione più duratura non è “l’RPG è antiaereo”, ma che in città dense e ostili gli elicotteri diventano prevedibili nelle rotte e nelle quote, e quindi ingaggiabili.
Nel 2007, durante scontri pesanti a Mogadiscio, fonti giornalistiche riportarono un elicottero colpito da un missile durante operazioni di combattimento.
Anche qui, il tema ricorrente è l’esposizione durante missioni che richiedono “stare sopra” l’obiettivo o operare a bassa quota.
L’introduzione dei MANPADS (missili spalleggiabili terra-aria), in particolare gli FIM-92 Stinger, è spesso descritta come un cambio di passo per la guerra aerea a bassa quota: fonti storiche e analisi ricordano come gli Stinger forniti agli insorti afghani si rivelarono una difesa efficace contro elicotteri e aerei sovietici, costringendo a modificare tattiche e profili di volo.
Documenti declassificati della CIA collocano i primi successi degli insorti con lo Stinger il 25 settembre 1986 nell’area di Jalalabad (elicotteri abbattuti/danneggiati).
Dettaglio importante: l’impatto strategico degli Stinger (cioè quanto abbiano determinato da soli il ritiro sovietico) è oggetto di dibattito tra studiosi; una parte della letteratura li considera “silver bullet”, altri sottolineano un effetto soprattutto tattico/morale più che decisivo da solo sul piano politico.
Nel conflitto afghano post-2001, pur con contromisure e superiorità tecnologica, la vulnerabilità degli elicotteri riappare in forme “classiche”, spesso legate a RPG e imboscate su rotte obbligate.
Il caso simbolo è l’abbattimento del CH-47 “Extortion 17” (6 agosto 2011), attribuito a un colpo di RPG che colpì il rotore, causando la perdita totale del velivolo e di tutti gli occupanti.
Più di recente, canali ufficiali statunitensi hanno ribadito la conclusione investigativa sulla causa primaria (RPG) per quell’evento.
E prima ancora, discussioni e leak (come quelli emersi in contesti legati ai “war logs”) hanno alimentato attenzione sul rischio di missili/armi antiaeree in alcune aree, segnalando che la minaccia percepita poteva essere più complessa di quanto comunicato pubblicamente in alcuni momenti.
Mettendo insieme i tre teatri, emergono tre costanti:
In questo senso, il video ucraino (se correttamente contestualizzato) non è “un episodio isolato”, ma un tassello di una regola operativa ricorrente: l’ala rotante è potentissima, ma paga caro quando è costretta a essere lenta, visibile e prevedibile.
Fonte: https://defence-blog.com/ukrainian-soldiers-blows-up-russian-helicopter-with-anti-tank-missile/
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