L’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022 ha accelerato un cambio di scenario che in Europa covava da anni: non si ragiona più solo in termini di deterrenza “classica”, ma di confronto continuo sotto soglia, dove la competizione si gioca insieme su terra, mare, aria, spazio, cyber e informazione. Non è un dettaglio semantico: significa che attacchi informatici, sabotaggi, interferenze e campagne di disinformazione non sono “rumore di fondo”, ma possono diventare segnali anticipatori o addirittura preparazione di un’escalation.
In questo quadro, la NATO discute apertamente come rispondere alla minaccia ibrida con una postura meno passiva. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone (presidente del Comitato Militare NATO) ha indicato la vulnerabilità di un approccio troppo reattivo nel cyber e la necessità di ragionare in chiave più “proattiva” contro sabotaggi, attacchi informatici e operazioni sotto-soglia.
Qui entra in gioco il piano cognitivo: la tenuta della società (fiducia nelle istituzioni, coesione, percezione del rischio, resilienza alle manipolazioni) diventa parte integrante della difesa. Se l’avversario punta a paralizzare decisioni e logistica “senza sparare”, allora proteggere reti, infrastrutture e opinione pubblica non è più un compito accessorio: è una componente della capacità di combattimento nel senso moderno.
La Germania è diventata un laboratorio europeo di questo cambio di mentalità perché, per posizione e ruolo, è hub logistico della NATO: in uno scenario di crisi, Berlino dovrebbe garantire transito, supporto e protezione al movimento delle forze alleate. La Bundeswehr descrive l’Operational Plan for Germany (OPLAN DEU) come un documento che integra difesa nazionale e collettiva con il supporto civile, valido “in pace, crisi e guerra” e anche in condizioni di minaccia ibrida.
Nel quadro NATO richiamato dalla Bundeswehr, fino a 800.000 militari potrebbero essere schierati verso i confini esterni dell’Alleanza entro sei mesi usando la Germania come “hub”: una missione che richiede un approccio di whole-of-society (trasporti, sanità, energia, imprese, appalti, sicurezza interna).
Secondo le ricostruzioni giornalistiche citate da Wall Street Journal e riprese da più media, l’orizzonte di rischio considerato da diversi responsabili tedeschi colloca un possibile punto di massima pericolosità attorno al 2029 (valutazioni, non profezie). Reuters ha riportato lo stesso ordine di grandezza (“5-8 anni”, quindi circa 2029) nelle analisi militari tedesche sul potenziale di ricostituzione russa.
Dentro questo contesto, le anticipazioni su una “light version” dell’OPLAN descrivono un modello di escalation in cinque fasi (dalla rilevazione precoce/deterrenza fino alla difesa nazionale, difesa collettiva NATO e recupero post-conflitto) e sostengono che la Germania starebbe già lavorando sulla prima fase: costruzione del quadro di minaccia, coordinamento interministeriale, preparazione di logistica e protezione.
La logica è chiara: se il conflitto può iniziare con cyber, sabotaggio e disinformazione, allora la difesa deve essere impostata prima che scatti l’Articolo 5, e deve proteggere infrastrutture civili e militari insieme.
In Italia, il punto è stato espresso con nettezza dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello: se mai si arrivasse allo scenario estremo, non sarebbe “l’Esercito da solo”, ma “l’Italia” a dover reggere il peso della difesa. È un messaggio che richiama direttamente la cornice costituzionale: l’art. 52 stabilisce che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.
Letto con la lente multidominio, questo significa tre cose operative:
In sintesi: dopo l’Ucraina, il punto non è “se” l’Occidente debba aggiornare i modelli di difesa, ma come farlo rapidamente. La Germania sta codificando una risposta che tratta la dimensione ibrida come parte della scala di escalation; l’Italia, se prende sul serio il messaggio di Masiello, deve ragionare nello stesso perimetro: difesa come responsabilità nazionale, multidominio, e con una protezione esplicita del dominio cognitivo.
Fonte: https://www.wsj.com/world/europe/germany-russia-war-nato-secret-plan-8ce43a8d?utm_source=chatgpt.com
Dopo un inseguimento durato oltre due settimane e un primo tentativo di abbordaggio andato a…
Nel lessico militare, “assetti pregiati” significa capacità rare, costose e decisive: reparti d’élite, piattaforme dedicate,…
Atene – La Grecia ha approvato una riforma ampia del sistema di coscrizione e della…
Il confronto sulle spese militari dentro la maggioranza non è soltanto l’ennesimo braccio di ferro…
La US Navy ha avviato un aggiornamento mirato delle valutazioni fisiche per i profili più…
Nel quadro della modernizzazione delle capacità di combattimento ravvicinato dell’Esercito Italiano, il Ministero della Difesa…