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Accadde oggi: 7 gennaio 1797, nasce il Tricolore, nasce un’idea d’Italia

Il 7 gennaio 2026 ricorre un anniversario che parla direttamente alla nostra identità: esattamente 229 anni fa, il 7 gennaio 1797, il Tricolore veniva adottato per la prima volta come bandiera nazionale da uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana. La decisione fu presa a Reggio nell’Emilia, nel salone del palazzo comunale che da allora porta un nome simbolico: Sala del Tricolore. È lì che, nel pieno delle trasformazioni politiche innescate dalla Rivoluzione francese (1789–1799), l’idea di una bandiera come simbolo di popolo, non di dinastia, iniziò a prendere forma anche nella penisola.

La Sala del Tricolore a Reggio Emilia – Foto Wikipedia

Prima del vessillo: la coccarda e i primi segni di appartenenza

Prima di sventolare su un’asta, il Tricolore comparve appuntato sul petto. La prima traccia documentata dei tre colori in Italia risale al 21 agosto 1789, quando a Genova alcuni testimoni riferirono di manifestanti con una coccarda verde, bianca e rossa. In quella fase iniziale, non esisteva ancora una coscienza nazionale strutturata: i colori venivano spesso associati, anche per confusione delle gazzette dell’epoca, agli ideali rivoluzionari francesi.

Ma il segnale era chiaro: un simbolo semplice poteva trasformarsi in linguaggio politico.

Coccarda italiana tricolore – Foto Wikipedia

Il Tricolore prende corpo: dall’onda europea all’identità italiana

Il modello culturale fu inevitabilmente quello francese: la bandiera tricolore d’Oltralpe aveva introdotto una novità dirompente, spostando il significato del vessillo dal piano dinastico-militare a quello nazionale. In Francia, la coccarda evolse rapidamente e il verde, comparso nei primissimi giorni del 1789, venne abbandonato quasi subito in favore del blu e del rosso, completati poi dal bianco.

In Italia, invece, il verde rimase. Anche qui le spiegazioni si intrecciano: da un lato l’associazione con la natura e con i “diritti naturali” evocati dalle idee rivoluzionarie (uguaglianza e libertà); dall’altro un elemento molto concreto, legato alle uniformi e alle milizie locali, soprattutto nell’area lombarda. Il risultato fu una scelta originale, capace di distinguere l’identità italiana nascente pur dentro l’onda lunga del cambiamento europeo.

Il passaggio decisivo avvenne nel 1796, quando i colori iniziarono a uscire dalla dimensione “civile” e simbolica per diventare insegna militare. L’11 ottobre 1796, a Milano, la Legione Lombarda adottò un vessillo tricolore; poche settimane dopo, il simbolo fu ripreso in ambito civico a Bologna, dove i documenti dell’epoca parlano esplicitamente di “colori nazionali” verde, bianco e rosso per formare una bandiera. Qui il Tricolore iniziò a trasformarsi da eco di ideali esterni a segno riconoscibile di una tensione politica interna: l’indipendenza, l’autodeterminazione, l’idea di un destino comune.

Lo Stendardo degli Usseri di Requisizione della Città di Milano – Copyright Regione Lombardia

7 gennaio 1797: Reggio Emilia e la nascita ufficiale della bandiera

Il 7 gennaio 1797 segna lo spartiacque. Durante la XIV sessione del congresso cispadano, Giuseppe Compagnoni, ricordato come il “padre del Tricolore”, propose di rendere universale lo stendardo a tre colori e di usarli anche nella coccarda che “debba portarsi da tutti”. La mozione venne approvata tra entusiasmo e applausi: per la prima volta, il Tricolore diventava bandiera nazionale di uno Stato italiano, non più soltanto bandiera di reparto o vessillo comunale.

La Repubblica Cispadana, che riuniva Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, non era l’Italia unita, ma diede al futuro Paese un simbolo che riuscì a superare confini, rivalità locali e appartenenze preesistenti, offrendo un punto di riferimento visibile, immediato, condivisibile.

Bandiera della Repubblica Cispadana – Copyright Musei Civici di Reggio Emilia

Dopo il 1797 il Tricolore non rimase un dettaglio di archivio. La sua presenza crebbe nella percezione popolare, fino a diventare uno dei simboli centrali del Risorgimento. Nei decenni successivi, tra repressioni, divieti e clandestinità, quei colori continuarono a riemergere nelle rivolte e nei movimenti patriottici: non come ornamento, ma come dichiarazione.

La partenza della spedizione dei Mille da Quarto – Copyright Regione Piemonte

Il culmine arrivò con la proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861, quando il Tricolore divenne vessillo nazionale del nuovo Stato. Da quel momento, la bandiera attraversò tutte le stagioni della storia italiana: monarchia, guerre, crisi, ricostruzione, fino alla Repubblica.

Bandiera italiana risalente alla prima guerra mondiale – Foto Wikipedia

1946: il Tricolore della Repubblica

Con la nascita della Repubblica Italiana, il Tricolore venne confermato nella sua forma essenziale, eliminando lo stemma sabaudo. Il principio fu sancito prima nel 1946 e poi definitivamente nella Costituzione: l’articolo 12 stabilisce che la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano “verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”. Una scelta di continuità e, insieme, di ripartenza: la stessa bandiera, ma come casa comune di una nuova forma di Stato.

Le Frecce Tricolori disegnano i colori nazionali italiani sopra il Vittoriano a Roma – Copyright Quirinale

Oggi: una bandiera che non è soltanto memoria

Il Tricolore non è un cimelio da cerimonia: è un simbolo vivo, capace di attraversare due secoli di storia restando riconoscibile a colpo d’occhio. Ha accompagnato passaggi decisivi, rivoluzioni, guerre, Unità nazionale, nascita della Repubblica, adattandosi ai cambiamenti del Paese senza perdere la sua forza comunicativa.

Per questo il 7 gennaio non è soltanto un anniversario. È la data in cui, a Reggio Emilia, una scelta politica diventò per la prima volta un segno condiviso: tre colori che da allora continuano a raccontare, ogni giorno, l’idea stessa di Italia.

Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

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