80 anni di fervente identità: l'Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia tra memoria e continuità (1946–2026) - Copyright foto WWW.ASSOPAR.IT
L’A.N.P.d’I. ha appena compiuto 80 anni dalla sua nascita. Non è una ricorrenza qualunque: è una misura del tempo necessaria per capire se un’idea è davvero solida, utile, viva. In ottant’anni l’Associazione non ha semplicemente “resistito”; ha tenuto insieme persone, valori, memoria e futuro del Paracadutismo Italiano, anche quando il contesto sociale, politico e militare cambiava profondamente.
Attenzione perchè le Associazioni d’Arma hanno un compito estremamente delicato: non sostituire le Forze Armate, non fare politica, non indulgere nella nostalgia. Il loro valore sta nel custodire e trasmettere un’appartenenza, animata da una passione profonda e sincera.
L’A.N.P.d’I. lo fa secondo una tradizione e un’identità che le sono proprie.
Tradizione e identità con uno stile inconfondibile perché è l’Associazione d’Arma dei Paracadutisti: uomini e donne che hanno interiorizzato un’idea di servizio fondata su disciplina, responsabilità, ardimento e spirito di corpo. Quando l’uniforme viene riposta, quei valori non scompaiono; rischiano semmai di disperdersi. L’Associazione è il luogo in cui continuano a essere praticati, non solo ricordati.
Nata l’11 gennaio 1946 come API (Associazione Paracadutisti Italiani), viene ufficialmente riconosciunta con decreto del Presidente della Repubblica n. 620 del 10 febbraio 1956 e individuata dalla normativa del 2010 come unico organismo associativo dedicato ai Paracadutisti Italiani, l’A.N.P.d’I. è anche tra i fondatori dell’Unione Europea dei Paracadutisti.
Non siamo davanti ad un dettaglio giuridico: la Storia dell’A.N.P.d’I. è il riflesso di una credibilità costruita nel tempo, nella coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. L’Associazione accoglie Paracadutisti ex combattenti, in servizio, in congedo, o persone dal mondo civile che semplicemente desiderano avvicinarsi al mondo della nostra Specialità, mantenendo una soglia identitaria chiara: appartenenza reale, non simbolica.
Il cuore dell’A.N.P.d’I. è la continuità generazionale. In oltre 130 sezioni diffuse sul territorio nazionale, il Paracadutista di ieri incontra quello di oggi. Non per raccontarsi addosso, ma per trasmettere esperienza. La memoria, qui, non è celebrazione sterile: è criterio.
Serve a capire perché certe tradizioni esistono, perché certi gesti contano, perché il linguaggio della Specialità non è folclore ma sintesi di una cultura operativa e umana nata in quell’agosto del 1918, quando un giovane Tenente Alessandro Tandura fece qualcosa che allora era impensabile: si lanciò dietro le linee nemiche con un paracadute, entrando di fatto nella storia del paracadutismo militare.
Qui la tradizione non si eredita soltanto: nasce.
Siamo il Paese che dopo la la pila con Volta e la radio con Marconi, ha scritto anche una pagina fondativa patrimonio di tutti gli Italiani.
Ed è anche per questo che, nel corso dei decenni, l’Associazione ha mantenuto un rapporto strutturato e rispettoso con i reparti, collaborando alla formazione, alla divulgazione della storia e alla cura delle ricorrenze. Perché l’addestramento paracadutistico è sempre stato un mezzo, non un fine: ciò che conta è la trasmissione dei valori che lo rendono possibile.
Coraggio e disciplina non sono slogan; sono abitudini che si coltivano nel tempo, anche nella vita civile.
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: l’A.N.P.d’I. è presenza sociale. Lo è quando affianca iniziative di protezione civile, quando sostiene i soci in difficoltà, quando investe in borse di studio, quando pubblica e diffonde cultura storica e tecnica attraverso la rivista Folgore e il sito ufficiale (www.assopar.it).
È il modo con cui l’etica del servizio continua a produrre effetti concreti, lontano dai riflettori.
Oggi l’Associazione è guidata da Marco Bertolini, Generale di Corpo d’Armata (aus.), Paracadutista Incursore.
Una guida che incarna il filo diretto tra esperienza operativa, rispetto delle istituzioni e consapevolezza del ruolo culturale che un’Associazione d’Arma deve avere nel presente e nel futuro.
Iscriversi all’A.N.P.d’I. nel suo ottantesimo anniversario non è un gesto formale. È una scelta di responsabilità. Significa riconoscere che l’identità paracadutista non è confinata al passato, ma vive nel modo in cui si sta nella società: con misura, con lealtà, con senso del dovere.
L’A.N.P.d’I. non è solo il collante tra i Paracadutisti di ieri e quelli di oggi; è anche l’Associazione, l’unica, che tiene vivo, nella vita civile, il significato profondo dell’essere Paracadutista Italiano.
Ottant’anni dopo la sua nascita, il valore dell’A.N.P.d’I. si misura così: nella continuità più che nel rumore, nell’esempio più che nella retorica.
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