LONDRA — La Royal Navy ha annunciato l’acquisto di 20 unità di superficie senza equipaggio K3 Scout Medium, prodotte dalla britannica Kraken Technology Group. I nuovi mezzi saranno assegnati al Coastal Forces Squadron e al 47 Commando Royal Marines e verranno impiegati per operazioni, addestramento e attività di sviluppo tecnologico.
L’iniziativa rientra nel più ampio Project Beehive, programma con cui la Marina britannica intende creare una piattaforma capace di funzionare come banco di prova per future tecnologie navali ibride. Secondo la Royal Navy, il progetto dovrà offrire non solo una base di sperimentazione, ma anche una capacità operativa immediata, contribuendo a rafforzare sicurezza ed efficacia dei reparti schierati in mare.
L’annuncio arriva in una fase di forte tensione marittima internazionale, segnata anche dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Proprio per questo resta aperta la domanda se i nuovi USV possano essere impiegati a breve in teatri sensibili, ad esempio per missioni di sorveglianza o supporto alla bonifica mine.
Su questo punto, però, il Ministero della Difesa britannico mantiene il massimo riserbo. Un portavoce ha spiegato che, per ragioni di sicurezza operativa, non verranno resi noti i payload specifici installabili sulle piattaforme. Ha però sottolineato che il K3 offre un’elevata flessibilità, con possibilità di integrazione rapida di diversi sistemi e con la capacità di operare sia autonomamente, sia insieme a unità con equipaggio. I mezzi potranno inoltre essere lanciati e gestiti anche dai mission bay delle fregate Type 31 e Type 26.
Dal punto di vista tecnico, il K3 Scout Medium è lungo 8,4 metri, ha un dislocamento massimo di 2.500 chilogrammi, può raggiungere i 55 nodi e ha un’autonomia di circa 650 miglia nautiche. Può trasportare fino a 600 chilogrammi di carico utile ed essere adattato a missioni diverse: logistica, ricerca e soccorso, sorveglianza, ricognizione, rilevamento e anche operazioni di strike.
La Royal Navy ha fatto sapere che il personale è già in addestramento e che una capacità operativa avanzata sarà disponibile nei prossimi mesi. L’acquisto conferma la crescente centralità dei sistemi unmanned nella trasformazione della flotta britannica. Una linea già anticipata dal First Sea Lord Sir Gwyn Jenkins, che nei mesi scorsi aveva descritto il futuro della Royal Navy come quello di una “nuova marina ibrida”, composta da piattaforme con equipaggio, senza equipaggio e autonome, tutte collegate digitalmente per ridefinire il potere marittimo britannico.
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